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STORIE DI SPORTIVI RUVESI: PEPPE IPPEDICO E LA PASSIONE PER LA PALLACANESTRO

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Il nostro viaggio alla ricerca delle storie degli sportivi ruvesi comincia dalla pallacanestro e da Peppe Ippedico, giocatore e Capitano della TecnoSwitch Talos Basket Ruvo.

La mia passione per la palla a spicchi – ci racconta – nasce grazie a mio nonno, a Biagio di Gioia e a mio padre. Loro sono stati i miei ciceroni e coloro che mi hanno fatto scoprire questo incredibile sport.

Ho esordito all’età di quindici anni in prima squadra, per poi ricucirmi dello spazio, l’anno seguente, sempre in serie C, con coach Vincenzo Lovino. Dopo vari provini, all’età di diciassette anni, mi è stato proposto da Roseto di disputare l’Under 19 Nazionale e l’A2 Silver. Qualche anno dopo sono tornato a Ruvo di Puglia, in serie C Silver, con coach Marco di Stefano.

Nella stagione sportiva 2016/2017 è arrivata la prima convocazione in serie B a Barcellona Pozzo di Gotto, per poi riconfermare la categoria a Cerignola l’anno successivo.

Sono rientrato a Ruvo di Puglia nella stagione 2018/2019, l’anno della promozione in serie B. Il 2019/2020 lo trascorro prima con la maglia della Tecnoswitch, in serie B, e poi con quella della Pavimaro Molfetta, in C Gold.”

Uno sport che, per Peppe, significa sacrificio, passione e divertimento fino a diventare un punto di riferimento.

Le vittorie più belle – continua – e che porterò per sempre nel mio cuore sono state gara 4 di playoff Ruvo vs Monopoli e gara 1 di playoff Barcellona vs Campli, vinta allo scadere.

La sconfitta più dura da digerire, invece, è stata senza dubbio gara 2 di playout a Cerignola, contro Fabriano.

Il momento più duro della mia carriera cestistica è stato la sosta tra marzo e novembre del 2020. Sono stati otto mesi interminabili“.

Aggiunge: “Attualmente sono il Capitano della TecnoSwitch e ne sono onorato e gratificato. Per me ricoprire un ruolo così importante non significa prendersi tutte le responsabilità ma distribuirne il valore per l’intera squadra, aiutandosi e coinvolgendosi a vicenda.

Giocare ai tempi del Covid-19 significa perdere parte dell’adrenalina nei momenti in cui c’è bisogno della spinta del pubblico. Ma adesso dobbiamo fare qualche sacrificio, stiamo giocando tutti insieme questa importante partita contro un nemico invisibile“.

Devo tutto – conclude – ai miei genitori, ai miei amici e alla mia ragazza. Mi sono stati vicini in ogni momento della mia vita, mi hanno confortato e supportato“.

La voglia di provarci sempre, di non arrendersi mai e di superare ogni difficoltà con il sorriso stampato sulle labbra. Grinta, passione e dedizione per questo incredibile, folle e meraviglioso sport.

E’ cominciato da qui il nostro viaggio, dal campo da basket e dalla storia di Peppe Ippedico.

Appuntamento a martedì prossimo, ore 14:00, per un altro racconto di sport.

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