Commercio

AUTONOMIA DIFFERENZIATA, D’INGEO: “SENZA LEP E RISORSE CERTE SI RISCHIA DI ACCENTUARE I DIVARI TERRITORIALI”

Confcommercio Bari-BAT esprime forte preoccupazione per le pre-intese sull’Autonomia differenziata riguardanti Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, approvate dal Senato giovedì 16 luglio, e condivide la decisione della Regione Puglia di ricorrere alla Corte costituzionale. Secondo il presidente Vito D’Ingeo, il trasferimento di ulteriori competenze alle Regioni non può avvenire senza avere prima definito in maniera chiara e adeguatamente finanziata i Livelli essenziali delle prestazioni. “L’autonomia regionale può rappresentare uno strumento di efficienza e responsabilizzazione dei territori – dichiara D’Ingeo – ma deve essere costruita nel pieno rispetto dei principi di uguaglianza, solidarietà e coesione nazionale. Senza garanzie certe, il rischio è quello di ampliare le differenze già esistenti tra le diverse aree del Paese”. Confcommercio Bari-BAT sottolinea come le criticità emerse nel corso dell’istruttoria parlamentare richiedano una valutazione approfondita delle possibili conseguenze economiche e sociali delle pre-intese.

La principale preoccupazione riguarda il settore sanitario. Le Regioni meridionali affrontano già oggi difficoltà legate alle liste d’attesa, alla carenza di personale, alla mobilità sanitaria e alla minore capacità di investimento. L’attribuzione di maggiori margini organizzativi e finanziari alle Regioni economicamente più forti potrebbe accentuare la competizione per medici, infermieri e altre professionalità, rendendo ancora più complesso garantire servizi adeguati nei territori più fragili. “Il diritto alla salute non può dipendere dal luogo nel quale una persona nasce o risiede – prosegue D’Ingeo –. Ogni cittadino deve poter accedere a prestazioni essenziali di qualità, secondo standard omogenei sull’intero territorio nazionale”. Per Confcommercio Bari-BAT, i LEP non possono essere considerati un semplice adempimento tecnico funzionale all’attuazione della riforma. Devono costituire una garanzia effettiva e permanente dei diritti civili e sociali, accompagnata dalla definizione dei fabbisogni standard e dall’individuazione delle risorse necessarie. La questione assume una rilevanza diretta anche per il sistema produttivo. Le imprese del Mezzogiorno operano ancora in territori caratterizzati da forti differenze nella qualità delle infrastrutture, dei trasporti, dei servizi sanitari, della formazione e dell’efficienza amministrativa. Tali squilibri incidono sulla capacità di attrarre investimenti, creare occupazione, trattenere le competenze e competere con le imprese delle aree più sviluppate del Paese. “Le imprese meridionali non chiedono privilegi né forme di assistenzialismo – sottolinea il presidente di Confcommercio Bari-BAT –. Chiedono condizioni strutturali adeguate, servizi pubblici efficienti, infrastrutture moderne e regole capaci di garantire una competizione ad armi pari”. Confcommercio Bari-BAT ribadisce, quindi, la necessità che ogni ulteriore passaggio istituzionale sia accompagnato da criteri trasparenti, valutazioni rigorose e garanzie costituzionali. “Autonomia e coesione nazionale non devono essere considerate alternative. Prima del trasferimento delle competenze devono essere garantiti i diritti, definiti i livelli essenziali delle prestazioni e assicurate le risorse necessarie. Solo così la riforma potrà rappresentare un’opportunità per l’intero Paese e non un ulteriore fattore di divisione tra i territori”, conclude D’Ingeo.

 

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