Chieco scatenato: “Vinciamo per la comunità non per me”

“Ieri un tappetino di ombrelli, oggi una foresta di persone, una foresta in cui si respira una bell’aria”. Ha esordito così il candidato di centro sinistra Pasquale Chieco. Dinanzi a sé una Piazza Dante numerosa di sostenitori, protagonisti di un pubblico partecipativo.

Forse la serata che scalda ancor di più cuore e animi di una coalizione che ha chiaro l’intento da centrare il prossimo 17 e 18 ottobre. Un Chieco che domina la scena: mattatore, scatenato, coinvolgente e pronto a trascinare l’entusiasmo di una piazza che fa respirare alla città l’energia di chi lo vuole riconfermare come sindaco.

Sul palco ha voluto con sè i punti di riferimento del suo percorso amministrativo e quelli che le urne hanno decretato come tali. Non risparmia critiche e attacchi a quello che definisce “inciucio con la “P” non di politica ma di potere”. Poi il finale è un trionfo di entusiasmo sulle note di “Bella Ciao” e “L’ombelico del mondo” di Jovanotti colonna sonora della vittoria di cinque anni fa.

Parla della sua forza politica capace di comprendere le problematiche e i servizi della comunità. “Abbiamo condotto la compagna elettorale con l’obiettivo di presentarci così come siamo – dice – una coalizione politica che si ritrova attorno a un’idea di città che non dobbiamo improvvisare. Non c’è un idea di quello che sarà ma la città è già in atto e questo lo abbiamo fatto con serietà, competenza e senso del dovere. Si può sempre fare di più ma non possiamo negare di aver fatto i conti con la pandemia che ci ha fermato un anno e mezzo fa e ha preso le nostre risorse, le nostre energie, rendendo il futuro incerto. Ora, tutto questo viene totalmente disconosciuto. Ciò che mi impressiona di questa campagna elettorale è che questo percorso così complicato dall’altra parte venga sminuita perché la volontà era quella di metterci nell’angolo“.

“Non posso permettere che si dicano ancora bugie” dice Chieco che ripercorre nuovamente tutti gli obiettivi raggiunti e i progetti in cantiere della sua amministrazione.  “Lo abbiamo fatto con i voti di tutti pure di quelli che ora stanno dall’altra parte e che si sono scordati che hanno votato tutto – dice – perché le nostre cose sono sempre state giuste e condivise“.

La piazza si trova dinanzi un Chieco più ironico rispetto ad altri incontri e con tanta confidenza con il pubblico. Chiede se tra il pubblico ci sia Berardi, candidato sindaco uscente. Lo fa per parlare dell’isola ecologica e annuncia: “I primi di novembre partiremo con l’esecuzione dei lavori e ribadisce: io l’ho trovata, Ottombrini anche. Io ho soltanto il dovere di sistemare e lo sto facendo“.

Risponde a chi definisce le sue iniziative culturali un circuito chiuso e dice: “Noi abbiamo fatto sempre avvisi, accettato tutte le proposte che giungevano, i nostri sono stati cartelloni invidiati, fatti pur con pochissimi quattrini“.

Poi il welfare e dice: “Noi sulle persone fragili vogliamo investire: siamo del centro sinistra e non vogliamo lasciare indietro nessuno. La nostra città è un modello di welfare per le altre città“.

Cita anche la pandemia, la gestione di questa e, col parlare dei nuovi parchi, dedica un ricordo al maresciallo Maurizio Stefanucci.

“Una città che ha ancora tanto da realizzare” continua, annunciando i lavori per Corso Carafa e Gramsci.

A certo punto, qualcuno dal pubblico chiede “Ma Mastrorilli tutto questo lo sa?”, domanda alla quale Chieco risponde: “Noi abbiamo mandato i programmi a tutti, evidentemente qualcuno si è distratto“.

Prima di presentare alcuni interventi, dedica un pensiero alla nuova coalizione del candidato di centro destra Lorusso con Santi Zizzo, Biagio Mastrorilli e Domenico Berardi. Dice: “La città ha ben capito. Abbiamo preso il 45 % dei voti. La città ha riconosciuto la capacità di fare trasparenza, di rispettare le regole. Quel voto ci ha dimostrato anche che, se mettiamo insieme, oltre il voto della coalizione, quello delle liste di Mastrorilli e Zizzo che si sono richiamate al centro sinistra, nonostante la destra che si dice unita, la destra stessa ha perso e siamo convinti che perderà – e continua – Ieri sera lo avete visto e sentito tutti. È stato un colpo allo stomaco perché la destra con il 36%, avendo raschiato il barile, ha ì fatto una cosa semplice, banale e contro natura. Hanno fatto un grande inciucio – conclude – È la fotografia chiara di questa campagna elettorale, scritta a tavolino“.

Vito Ippedico

Il primo intervento è di Vito Ippedico, di Popolari con Emiliano, “Forza politica aggiunta che ha dato un suo contributo significativo al nostro risultato” dice Chieco.

“La piazza gremita da più coraggio – dice Ippedico – Il piano diabolico escogitato dai candidati esclusi dal ballottaggio è diventato realtà. Spero la gente di buon senso si renda conto della bassa e squallida azione fatta da personaggi che hanno messo la politica sotto i piedi, facendo prevalere interessi che nulla hanno a che vedere con gli interessi e le esigenze dei cittadini. Non si può giocare con i valori condivisi fino a ieri e che oggi spacciatamente si rinnegano solo con l’obiettivo unico di eliminare Ninni Chieco. I cittadini riflettano: un assemblaggio così non potrà mai garantire stabilità per i prossimi 5 anni. Riconfermiamo ninni chieco di cui abbiamo potuto vedere attestare serietà, competenza e lealtà – e conclude – I ruvesi siamo certi sapranno valutare e fare la scelta giusta. Avanti col centro sinistra e con Ninni Chieco sindaco“.

Vincenzo Colaprice

Per Rifondazione Ruvese sale sul palco Vincenzo Colaprice. “Oggi non è importante parlare del partito di cui faccio parte. Io parto dai dati visto che qualcuno si diverte a fare la somma dei numeri per provare a vedere se ce la farà. Io partirei da altri dati che riguardano la condizione giovanile. I primi dati dell’analisi del voto di una settimana fa parlano di un’astensione fortissima dei giovani tra i candidati. Vi invito a vedere le liste del centro sinistra con i giovani che ci sono e che sono qui i piazza. Guardate quanto spazio viene dato alle politiche giovanili nei programmi delle altre coalizioni: troverete frasi fatte – sostiene – e paragrafetti che, alla luce della nuova coalizione, sono in totale contraddizione tra loro. Quello di ieri sa di vecchio, di politica che ormai è morta, sa di prima repubblica ecco perché hanno paura del futuro. Dobbiamo essere un corpo unico per far capire che ci stanno fregando. Si tratta di un accordo scandaloso per scacciare una persona

Conclude citando il PNRR, elemento che, a parer suo, spiegherebbe la nuova coalizione: “Quando ci sono i soldi di mezzo – dice – le mani che vogliono acciuffare quei soldi si moltiplicano, così come si moltiplicheranno gli assessorati“.

Monica Montaruli

“Non sono esperta di comizi ma era facile capire sin dall’inizio gli intenti degli altri candidati” dice l’assessora uscente Monica Montaruli. “L’unico programma che parla di politiche sociali è il nostro. Chieco non ha mai avuto paura di voltarsi indietro, di sostenere chi era più fragile, di dire pensiamo a loro e poi proseguiamo senza pensare ai consensi. Non posso elencare tutte le cose fatte perché sono troppe. Si tratta di politiche che richiedono tempo e relazioni interpersonali. Abbiamo costruito un patrimonio che ora andrebbe perso. Nelle altre città non ci sono questi rapporti tra comune e associazionismo, che è dare voce ai diritti delle persone – conclude – Non lasciate che questo patrimonio venga perso votando l’altra coalizione che su questo non ha proferito parola e che non sa dove mettere le mani. Noi invece ci siamo su tutte le linee, abbiamo i requisiti per partecipare a tutto perché abbiamo investito“.

Lia Caldarola

Per Sinistra Ruvese prende il microfono Lia Caldarola. Parla della sua esperienza politica, della prima volta da consigliera a 29 anni, e dei 38 quando è diventata sindaca di Ruvo. “In questi tanti anni non sono sempre stata convinta con la mia parte politica e allora ho deciso di non candidarmi“. Poi in merito alla nuova coalizione di centro destra, ritiene la sua formazione di “una gravità inaudita non dal punto di vista politico ma emotivo: loro stanno mettendo tanti cittadini elettori in una condizione emotiva terribile perché stanno chiedendo al centro sinistra di votare con Fratelli d’Italia. Il popolo di centro sinistra non può venire meno a quel quadro di riferimento con solidarietà, inclusione, antifascismo. Se le persone non ti piacciono, le idee rimangono“.

Continua: “Il dott. Zizzo, neofita della politica, una settimana prima di coalizzarsi contro Chieco, lavorava con Sinistra Ruvese. Parte dei suoi partecipavano alle nostre riunioni. E’ aberrante che un gruppo dirigente violi l’anima del suo popolo – e conclude – Dopo 30 anni continuo una politica che è generosità ed empatia perché altrimenti me ne starei a casa”.

Michele Scardigno

Michele Scardigno, dal Partito Democratico, va subito al dunque: “In un rapporto che si deve costruire per il bene della comunità occorre il confronto, restare all’interno del proprio gruppo e fare sintesi“. Riferito alla coalizione di centro destra sostiene: “Stanno ammazzando il futuro – e afferma – Su questo palco il vero stratega del centro destra non è mai salito. Ha inondato di messaggi per il proprio figlio. Io non devo niente a nessuno se non alla mia famiglia, ai miei amici e a voi. Non sono la brutta o la bella copia di chi si nasconde. Assistiamo a vecchi metodi di anni fa con telefonate, minacce – e, rivolto a Lorusso, dice – Perderai perché hai fatto un inciucio e mi dispiace anche perché lo ritengo un amico, ma un amico come lo ritengo io non come Biagio Mastrorilli – continua – Voi giocate con la pelle dei vostri elettori: chiede rispetto per loro e per gli elettori del centro sinistra. Hanno dipinto un immagine di Chieco che non esiste” e ricorda il periodo della pandemia con Chieco attento a come risolvere la situazione in piena notte.

Conclude rivolgendosi agli elettori di centro destra che dice essere “delusi non da Lorusso ma da ciò che sta dietro, da chi cerca sempre di macchinarla , di imbrogliare gli elettori. Basta con le telefonate e con le minacce“.

Conclusioni

Tra cori di incitamento e applausi Chieco prende la parola per concludere la serata. “Il centro sinistra siamo noi e lo avete sentito da tante voci, tutte con la voglia di difendere la politica con la P maiuscola, quella delle soluzioni, dei programmi, dei progetti. Ho sentito che questo loro accordo lo chiamano accordo programmatico – e dice – io non so fare le pernacchie ma se le meritano. Programmatico significa programmi, contenuti, strategie, azioni. Nessuno sa perché si sono messi insieme. A quale futuro pensano? Dove ci vogliono portare?” Chiede. “Hanno fatto un accordo programmatico finto, senza contenuti. La realtà è un accordo di potere non programmatico: c’è sempre un P ma è quella di potere, la voglia di gestirlo il potere”.

Se mi arrabbio è perché voglio difendere la collettività e mi vogliono fare fuori per questo. Con queste persone non li ottieni i fatti – e continua – è un accordo contro natura, sono povertà umane su cui non voglio più intervenire: si presentano da sole – dice – ma ciò che mi fa più arrabbiare è che questo avviene sulla testa delle persone. Non si possono dire le bugie dopo una settimana. Sentite i dibattiti: il maggior competitor era per loro Lorusso e ora sono amici. Sono bugie evidenti che tolgono qualsiasi credibilità. Voi invece siete qui perché qui c’è coerenza. I giovani sono qui perché si riconoscono. Le loro piccole liste erano cavalli di troia e i loro elettori non lo sapevano. Non sapevano  che votando il centro sinistra avrebbero portato la Lega e Fratelli d’Italia al governo. È un inciucio che imbroglia. Noi lo dobbiamo impedire democraticamente“.

Conclude: “La vostra presenza stasera significa che siamo sulla strada giusta. Che nonostante quello che ci vogliono far credere con le loro percentuali che li fanno dondolare e dire abbiamo vinto, noi ve lo impediremo. La volontà popolare andava verso il centro sinistra e così sarà. Non è un problema mio ma è della città: la politica è quella collettiva non per fatti personali. Se non ti sto simpatico non importa: non ci dobbiamo sposare. Ce ne andiamo carichi di forza e determinazione: caricatevi di un pezzetto di questo percorso“.

E con un pensiero ai fatti scorsi contro la Cgil, si chiude il comizio di centro sinistra.

Per essere maggiormente informati sulle amministrative 2021 a Ruvo di Puglia, clicca qui

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