Commercio

Congiuntura economica e consumi, D’Ingeo: “Tra resilienza e incertezza globale, l’economia italiana si muove su un equilibrio ancora fragile”

“L’economia italiana sta dimostrando una capacità di tenuta superiore alle attese, ma si tratta di un equilibrio ancora fragile, esposto a variabili esterne come le tensioni geopolitiche, l’andamento dei prezzi energetici e la fiducia dei mercati e dei consumatori. È in questo quadro che vanno letti i segnali di ripresa, senza facili ottimismi ma con consapevolezza delle criticità ancora presenti”.

Così il presidente di Confcommercio Bari e BAT, Vito D’Ingeo, introduce l’analisi dell’attuale fase congiunturale dell’economia italiana, alla luce degli ultimi indicatori relativi ai primi mesi del 2026.

Secondo le stime, l’economia italiana avrebbe avviato il nuovo anno con una dinamica moderatamente positiva, sostenuta principalmente dalla domanda delle famiglie e dal comparto dei servizi, in particolare dal turismo nazionale e internazionale. Nel primo trimestre 2026, il PIL mostrerebbe una crescita congiunturale pari a circa +0,3%, con un’ulteriore accelerazione stimata nel mese di aprile. Parallelamente, l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) segnala nel primo trimestre una crescita dell’1,0% rispetto allo stesso periodo del 2025, confermando una fase di moderato rafforzamento della domanda interna.

“Il dato sui consumi – sottolinea D’Ingeo – conferma una fase di tenuta della domanda delle famiglie, sostenuta da livelli occupazionali elevati e da una dinamica del reddito disponibile ancora positiva. Tuttavia, si tratta di equilibri delicati, esposti a possibili inversioni di tendenza legate al contesto internazionale e all’evoluzione dell’inflazione”.

Un elemento di attenzione è rappresentato dal contesto geopolitico internazionale, con particolare riferimento al protrarsi delle tensioni in Medio Oriente, che continuano a incidere soprattutto sulle dinamiche energetiche e sui livelli di incertezza dei mercati. Le stime indicano per aprile un’inflazione in aumento al 2,3% su base annua, il livello più elevato dalla fine del 2023, trainato principalmente dalle componenti energetiche. “L’inflazione – evidenzia D’Ingeo – resta un fattore determinante per la fiducia delle imprese e dei consumatori e può condizionare direttamente le scelte di spesa delle famiglie”. Sul fronte dei consumi, si evidenzia una dinamica differenziata tra i diversi comparti, con segnali positivi per mobilità, comunicazione e servizi alla persona, a fronte di maggiore debolezza in alcuni segmenti del tempo libero e dell’alimentare domestico. Particolarmente significativa la ripresa del comparto automotive.

All’interno di questo scenario nazionale, la Puglia si conferma una delle regioni con maggiore capacità di resilienza, grazie alla tenuta del settore dei servizi e al ruolo sempre più centrale del turismo, che continua a rappresentare un motore strategico per l’economia territoriale. La crescita della domanda turistica, sia nazionale che internazionale, ha contribuito in maniera significativa al rafforzamento dei consumi nei principali poli urbani e costieri, generando ricadute positive sull’intera filiera della ricettività, della ristorazione e del commercio. Accanto al turismo, il sistema agroalimentare pugliese si conferma un asset strutturale del territorio, con un forte legame tra produzione, trasformazione e valorizzazione del Made in Italy. La qualità delle produzioni locali e la loro integrazione con i canali della ristorazione rappresentano un elemento distintivo nella competitività regionale. “La Puglia – sottolinea D’Ingeo – si distingue per una struttura economica fortemente legata ai servizi, al turismo e all’agroalimentare. È proprio in questi settori che si gioca una parte importante della capacità di crescita futura, attraverso investimenti in qualità, formazione e innovazione”.

Un ulteriore elemento strategico riguarda il mercato del lavoro, che in regione mostra segnali di tenuta, pur in presenza di forti differenziali settoriali e di una crescente domanda di professionalità qualificate, soprattutto nei comparti turismo, ristorazione e filiere agroalimentari.

Nel complesso, il sistema economico italiano e pugliese appare sospeso tra due scenari: da un lato la possibilità di consolidare una fase di crescita moderata, dall’altro il rischio di rallentamenti legati alla fiducia e alle dinamiche inflattive. “La sfida – conclude D’Ingeo – è rafforzare la capacità di tenuta del sistema, valorizzando le specificità territoriali come quelle della Puglia, dove turismo, agroalimentare e servizi rappresentano leve fondamentali per la crescita e la stabilità economica”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *