LA REPLICA DI FORZA ITALIA: “IL COMUNE FACCIA LA SUA PARTE SENZA NASCONDERSI DIETRO LE COMPETENZE DELLO STATO”
Nota di Forza Italia sezione di Ruvo.
Leggiamo con stupore il tentativo della maggioranza di trasformare un legittimo allarme dei cittadini in una sterile polemica politica.
Nessuno ha mai sostenuto che il Comune possa istituire un presidio della Polizia di Stato. Questo lo sappiamo bene e non abbiamo bisogno di lezioni sulle competenze istituzionali. Abbiamo semplicemente chiesto che l’Amministrazione comunale, quale massima autorità politica della comunità locale, si faccia promotrice presso Prefettura e Ministero dell’Interno di una richiesta forte e condivisa per ottenere un rafforzamento stabile della presenza delle Forze dell’Ordine sul territorio. È esattamente ciò che fanno tanti sindaci quando ritengono che la sicurezza della propria città lo richieda.
Sorprende, invece, che la maggioranza preferisca difendere sé stessa piuttosto che ascoltare il crescente disagio dei cittadini. La sicurezza non si misura con il numero di comunicati stampa o con l’elenco delle opere realizzate, ma con la serenità delle persone che vivono la città.
Nessuno mette in discussione il lavoro encomiabile dei Carabinieri e delle Forze dell’Ordine, che quotidianamente operano con professionalità e spesso con organici insufficienti. Anzi, proprio perché conosciamo le difficoltà in cui lavorano riteniamo doveroso chiedere un potenziamento delle risorse umane e dei presidi operativi.
La maggioranza rivendica due caserme, 130 telecamere, una control room e persino l’intelligenza artificiale. Se tutto questo fosse realmente sufficiente, perché gli stessi amministratori dichiarano di aver chiesto ai Carabinieri “un ulteriore sforzo nelle ore notturne”? Evidentemente perché anche loro sono consapevoli che il problema esiste.
Le telecamere rappresentano uno strumento prezioso per ricostruire i fatti e individuare i responsabili, ma non impediscono che un’aggressione, una rapina o un accoltellamento si verifichino. La prevenzione richiede una presenza concreta sul territorio, soprattutto nelle aree e negli orari più sensibili.
Nessuno contesta l’importanza degli investimenti nella scuola, nella cultura, nello sport e nel sociale. Sono strumenti fondamentali per costruire una comunità migliore, ma non possono diventare l’alibi per evitare di affrontare un problema di sicurezza che oggi è sotto gli occhi di tutti.
Gli ultimi episodi di cronaca verificatisi a Ruvo di Puglia hanno inevitabilmente alimentato un diffuso senso di insicurezza. Negarlo significa ignorare ciò che i cittadini raccontano ogni giorno. Riconoscere un problema non significa screditare la città; significa assumersi la responsabilità di affrontarlo.
La sicurezza è una responsabilità condivisa. Lo Stato deve garantire uomini e mezzi, ma il Comune ha il dovere di coordinare, sollecitare, proporre, convocare il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica tramite il Prefetto quando necessario, promuovere ogni iniziativa utile e rappresentare con forza le esigenze del territorio. Questo è ciò che abbiamo chiesto e continueremo a chiedere.
Noi non cerchiamo alibi né scaricabarile. Riteniamo semplicemente che chi amministra una città debba avere il coraggio di riconoscere le criticità, senza rifugiarsi dietro il formalismo delle competenze.
Per noi la sicurezza non è uno slogan né una bandiera politica. È un diritto dei cittadini e merita risposte concrete, non autocelebrazioni.