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Mons. Vincenzo Pellegrini. La storia di una vita al servizio della comunità

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Ripercorriamo la storia di don Vincenzo Pellegrini nella rubrica “ruvesi” alla vigilia dei festeggiamenti per il suo 50esimo di ordinazione sacerdotale.


Nel centro politico e culturale della città sorge la chiesa del Redentore, da anni condotta nel cammino pastorale da Mons. Vincenzo Pellegrini. Questa è una storia di fede e di comunione, di cultura e di bellezza. Vincenzo Pellegrini nasce settantasei anni fa a Ruvo di Puglia e sin dai primi vagiti si preannuncia per lui una vita al servizio della Chiesa. Viene battezzato in Cattedrale dal Vescovo Andrea Taccone e presto, grazie alle intuizioni di mamma Lina, viene affidato al parroco Don Michele Montaruli. Questi, insieme alle sue maestre di catechismo, lo orienta al sacerdozio, sotto l’influsso spirituale della madre, che Don Vincenzo stesso non esita a definire “donna veramente biblica”.

A sedici anni entra nel Seminario Minore di Bitonto dove studia le materie umanistiche e classiche. Il 7 dicembre del 1969, nelle mani del Vescovo di Ruvo e Bitonto Mons. Aurelio Marena, viene ordinato Presbitero iniziando così una lunga avventura al servizio della comunità cattolica di Ruvo di Puglia. Inizialmente, per pochi anni, è viceparroco nella parrocchia di San Giacomo, per poi passare alla parrocchia del Redentore. Nel 1971 è nominato rettore del Santuario della Madonna delle Grazie. Don Vincenzo fa così rinverdire il culto alla Vergine promuovendo il restauro della chiesetta, la consacrazione del tempio e l’incoronazione della Sacra Immagine con le corone benedette da Papa Paolo VI.

Don Tonino Bello, dal 1982 ultimo Vescovo di Ruvo, sceglie di nominare Pellegrini come primo parroco del suo episcopato ponendolo al servizio della parrocchia del Santissimo Redentore. Da quel lontano 1983, Don Vincenzo promuove l’evoluzione spirituale della numericamente più piccola parrocchia cittadina, ma attivissima dal punto di vista devozionale. La comunità cittadina è sempre molto partecipe alle feste religiose organizzate dalla parrocchia del Redentore, come quelle in onore di sant’Anna e di san Giuseppe che hanno avuto origine agli albori dell’edificazione del tempio.

Don Vincenzo, accanto al parrocato, non lesina impegno nei diversi campi della pastorale: è stato per numerosi anni assistente ecclesiastico regionale dell’ACR, membro e segretario della Commissione Presbiterale Regionale e Italiana, membro dell’Istituto Pastorale Pugliese ed è poi nominato Cappellano di Sua Santità e Cappellano Magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta.

Gli studi umanistici intrapresi da Don Vincenzo lo orientano verso la storia religiosa locale. È anche autore, infatti, di variegati volumi che indagano le vicende di chiese, di devozioni e di biografie della secolare diocesi di Ruvo. Tra i più noti suoi studi si menziona “Ruvo Sacra”, corposa opera che, in due edizioni, ha snocciolato la storia di tutti gli edifici sacri della città.

L’amore di Don Vincenzo per la storia patria e per la bellezza dell’arte sacra si è concretizzato nel riallestimento della chiesa del Redentore. Nel 1995 la chiesa viene impreziosita da un maestoso mosaico, opera dell’artista di Cassano Murge, Gaetano Valerio. L’azzurro e l’oro inondano il presbiterio della chiesa confermando la centralità dell’immagine imponente del Redentore.

L’impegno di Don Vincenzo continua ancora oggi, cinquant’anni dopo quel dicembre 1969: all’altare della sua casa di fede, sabato 7 dicembre, si ritroverà tutta la città, insieme con i Vescovi Cornacchia e Girasoli per celebrare e ricordare pagine meravigliose di una lunga storia di fede.

 

Don Vincenzo Pellegrini, presbitero da cinquant’anni, testimonia un percorso di fede e di impegno per la comunità ruvese. A lui gli auguri della città per un futuro al servizio delle necessità spirituali dei fedeli e ancora ricco di collaborazione e partecipazione alla vita comunitaria.

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