RIMPASTO O NON RIMPASTO? CITTA’ METROPOLITANA CHE AUTORETE

Nel darvi il benvenuto a questa nuova rubrica, vorrei ringraziare i miei colleghi per lo splendido lavoro fatto nei rispettivi spazi da loro curati. Hanno saputo da subito cogliere l’essenza e l’opportunità di riempire accuratamente lo spazio informativo loro concesso. E gli apprezzamenti sono stati molteplici.

Non è una questione di numeri, la lettura non può esserlo mai. E’ una ricerca di sè stessi che passa attraverso la volontà di educare gli utenti a non soffermarsi al titolo ma ad addentrarsi nella propria analisi.

Il mio spazio vi terrà compagnia al sabato mattina: c’è chi leggerà e condividerà, chi sorriderà, chi cambierà pagina, chi continuerà a vagare per il mercato cittadino (non stancatevi di cercare bancarelle per il centro, non ce ne sono ancora). L’importante è che il dibattito sia sempre civile.

Come primo “Pinto di vista” non potevo che scegliere, come tema, quello politico amministrativo.

Ero convinto che la scelta di abbassare le luci in Piazza Matteotti fosse voluta, un’idea accattivante per creare il giusto clima al Festival Talos. “Magari fanno economia per far suonare un trombone in più”! Niente di tutto ciò: lunedì sera, in occasione del flashmob della Talos, ho dovuto spiegare ai ragazzi che erano nel punto centrale della città ma che non è dato sapere il motivo per cui essa sia spenta.

Perchè guardate, uno può amministrare più o meno bene a seconda dei punti di vista, ma non può tacere. Il silenzio avvolge incredibilmente questa amministrazione che parla solo in caso di eventi pubblici, ma per il resto dice qualcosina in più quando è ospite delle telecamere di ruvesi.it per raccontare il proprio trimestre. Tutti silenti!

Nessuno parla, nessuno spiega, nessuno dice! Il tempo passa e il cittadino, elettore di domani, non comprende quello che si sta attraversando. Silenzio! Degli assessori, dei consiglieri, dei partiti! Assordante silenzio!

Peccato che la città parli e peccato che con ritardo si sia capito che alla gente interessa innanzitutto lo stare bene nel proprio paese, ciò significa che decoro pubblico, manutenzione ordinaria, illuminazione pubblica debbano essere temi fertili.

Ritagliare economie per far star bene i ruvesi: è la richiesta collettiva. Assunto il dovere da parte dell’amministrazione a quel punto subentra il senso civico, abbastanza scarso a giudicare dallo stato in cui riversano le nostre campagne o i punti sensibili della nostra città. Ma di rifiuti avremo modo di parlare.

Il bello non è solo ed esclusivamente uno spettacolo culturale, è anche il camminare in una città illuminata, pulita, sicura.

Oggi ci soffermiamo sul silenzio collettivo attuale, quasi paralizzante, e sulla ventilata possibilità di “rimpasto” della Giunta. Dopo l’avvento di De Santis nel ruolo di commissario del Partito Democratico ruvese, si è passati alla fase nella quale in molti ipotizzavano un “rimpasto” della Giunta Chieco. Termine “rimpasto” non proprio felice, ma politico e tecnico e allora lo utilizziamo anche noi. Assessori sul passo d’addio, giovani rampanti pronti a far l’ingresso in Giunta. Antonio Mazzone, Francesco Summo e Mario Paparella i papabili, ma al momento nulla di ufficiale. Chieco ha ribadito più volte di non essere interessato a questa sorta di mercificazione della politica anche se si rende conto che occorre dare opportunità concrete ai giovani, politici inclusi. Così come comprende che l’innesto di tre ruvesi potrebbe essere un ottimo collante, il famoso scotch, da utilizzare per unire una città inesorabilmente spaccata in due tronconi. Chi meglio conosce il territorio e si relaziona con esso, potrebbe dare la spinta giusta a questa amministrazione ormai prossima all’addio.

Chieco è più che mai solido perchè nessuno può permettersi scossoni in vista delle regionali e potrebbe far valere anche qui le sue idee. Ma sarebbe un chiaro segnale di non ricandidatura al prossimo ballo amministrativo. Se, invece, cercasse consenso elettorale allora sarebbe costretto ad accettare passaggi in Giunta di nuove leve in vista di un ballo aggregativo. Ma attenzione: andate a leggere bene i nomi dei non eletti nella lista PD. C’è la concreta possibilità che, se dovesse scalare qualcuno in Giunta in quota PD, i fantasmi del passato, maldestramente cacciati dalla finestra, rientrerebbero dalla cabina armadio.

Nel frattempo apprendiamo con grande tristezza che è sfumata la possibilità per il consigliere Francesco Summo di rappresentare Ruvo nel Consiglio Metropolitano di Bari. Sarebbe stata una grande opportunità per il nostro territorio sempre più ai margini dalle dinamiche regionali e provinciali. Scelte logiche che sono lontane dalla crescita di una collettività ci fanno restare al palo. Un’autorete made in Ruvo!

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