Home Punti di vista CORREVA L’ANNO 1918: L’ARRIVO DELL’ACQUA A RUVO DI PUGLIA

CORREVA L’ANNO 1918: L’ARRIVO DELL’ACQUA A RUVO DI PUGLIA

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Era il 25 maggio 1918 quando, finalmente, anche i ruvesi poterono iniziare a giovarsi dell’acqua potabile. Un evento, avvenuto grazie ad un’opera ingegneristica di notevole pregio, che segnò, inevitabilmente, l’avvio di una nuova era per Ruvo di Puglia, segnata da progresso e crescita.


In tutto il Mezzogiorno, sino a quel momento caratterizzato dalla scarsità di risorse idriche, tanto che già Orazio descriveva la nostra regione come terra assetata “siderum insedit vapor siticulosae Apuliae”, l’arrivo dell’acqua potabile fu accolto con tanto entusiasmo e speranza. Il pittore ruvese Domenico Cantatore, all’epoca appena dodicenne, in riferimento a ciò ebbe a scrivere: “I possidenti buttarono le chiavi delle cisterne nella strada e le donne andarono in chiesa a ringraziare i santi”.

Sino a qualche anno fa si riteneva che l’arrivo dell’acqua potabile nel nostro paese fosse avvenuto nel 1914. Ed, effettivamente, detta data era stata inizialmente stabilita come quella in cui l’acqua avrebbe dovuto iniziare a sgorgare delle tradizionali fontane di ghisa distribuiti nelle piazze e nelle vie del nostro paese. Tuttavia, sia per ragioni di carattere economico che, soprattutto, per via dello scoppiare del primo grande conflitto mondiale, tale momento fu posticipato al 1918.

Certezza su tale data si deve anche al ruvese Michele D’Ingeo, appassionato di storia e cultura locale del nostro paese che, dopo anni di studio, approfondimenti, disamina di fonti e atti, ha confluito i risultati delle sue ricerche in un libro dal titolo “All’àcque, all’àcque”, pubblicato nel 2016.

L’opera, secondo quanto spiegato dall’autore, è nata dall’esigenza di verificare se, effettivamente, l’acqua potabile fosse davvero arrivata a Ruvo di Puglia nel 1914, ovvero prima dell’arrivo ufficiale nel capoluogo di Regione, avvenuto il 24 Aprile 1915. Come immaginato, le ricerche portate aventi in modo impeccabile dal D’Ingeo hanno dato risposta negativa a tale interrogativo.

Nella nostra città, inoltre, proprio in occasione del centenario di tale evento storico così importante, tante sono state le iniziative intraprese nel 2018 dalla Pro Loco di Ruvo di Puglia, dal Comune e dall’Acquedotto Pugliese. Tra queste, la mostra fotografica “La fontana si racconta”, la presentazione del libro “Quel ponte unì l’Italia” di Vito Palumbo, oltre alle visite alla vecchia casa Cantoniera e alle strutture dell’AQP.

L’acqua potabile come un bene prezioso, atteso e tanto desiderato dai nostri predecessori, che dovremmo imparare tutti a salvaguardare e a non sprecare. Dare più valore a ciò che abbiamo e che, alla volte, diamo per scontato: conoscere la nostra storia serve anche a questo scopo!

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