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SERGIO RUBINI AGLI STUDENTI DEL LICEO TEDONE: “NON ABBIATE PAURA DI ESSERE UNICI”

Si è tenuto oggi, presso l’auditorium del Liceo Scientifico “Orazio Tedone”, l’incontro-dialogo dal titolo “Lo sguardo poetico e visionario di Rubini” che ha visto il vescovo mons. Domenico Cornacchia e l’attore Sergio Rubini immergersi in una conversazione sui temi fondanti delle rispettive carriere dinnanzi agli studenti dell’istitituto liceale ruvese.

L’evento, fortemente voluto proprio dal vescovo della nostra diocesi all’interno del proprio percorso di visite pastorali, è stato introdotto dalla preside del Liceo, la prof.ssa Domenica Loiudice, e dalla prof.ssa Rosanna Pellegrini che hanno sottolineato lo spessore artistico della poetica di Rubini, permeata da toni sognanti e da un forte amore per il meridione.

A seguito della proiezione di alcuni stralci dalle opere più famose dell’artista pugliese, tanto in veste di attore quanto in veste di regista, per i due ospiti ha avuto inizio un autentico momento di ricostruzione delle proprie vite, sotto lo stimolo delle domande degli studenti.

Il racconto di Rubini è partito dagli anni in cui frequentava il Liceo Scientifico di Altamura, scuola in cui ha incontrato per la prima volta il mons. Cornacchia, suo docente di Religione presso l’istituto murgiano. L’attore originario di Grumo Appula ha aperto la propria narrazione facendo riferimento agli anni in cui sognava di diventare un musicista di successo, raccontando con gran dovizia di particolari il momento in cui è sbocciato l’amore per la recitazione grazie a uno spettacolo portato in scena assieme a suo padre.

Dalle parole di Rubini è immediatamente emersa la prorompente voglia di distinguersi che ha sempre pervaso la sua vita e la sua carriera sin dalla giovane età, un sentimento che ha cercato di trasmettere alla giovane platea dell’auditorium:

“Siamo sempre portati a voler assomigliare a qualcuno. Un meccanismo di questo genere non ci aiuta. Siate sempre uguali a ciò che siete e a ciò che volete diventare. Non abbiate paura di essere unici!”

In seguito la discussione si è spostata sulle fonti di ispirazione che hanno segnato la carriera dell’attore grumese, a partire dai modelli che ne hanno influenzato la carriera. A emergere è stata la costante necessità dell’autore di ricercare compagni di viaggio con cui condividere i momenti di difficoltà:

“In genere si tende a ricercare una figura paterna, una figura che ci dia le chiavi per risolvere i nostri problemi. Io ho sempre cercato fratelli, compagni di viaggio che vivessero le difficoltà con me, non figure che mi offrissero soluzioni.”

Nello step successivo della sua disamina, Rubini ha anche voluto soffermarsi sulla componente autobiografica, a suo dire imprescindibile nelle sue opere:

“Quando ho iniziato a studiare recitazione hanno cominciato a correggere i miei accenti. Così facendo stavano cambiando anche me. Così ho sentito il bisogno di ricollegarmi alla mia storia. E la mia storia è a Grumo. Non lasciatevi mai cambiare. Cambiate il vostro accento ma non lasciate mai che cambi ciò che avete dentro”.

Molto interessante è stato, infine, il paragone effettuato da Rubini sulla sua vocazione artistica, paragonata a quella religiosa del Mons. Cornacchia:

“Un attore e un prete potrebbero darvi la stessa risposta riguardo le proprie scelte di vita. È tutta questione di vocazione. Se qualcuno viene da voi e dice “Ce ve facenn?” in relazione a ciò che volete fare, quella persona non è vostra amica, perché reprime ciò che sentite, la vostra vocazione.”

Al termine dell’evento l’attore si è anche concesso a foto e autografi con gli studenti adoranti che, sicuramente, non scorderanno questa giornata scolastica per molto tempo.

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