TRIONFO DI VENEZIANI. DEDICA A FRANCO PANSINI

… come dire? Un inseguimento lungo sei anni! Questo è il tempo che ci è voluto al giovane tennista ruvese Alessandro Veneziani per aggiudicarsi l’agognato e prestigiosissimo Torneo di Natale (giunto ormai alla sua diciottesima edizione), organizzato dall’Accademia Tennis Bari, svoltosi sui campi dell’Angiulli, New Country e Circolo Tennis Bari, inseguito sin dalla categoria Under 8, sempre vanamente.

Partecipante al tabellone Under 16, riservato ai nati nel 2003-2004 (quest’ultimo è l’anno di nascita del nostro), che vedeva già solo nel tabellone principale addirittura ottanta partecipanti, Veneziani è stato protagonista di una autentica impresa, al termine di una cavalcata impervia, esaltante, fortunosa e dai contorni quasi epici.

Nulla di clamoroso, né imprevisto, nei primi due turni giocati (trentaduesimi e sedicesimi), in cui si sbarazza del campano Aldo Flaminio (6-1 6-0) e del calabrese Marco Grisolia (6-3 6-1).

Il primo colpo di scena, nella gara valida come ottavo di finale. Malauguratamente capitato nella parte alta del tabellone, quella della testa di serie n. 1, il campano Ivan La Cava, Veneziani gode del forfait del succitato La Cava (per problemi alla schiena). La partita è comunque interrotta sul punteggio di 3-2 nel primo set, in favore del tennista ruvese, tesserato per il Tennis Club Trani.

Ma la fortuna, si sa, va meritata. Ed Alessandro fa di tutto per meritarla.

Lo scontro nei quarti di finale, contro un altro campano, Salvatore Martinengo, vive momenti di tensione altissima, dalle tinte sportivamente quasi drammatiche. Dopo un primo set equilibratissimo, risoltosi in volata in favore di Veneziani (7-5), tutto lascia preludere ad un percorso in discesa nel secondo set, verso la semifinale. Sul 5-2 in favore del ruvese, lo stesso ha tre match point per chiudere la contesa. Sprecati. Altri tre punti-match, sul 5-3 e 5-4: falliti anche questi. Nel frattempo, succede che una beffarda maledizione si accanisce sulle sue racchette, di cui rompe le corde in ben quattro occasioni. E così, va addirittura a finire che perde il set, nel tie break e, soprattutto, chiude il match con la seconda racchetta chiesta in prestito nel circolo. E, quando tutto lascia presagire lo scorrimento dei titoli di coda sul suo torneo, ecco i fuochi d’artificio che salutano un clamoroso ed imprevedibile 6-0 per Alessandro nel set decisivo. La semifinale è realtà!

Nel penultimo ostacolo, Veneziani affronta l’ennesimo campano del tabellone, il suo amico e compagno di doppio (a livello Under 12) nell’edizione di Sassuolo degli Assoluti Italiani (2016), Francesco Modugno. Altra partita tirata (iniziata con uno svantaggio sull’1-4), ma ben presto portata da Veneziani nella propria direzione. E così, un doppio 6-4 porta il quattordicenne ruvese addirittura in finale, dove ad attenderlo c’è il trevigiano Angelo Rossi, solido e correttissimo giocatore, con classifica nazionale decisamente migliore (2.8, contro 3.2 di Alessandro). Pronostico apparentemente chiuso.

Ma i pronostici, dice qualcuno, sono fatti per essere sconfessati. La partita è vibrante: da una parte la solidità, la regolarità e l’efficacia del trevigiano; dall’altra, la potenza dei colpi ed il gioco aggressivo di Veneziani. Ne viene fuori una gara equilibrata, la cui direzione appare però sufficientemente evidente intorno alla metà del primo set. Si chiude sull’ennesimo 6-4 per Veneziani. Si arriva sul 5-3 in favore del pugliese, che non riesce a concretizzare un match point, finendo per perdere il game. Ed un nuovo match point, ancora non chiuso, porta i due antagonisti sul 5-5. L’allungo decisivo, ovvero due game di fila vinti dal pugliese, consegnano però al torneo il suo vincitore (7-5).

Veneziani festeggia con i suoi maestri Vito Marinelli, Dario Botta, Paki Pagone e la preparatrice fisica Annalisa Marangi, nonché con il suo presidente, Giuseppe De Vincenzo.

Alla fine, però, il suo pensiero è per una persona che ha certamente seguito da molto in alto questa sua affermazione, che si sarà sicuramente commosso ancora una volta nel vedere il suo pupillo: “Voglio portare questa coppa davanti al luogo in cui il mio maestro Franco riposa ormai da anni. Senza il suo amore per me e senza l’amore per il tennis che mi ha trasmesso, io non sarei qui ad emozionarmi in questo modo”. Alessandro, Franco Pansini, non lo dimenticherà mai!

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