LA LEZIONE DI UMANITÀ E DI EMPATIA DEL DOTT. FELICE SPACCAVENTO AGLI STUDENTI DEL LICEO TEDONE

Che cosa lega la medicina alla scuola? La capacità di prendersi cura, di ascoltare, di mettere al centro la persona. Tra paziente e malattia esiste un sottile filo di confine, l’empatia e l’ascolto che è di per sé cura e fa parte delle competenze indispensabili di un buon medico e, allo stesso modo, di un buon docente.
Appassionata e intensa la lezione di umanità del dottor Felice Spaccavento, anestesista e rianimatore, alle studentesse e agli studenti delle terze classi del Liceo Tedone, prossimi alla frequenza dei laboratori nell’ambito del corso triennale del Potenziamento Biomedico.
La cura, racconta il dott. Spaccavento, non può prescindere dal guardare il malato nella sua interezza. Non esistono malattie, ma esistono persone. Solo se si è veramente accanto alle persone si possono curare le malattie, quelle guaribili e quelle inguaribili. L’ascolto attivo del malato deve essere empatico. Egli deve sentire la vicinanza del medico, avvertire di essere ascoltato e compreso, in modo che si instauri un clima di fiducia. Il medico empatico mantiene un approccio obiettivo verso il problema di salute, non illude ma fornisce tutti gli strumenti per affrontarlo nel modo migliore, restando in ascolto delle paure e delle angosce che possono sopraffare il paziente.
E come non pensare al motto di Don Lorenzo Milani “I care”. Mi sta a cuore. Ci tengo. Quello stesso Don Milani che amava ricordare che il compito della scuola è quello di prendersi cura, a partire proprio dai “ragazzi più difficili”, perché “se si perde loro la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati.”
E allora, anche la scuola deve farsi calda, accogliente, praticando quotidianamente l’inclusione, la motivazione e accompagnando ogni singolo studente a scegliere il proprio percorso di vita e lavorativo. È la scuola della fiducia, della pazienza e metodica insistenza.
Quella stessa speranza, quello stesso fremito di vita, che il dott. Spaccavento, ha donato ad un paziente, sofferente di SLA, che mai prima aveva potuto osservare l’incanto marino, organizzando un’esperienza in barca a vela, durante la quale una leggera pioggia estiva aveva sorpreso i pazienti, che, dopo un tempo infinito, avevano riscoperto i soppressi stimoli, le illimitate illusioni.
Come la pioggia, che incessantemente scalfisce rocce, modellandole nelle loro più differenti forme, ci racconta Antonio, studente della classe 3^B del Liceo Tedone, così il dott. Spaccavento accarezza con docili mani i pazienti, modellando la loro salute, rompendo il tormento della malattia, illuminando di calore e vitalità chi ha bisogno di cure.
Grazie, dott. Felice Spaccavento per la sua potente lezione di umanità, grazie per averci donato il suo amore e la sua cura per i più fragili e aver insegnato ai nostri studenti la medicina della vicinanza e della solidarietà.

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