Comparto K, il Tar condanna il Comune di Ruvo di Puglia a risarcire i danni arrecati
Con la sentenza n. 438/2026, il Tar Bari ha condannato il Comune di Ruvo di Puglia a risarcire i danni arrecati ai proprietari dei suoli del comparto K per l’illecita sottrazione della volumetria.
La vicenda affonda le sue radici nel lontano 1996 quando il Comune approvò un piano di localizzazione degli interventi di edilizia pubblica su parte dei suoli del Comparto K.
Il Comune espropriò circa 21.160 mq., ma assegnò alle cooperative edilizie una volumetria pari a 40.287,79 mc., di fatto procedendo ad una spoliazione della capacità edificatoria dei suoli dei privati per mc. 19.127,79.
L’indice di zona prevede, infatti, un rapporto di 1 mq./mc. ragion per cui il Comune avrebbe dovuto espropriare gli ulteriori suoli necessari per la realizzazione della volumetria assegnata.
Nel corso del giudizio veniva depositata una verificazione che confermava l’illecita utilizzazione della volumetria e quantificava il valore venale dei suoli in € 1.683.245,52, oltre € 336.649,10 per il danno non patrimoniale ed € 2.127.171,93 danno da illegittimo utilizzo delle volumetrie.
A fronte di tali voci, i privati e l’Amministrazione avviavano trattative che si concludevano in un accordo per il pagamento di una somma onnicomprensiva di € 1.270.000.
A ridosso dell’udienza pubblica del 4 febbraio 2026, l’Amministrazione interrompeva le trattative, nominava un nuovo legale e chiedeva che il ricorso fosse rigettato.
Il Tar con la sentenza ha accertato l’illecita acquisizione della volumetria da parte del Comune di Ruvo di Puglia assegnando un termine di 180 giorni per la conclusione del procedimento nel quale l’Amministrazione dovrà decidere se ripristinare lo status quo ante ovvero acquisire in via sanante le volumetrie, oltre al risarcimento dei danni.
Il valore venale dei suoli è stato stabilito dal Tar in € 1.683.245,52, oltre il pagamento delle somme dovute a titolo di indennizzo e risarcimento per l’illecita utilizzazione delle volumetrie.
Nella liquidazione delle spese di giudizio, la sentenza ha stigmatizzato la condotta processuale del Comune di Ruvo di Puglia che “si è immotivatamente ritirato dalle trattative, a distanza di meno di un mese dall’impegno assunto ed in assenza di fatti nuovi (non essendo tale il sopraggiunto parere legale del 16.1.2026, rilasciato dal difensore neo-costituito).”
Resta da vedere ora quale strada intenderà perseguire il Comune, se riavviare le trattative con i privati oppure appellare la sentenza con i rischi di ulteriori aggravi economici per la cittadinanza.