ACLI RUVO DI PUGLIA: “PRIMA DI TUTTO LA PACE. LA MURGIA NON È TERRA DI GUERRA, NÉ TERRA DI SCORIE”
Nota di Acli Ruvo di Puglia sulla marcia della pace Gravina-Altamura tenutasi sabato 24 ottobre.
Ieri abbiamo camminato da Gravina ad Altamura, attraversando la nostra terra per ribadire un messaggio che non può e non deve restare inascoltato: non vogliamo più guerre, non vogliamo il riarmo e non vogliamo che la Murgia diventi un deposito di scorie nucleari.
La Marcia della Pace Gravina-Altamura ha radici lontane. Già nel 1963 si scendeva in strada per protestare contro l’installazione di basi missilistiche sulla Murgia. Negli anni successivi, le mobilitazioni hanno continuato a intrecciare il rifiuto della militarizzazione con la difesa dell’ambiente e del nostro patrimonio naturale. Una storia di partecipazione che ieri è tornata a vivere, dopo oltre vent’anni dall’ultima edizione del tradizionale percorso del 2005, con migliaia di persone unite da una stessa volontà.
Oggi, però, le ragioni per scendere in strada sono ancora tante. Le guerre continuano a devastare popoli e territori, mentre la corsa agli armamenti rischia di trascinare sempre più Paesi dentro nuovi conflitti. Anche la nostra terra non è estranea a queste dinamiche: la presenza di poligoni di tiro, le esercitazioni militari e le ipotesi di localizzazione del deposito nazionale di rifiuti radioattivi pongono interrogativi importanti sul futuro della Murgia.
Noi non vogliamo che il nostro territorio diventi una retrovia militare o una discarica. Non vogliamo che un paesaggio fatto di pietre, ulivi, biodiversità, lavoro agricolo e comunità venga considerato uno spazio da utilizzare senza rispetto per chi lo abita e lo custodisce.
La Murgia non è un territorio vuoto. È casa nostra. È storia, identità, lavoro, natura e futuro. È un patrimonio che abbiamo il dovere di difendere, non soltanto per noi, ma anche per le generazioni che verranno.
Marciare per la pace significa allora tenere insieme battaglie che non possono essere separate: il diritto dei popoli a vivere senza guerra, la tutela dell’ambiente, la difesa della salute, la dignità del lavoro e il diritto delle comunità di decidere il futuro della propria terra.
Non basta dichiararsi contrari alla guerra quando le bombe cadono lontano da noi. La pace si costruisce anche qui, nei nostri territori, opponendosi alla militarizzazione e a ogni progetto che rischi di comprometterne l’equilibrio ambientale e sociale.
Ieri abbiamo percorso chilometri, ma soprattutto abbiamo riaffermato una convinzione: un altro futuro è possibile, se siamo capaci di costruirlo insieme.
Per una Murgia di pace, non di guerra.
Per una Murgia da custodire, non da sacrificare.
Per un Sud che sia terra di solidarietà, lavoro e futuro, non una retrovia militare né una discarica.
Perché la pace non è soltanto l’assenza di guerra. È la possibilità di vivere, lavorare e crescere in una terra che rispetti la vita.
Prima di tutto, la pace