Murgia Queer: “Una risposta alla campagna del Popolo della Famiglia sull'”ideologia gender””

Il partito del Popolo della Famiglia di Ruvo di Puglia ha avviato una campagna (dis)informativa tramite manifesti e volantini per spaventare i genitori, spingendoli a richiedere alle scuole di esentare lə propriə figlə dalle attività extracurriculari afferenti alla cosiddetta “ideologia gender”.

Ricordiamo innanzitutto che “l’ideologia gender” non esiste, essendo un’invenzione di una certa propaganda politica conservatrice che specula sulla pelle delle donne e delle persone queer, mal celando la propria mentalità sessista ed omotransfobica. Ricordiamo anche che la normativa attuale è vergognosamente carente. Le linee guida ministeriali incriminate si limitano a proporre in modo facoltativo nelle scuole l’educazione alla parità di genere e alle differenze, che è il minimo indispensabile per un Paese dove il 93% dellə studentə riporta comportamenti discriminatori verso lə compagnə LGBTQ+ e dove le stesse famiglie di origine esercitano violenza fisica e psicologica su figliə e nipoti.

Mancano del tutto, purtroppo, i corsi obbligatori di educazione sessuo-affettiva, che invece sarebbero auspicabili per prevenire non solo sessismo e omotransfobia, ma anche violenze sessuali, infezioni sessualmente trasmissibili, gravidanze indesiderate.

Chi promuove iniziative come questa teme che le differenze uomo-donna vengano annullate, ma allo stesso tempo non si preoccupa affatto di ignorare e schiacciare tutte le altre differenze possibili nello spettro dell’identità sessuale e di genere umana, costringendo le soggettività all’interno di ruoli e stereotipi eterosessisti.

Le persone queer esistevano ed esisteranno a prescindere da qualunque campagna politica. Le nostre identità iniziano a formarsi già nell’infanzia, molto prima dei 18 anni, che al Popolo della Famiglia piaccia oppure no – o credete che le persone trans, bi, lesbiche e gay nascano già maggiorenni? Piuttosto che sprecare le energie tentando inutilmente di reprimere la natura umana, dovremmo impegnarci a creare una società più aperta e accogliente. Proprio l’educazione nelle scuole è il primo passo per combattere stigma, emarginazione, bullismo e altri tipi di discriminazioni e violenza, mentre le vostre teorie fantasiose provocheranno soltanto dolore nelle vite dellə bambinə queer.

Tuttə abbiamo diritto a crescere in una società libera dai pregiudizi e dalle pressioni che ci vogliono cisgender ed eterosessuali a scapito delle specificità di ciascunə. L’unico modo per proteggere lə bambinə è permettere loro di essere liberə, crescendo, di scoprire la propria sessualità e la propria identità di genere senza aspettative, sensi di colpa e vergogna.

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