Gabriele Tedone tra i tedofori di Milano Cortina 2026: a Sulmona la torcia dei valori
“Iniziare il 2026 portando la Torcia Olimpica di Milano Cortina 2026 è stata un’emozione che va ben oltre le parole”. Lo sa bene Gabriele Tedone, che a Sulmona ha avuto l’onore di essere uno dei 10.001 tedofori selezionati dalla Fondazione Milano Cortina 2026, rappresentando con orgoglio il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.
Non una semplice corsa, ma una vera e propria staffetta di valori: un percorso che attraversa città e comunità, accende emozioni e unisce persone diverse sotto un unico obiettivo. Un’esperienza che restituisce il senso più autentico dello sport e del lavoro di squadra, dove ogni gesto individuale contribuisce a costruire qualcosa di collettivo.
Per Tedone, questo momento ha assunto un significato ancora più profondo. Portare la torcia olimpica ha voluto dire toccare con mano cosa significhi davvero fare squadra: impegno quotidiano, disciplina, fiducia reciproca e passione. Gli stessi principi che regolano una staffetta, in cui ognuno fa la propria parte affinché il risultato finale sia un successo condiviso, un vero “noi”.
Vivendo la ferrovia ogni giorno, Gabriele Tedone ha visto nella torcia anche un potente simbolo del suo lavoro: energia che viaggia, responsabilità spesso invisibili ma decisive, sicurezza, precisione, collaborazione e l’orgoglio di appartenere a una rete che collega l’Italia, proprio come lo spirito olimpico collega persone, territori e generazioni.
A Sulmona, nel calore della città e negli sguardi della gente, è emersa con chiarezza una consapevolezza: lo sport ispira, ma sono i valori a lasciare il segno più profondo. Valori che parlano di futuro e che trovano nella torcia olimpica un simbolo concreto e condiviso.
Questa esperienza ha avuto per Tedone un peso speciale anche per la sua rarità. Migliaia di persone si sono candidate senza essere selezionate e far parte dei 10.001 tedofori rappresenta un privilegio da non dare per scontato. Un valore amplificato dal fatto che i Giochi Olimpici in Italia non sono eventi frequenti: per quelli invernali bisogna tornare a Torino 2006, mentre per l’edizione estiva addirittura a Roma 1960. Un’occasione storica, dunque, da vivere con piena consapevolezza.
“Il ringraziamento va a chi ha reso possibile questa esperienza e a tutti coloro che, insieme, stanno portando avanti un simbolo che guarda avanti”, ha spiegato Gabriele Tedone.