“Premio Modigliani” a Max Di Gioia: «Periodo ricco di incontri e soddisfazioni»

Con la tela “Passeggiata al museo” (olio su tela 40×80) Massimiliano “Max” Di Gioia ha conseguito il Premio Internazionale “Modigliani” per il “talento dimostrato e le notevoli capacità comunicative manifestate”.

E’ una rivisitazione del “Canestro di frutta”  (1596, Pinacoteca Ambrosiana di Milano) di Caravaggio, tanto ammirato dal nostro, e anche un ossequio all’autunno e all’inverno della Murgia, coi suoi colori, i suoi frutti e ortaggi, selvatici o coltivati, e la sua fauna. L’opera si presta a essere interpretata anche come “quadro nel quadro”: una natura morta e inconsueti visitatori -il pettirosso, la mantide religiosa e la chiocciola – che la ammirano.

“Passeggiata al museo” è stata valutata dalla giuria composta da Antonietta Di Vizia, giornalista RAI; Roberto Villa, fotografo internazionale; Salvatore Nugnes, manager culturale e organizzatore del Premio; Alberto D’Atanasio, direttore di “Casa Modigliani” e Silvia Casarin Rizzolo, direttrice d’orchestra a “La Fenice”.

La cerimonia di premiazione si è tenuta sabato scorso a Spoleto, nel seicentesco Palazzo Leto Sansi, nell’ambito di “Spoleto Arte” a cura del critico d’arte Vittorio Sgarbi. Una cerimonia che ha coinciso con il vernissage della mostra delle opere partecipanti al Premio ospitata, sino al 10 novembre, nello stesso Palazzo e a “Casa Modigliani”, sede internazionale  dell’Istituto “Amedeo Modigliani”, del Comitato organizzatore delle celebrazioni del Centenario della morte dell’artista (1920-2020) e, dal 2017, laboratorio di ricerca e spazio espositivo. A “Casa Modigliani” sono esposte le riproduzioni in formato originale dei  capolavori del pittore maudit livornese realizzati con un sistema in altissima definizione attraverso il format Modlight® e che faranno parte della “Mostra Impossibile Modigliani”.

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Un’emozione intensa Di Gioia l’ha vissuta quando ha toccato con mano un autentico Modigliani, uno dei tanti ritratti di Jeanne Hébuterne, la sua compagna. «Alle mie spalle  – racconta – avevo dieci agenti di sicurezza.  Il critico Salvo Nugnes mi portò a toccarlo con mano perche dopo un lungo discorso fatto con lui, a mò di soddisfazione per il mio lavoro, mi diede questo enorme privilegio. Il ritratto è dipinto su un lenzuolo militare donato a Modì da un suo amico militare».  Di Gioia, poi, ha provato anche la soddisfazione di farsi ritrarre con l’artista José Dalì, figlio del celeberrimo artista Salvador, esponente del Surrealismo (nella foto in evidenza).

Il Premio Modigliani è l’ultimo riconoscimento che va a comporre il palmarès di Di Gioia. A soli 10 anni, nel 1987, vince un concorso scolastico di pittura dedicato al lavoro e viene premiato dal pittore Domenico Cantatore.  Vince il premio “K.C.A.” alla 17° edizione del concorso “Gurgos – Città di Andria ” e la 36° edizione de ‘’Il pendio’’a Corato. Nel 2003,  si classifica primo al concorso ‘’Natale a Ruvo’’.  Si aggiungono il premio di pittura ‘’Giuseppe Occhiogrosso’’; il  premio via Nazareth Città di Barletta e un primo posto al “Premio Barletta Provincia” 2006.

La plasticità realista impresse sulle tele è il riflesso dell’attività scultorea di Di Gioia il quale si dedica anche allo stone balancing: suo è il “Dio Stupore” nei pressi di Largo Di Vagno a Ruvo di Puglia.

L’estate scorsa, il nostro ha incontrato lo scultore fiorentino Filippo Dobrilla, nella sua eremitica dimora-bottega a Pontassieve.  «Viste le mie capacità con gradina e scalpello – racconta Di Gioia – sono stato invitato da lui».  Dobrilla, scoperto nel 1999 da Vittorio Sgarbi e lanciato nel mondo dell’arte, ha realizzato nel 2005 il San Giovanni per il Battistero della Cattedrale di Noto, crollata nel 1996, e ha esposto alla Biennale di Venezia nel 2011. Sulle montagne dove lo scultore opera e alleva capre, dal marmo di Carrara Di Gioia, con la stessa concentrazione con cui mira al bersaglio (è membro della  ASD Arcieri Rubis “Biagio Todisco”), ha fatto nascere una donna, sul cui fianco si posa una mano (nell’atto di accarezzarlo? di possedere?).

«Ho vissuto esaltanti quanto importanti esperienze – confida Di Gioia – che aggiungono ulteriore spessore al mio profilo artistico e mi arricchiscono spiritualmente».

(Foto © Max Di Gioia)

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