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Maresciallo Maggiore Pasquale Anselmi: il lavoro di negoziatore nell’Arma dei Carabinieri

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Il lavoro svolto, nella silenziosa quotidianità, dal concittadino Maresciallo Maggiore Pasquale Anselmi, rappresenta una concreta dimostrazione di evidente sinergia istituzionale. L’encomio da lui ricevuto in occasione della Cerimonia del 205° Anniversario di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, ha confermato il suo impegno e il suo spirito di collaborazione.

Le indagini per l’omicidio di Luigi D’Aria, quarantaduenne di Montescaglioso ucciso esattamente un anno fa nella campagne del centro in provincia di Matera, furono condotte e terminate in meno di quarantotto ore, permettendo l’arresto di Gianmarco Mossuso, allora ventisettenne. Un lavoro di squadra, condotto dal Maggiore Anselmi, Comandante della Legione Carabinieri Basilicata, che ha suscitato la curiosità della stampa e inorgoglito ruvesi e non.

Quello di Pasquale Anselmi è stato e sarà ancora un lungo percorso. Nato nel 1973, è vissuto a Ruvo e ha studiato Scienze Amministrative all’Università di Siena. Entrato nell’arma dei Carabinieri, da circa vent’anni è a Montescaglioso dove è ancora oggi alla guida della stazione. Ha conseguito negli anni una specializzazione in Negoziatore di Primo Livello presso l’Istituto Superiore di Tecniche Investigative a Roma, corso tenuto dall’arma in collaborazione con il GIS, le conosciute “teste di cuoio”.

Il lavoro di negoziatore richiede nervi saldi e immensa attenzione, prevede corsi di aggiornamento e continuo studio. In Italia spesso il negoziatore ha a che fare con persone con problemi psichiatrici, stalker, soggetti che hanno crisi di lavoro. La loro più grande impresa, però, è quella di non farsi prendere dalle emozioni. Occorre lavorare sui valori e sulla convinzione, sull’attenzione estrema e sulla gestione dell’empatia.

Il Maggiore Anselmi lo sa bene e l’esperienza vissuta grazie al caso di Montescaglioso ne rappresenta un esempio lampante. Il momento del ritrovamento di Luigi D’Aria ha di certo segnato non solo professionalmente il percorso del Carabiniere che si è ritrovato davanti un uomo trucidato e decapitato. Ci vuole sangue freddo, ma soprattutto una immediata capacità di controllo e comprensione dei propri sentimenti e di quelli altrui.

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