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ATTO DI RESPONSABILITA’, BASTERANNO 20 GIORNI?

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Occhio perchè dalla festa del papà si passerà direttamente al “pesce d’aprile”. Venti lunghi giorni nei quali la città si tufferà ancor di più nell’aria quaresimale e politicamente c’è qualcuno in cerca di Resurrezione che forse non avverrà.

Venti giorni di riflessioni, prese di princìpi, urla e chissà dietro quale angolo potrebbe nascondersi la possibilità di una paventata “reunion”.

Chieco, diciotto giorni dopo, prende atto di una maggioranza divenuta variabile o, meglio, assai differente rispetto a quella che lo ha portato sullo scranno di Palazzo Avitaja.

Nell’editoriale del 24 febbraio lo avevamo ribadito: serve un atto di responsabilità. Se non si hanno i numeri per andare avanti, meglio fermarsi piuttosto che andare avanti allo sbaraglio.

Governo tecnico che riteneva di poter andare avanti senza considerare i numeri, senza accrescere il consenso. Grave errore!

La crisi di Palazzo Avitaja non sta nel gesto dei tre consiglieri di AppDem, Pina Picciarelli, Francesco Summo, Irene Turturo, di non presentarsi in aula in occasione della presentazione del bilancio.

Ha radici più profonde ed è il frutto di un percorso non condiviso che ha portato qualcuno a dire “basta, rifletti”.

Il nostro punto di vista non è cambiato: ritiene che un governo tecnico pensa diversamente da quello che la politica solitamente impone, che non si ha volontà di accrescere il consenso, ma solo la presa d’atto di impostare una propria visione della città.

Non è neanche cambiato lo scenario in sala “Pertini”: oggi Chieco se la prende con gli AppDem, il 23 febbraio con l’opposizione e ringraziava Giovanni Mazzone. Scenario non cambiato per nulla, è solo l’interpretazione differente.

Riduttivo prendersela con gli “AppDem”, sarebbe non uscire dalla crisi. Bisogna prendere i dati elettorali e ricordare la percentuale complessiva dei votanti a Ruvo di Puglia, analizzare i voti raccimolati da PD, Sinistra Ruvese, Ruvo Futura e dall’ex Movimento Schittulli, attuale “Sud al Centro”.

Il PD ha il suo peso: certo vive una crisi interna importante, ma la non considerazione del partito politico più suffragato e che ha fortemente voluto Chieco sindaco, è fatto politico grave.

Intanto, Puglia Popolare esce dall’aula: è giusto che sia la maggioranza a risolvere i propri problemi e che l’opposizione faccia opposizione.

Basteranno 20 giorni? Difficile dirlo, soprattutto perchè occorrerebbe ragionare da politico e non da tecnico, ma non sarebbe coerente.

 

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