Politica

IL CENTROSINISTRA AL CONFRONTO, MA C’E’ CHI CONTESTA LA PROCEDURA DI INDIVIDUAZIONE DEL CANDIDATO PD

Ritengo doveroso ripartire da un concetto espresso nell’ultimo editoriale. Perché, a giudicare dalle battute e dalle offese ricevute, al di là del clima poco piacevole che si è creato attorno alla vicenda, è giusto tornare su un passaggio: «Hanno fatto prima a realizzare lo speciale di Temptation Island che a girare il seguito delle puntate del PD Ruvo, quello in cui il segretario ruvese avrebbe dovuto svelare il nome del candidato sindaco».

Il significato, nello specifico, era molto semplice: il 26 agosto si diceva “un pò di pazienza”, in uno dei pubblicati dal Partito Democratico di Ruvo sulla loro pagina facebook.

La battuta ironica voleva sottolineare proprio questo: è trascorso più di un mese senza avere risposte, fino ad arrivare a quello che, con un’altra metafora, potremmo definire il “falò di confronto” tra i due candidati, che rappresentava evidentemente il vero motivo della lungaggine.

Se pubblichi un video dicendo «un pò di pazienza», non immagini certamente che passeranno sessanta giorni prima di arrivare all’annuncio. E siccome noi facciamo i giornalisti e altri fanno i politici, lasciateci almeno la possibilità di esprimere un’opinione, un giudizio e, quando lo riteniamo opportuno, anche una critica attraverso l’ironia.

Ognuno è libero di pensarla come vuole, naturalmente, ma sempre nella logica del rispetto, che da parte nostra non è mai venuto meno. Per noi la polemica è chiusa. L’interesse rimane sempre lo stesso: Ruvo di Puglia e i ruvesi.

Adesso comincerà un’altra fase nella quale un tavolo di coalizione dovrà individuare il metodo, il modo e poi il nome del candidato sindaco che rappresenterà il centrosinistra a Ruvo di Puglia. E’ uno scenario inedito per cui difficile fare previsioni. Si va dalle primarie o all’individuazione di un nome esterno a quelli designati, difficile immaginare che i vertici accettino la rottura del campo largo a Ruvo di Puglia alla vigilia anche delle politiche. staremo a vedere.

Intanto, un tesserato del partito ha presentato ricorso alla commissione di Garanzia del Partito Democratico Terra di Bari.

Il documento non contesta la scelta di Michele Scardigno, ma la procedura attraverso la quale sarebbe stato individuato come candidato Sindaco del PD di Ruvo di Puglia. “Se al momento della scelta erano ancora formalmente in campo due candidature, quella di Nico Curci e quella di Michele Scardigno, chi aveva il potere statutario di scegliere definitivamente Scardigno senza passare dalle primarie o dalla procedura prevista per una candidatura unitaria?”, si chiede il ricorrente.

“Secondo lo Statuto regionale del PD, per scegliere il candidato Sindaco sono previste sostanzialmente due possibilità: le primarie, quando ci sono più candidature, oppure la candidatura unitaria. In quest’ultimo caso, però, la candidatura deve essere formalmente sottoposta al voto dell’Assemblea territoriale competente e approvata dalla maggioranza semplice dei presenti”, la sintesi dell’appurato documento.

Nel caso esaminato, secondo il ricorrente, non si sarebbe verificata una vera candidatura unitaria, perché entrambi i candidati avevano inizialmente mantenuto la propria candidatura. Pertanto, né il confronto politico del 14 settembre 2026 né una successiva convergenza politica potrebbero, da soli, sostituire la procedura prevista dallo Statuto.

Se la candidatura di Scardigno fosse stata realmente unitaria, lo Statuto potrebbe consentire di evitare le primarie, ma sarebbe comunque necessario seguire la procedura prevista dall’art. 29, comma 7, compreso il passaggio nell’Assemblea competente. Se invece Curci e Scardigno erano ancora formalmente entrambi candidati, la domanda diventa se il semplice accordo politico o la decisione di un “coordinamento” potesse far venir meno la necessità della procedura prevista dallo Statuto”, la sintesi del documento.

 

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