PRC: “GRAZIE PER IL CONSIGLIO TAJANI, MA POTEVI RISPARMIARTELO”
Nota di Prc Ruvo.
Nel 2026 siamo ancora costrette ad ascoltare un Ministro della Repubblica spiegare che la donna “affascinante” potrebbe tradire, mentre quella meno appariscente sarebbe più seria, affidabile e adatta a essere una “buona madre di famiglia”.
Il problema non è un consiglio sentimentale dato a un figlio. Il problema è l’idea di donna che quelle parole raccontano.
Non esistono donne più affidabili perché meno appariscenti, né donne meno serie perché affascinanti o perché scelgono liberamente come vivere le proprie relazioni. Fedeltà, responsabilità e valore di una persona non si misurano sulla base di questi stereotipi.
Da un Ministro ci aspettiamo parole capaci di superare gli stereotipi, non di riproporli.
Le donne non devono essere “meno appariscenti” per meritare rispetto.
Non devono dimostrare di essere buone mogli o buone madri.
E soprattutto non devono essere divise tra quelle “da sposare” e quelle di cui diffidare.
Anche perché in questo racconto manca un particolare fondamentale: le donne non aspettano di essere scelte. Scelgono.
Scelgono come vivere, se sposarsi, se avere figli, con chi condividere la propria vita e quando interrompere una relazione. Scelgono liberamente chi essere, senza dover corrispondere al modello che qualcun altro considera più rassicurante, rispettabile o adatto a una famiglia.
Per troppo tempo le donne sono state raccontate attraverso lo sguardo, le aspettative e i desideri degli uomini. Come donne da conquistare, da giudicare, da sposare, da considerare più o meno rispettabili.
Noi vogliamo una società che parta dal principio opposto, che non oggettivizzi i corpi e riconosca ciascuno come soggetto autonomo, non come un ruolo da assegnare.
La parità tra i sessi passa anche dal riconoscere alle donne ciò che agli uomini è stato riconosciuto per secoli: il diritto di essere persone prima che mogli, madri o compagne, di compiere le proprie scelte senza essere giudicate e di vivere senza dover corrispondere alle aspettative altrui.
Non ci può essere vera uguaglianza finché donne e uomini continueranno a essere giudicati con metri diversi.