Inaugurato "Il sogno di Benino", presepe napoletano che parla al cuore

“Il sogno di Benino” si è inaugurato, ieri sera, nella cappella dell’ex Convento dei Frati Minori, adiacente alla Chiesa di San Michele Arcangelo.

Il presepe napoletano, realizzato in un mese, da Luciano e Alberto Di Gioia, padre e figlio, è un piccolo capolavoro di maestria, dedizione e sensibilità che si manifesta nel sapiente uso delle luci che scandiscono i momenti della storia di Cristo, dall’ Annunciazione alla nascita, passando per l’editto romano di censimento e l’accoglienza dei Magi alla corte di Erode il Grande, sino alla nascita. Scenari celesti meccanizzati, ruderi di templi pagani e case semplici di contadini nello stile delle manifatture napoletane, a simboleggiare l’avvento di un mondo nuovo sul mondo delle divinità antiche. In sottofondo, le voci dei protagonisti che narrano i “quadri” della storia di Gesù, come se si fosse a teatro, in ossequio al gusto scenografico del Settecento, periodo d’oro del presepe napoletano che fu allestito anche nelle case dei nobili.

Alcuni manichini risalgono agli anni Cinquanta, altri sono recenti: tutti vestiti con abiti di foggia italiana e orientale, perché il presepe napoletano è specchio delle contaminazioni culturali che si realizzavano nel Regno di Napoli.

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Luciano Di Gioia

D’altronde il presepe che conoscono tutti è quello introdotto, nel Cinquecento, da San Gaetano da Thiene, vescovo di Napoli,  dopo che ebbe una visione, mentre pregava davanti alla mangiatoia di Betlemme portata nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Lui “vide” la Madonna che gli porgeva il Bambinello appena nato: allora decise di rendere partecipi di questo privilegio tutti i fedeli, affinché divenissero migliori, e lo fece rappresentando la Natività con la Santa Famiglia, il bue e l’asinello, la stella cometa e gli angeli e i pastori, tra cui lui, Benino, il semplice, il puro di cuore che sogna l’ineffabile.

“Rimango affascinato dalla dedizione che persone come Luciano mostrano nel realizzare i presepi. Un amore che sto riscontrando in tanti altri” ha dichiarato il sindaco Chieco dopo la Benedizione da parte di un commosso don Michele Del Vecchio. Il presepe è stato fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale.

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Il sindaco Pasquale Chieco e Don Michele Del Vecchio

Il presepe è visitabile a piccoli gruppi: questo per consentire un maggior raccoglimento, una migliore contemplazione dei particolari e la possibilità di ascoltare Luciano Di Gioia quando narra le origini del presepe napoletano, dando piccole lezioni di storia e arte.

Nell’attesa si può ammirare lo splendido ciclo di affreschi dedicati a San Francesco, recentemente restaurato. “Il sogno di Benino” è, infatti, ospitato in uno dei gioielli architettonici poco conosciuti di Ruvo di Puglia che si intende valorizzare attraverso percorsi culturali e tradizionali.

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