Europa Verde in Piazza, Monaco: “La politica è responsabilità e servizio”

Il freddo del primo giorno d’autunno non ha di certo impedito agli esponenti di Europa Verde di scendere in piazza, a sostegno del candidato sindaco Biagio Mastrorilli, affiancati da Eleonora Evi, politica italiana, europarlamentare e co-portavoce nazionale di Europa Verde.

Il primo intervento della serata è stato quello di Carmine Salierno, portavoce Europa Verde Ruvo di Puglia, il quale ha manifestato la sua vicinanza al progetto di Biagio Mastrorilli: “Il nostro candidato sindaco è una persona capace, preparata e da votare assolutamente. In questi giorni stiamo avendo modo di conoscere il suo pensiero e il suo programma. Tutto questo per vivere meglio la nostra città“.

Una raggiante e determinata Rosa Camerino si è presentata alla città per esporre le ragioni della sua scelta. Punto focale del suo intervento la “non violenza”, base essenziale per una società migliore in cui esseri umani e animali siano legati reciprocamente.

IL DISCORSO DI ROSA CAMERINO, CANDIDATA AL CONSIGLIO COMUNALE

Sono felice – ha dichiarato Rosa Camerino, candidata al consiglio comunale – per la presenza di Eleonora Evi perché abbiamo diversi aspetti che ci accomunano. Uno su tutti quello della ‘non violenza‘. Si tratta di un concetto che dovrebbe essere attuato e che si estende a tutti gli esseri viventi, non solo l’uomo ma anche gli animali. 

In una città educante, così come è stata chiamata, è mancato un tassello fondamentale, ovvero quello della spinta verso l’empatia. Un sentimento che ci consente di immedesimarci nelle situazione degli altri, capendo quali siano i bisogni etici ed etologici. Spiegare ai bambini, con fare costante, cosa sia l’empatia, quale attenzione si deve provare verso il dolore dell’altro attraverso l’alterità animale, ci darà la possibilità di avere nella società nuovi cittadini del futuro, con una sensibilità che è il valore aggiunto in una umanità che sta perdendo colpi sempre più. Ritengo che l’amministrazione futura possa assolutamente portare avanti questa esigenza”.

Esigenza che la ruvese ha tirato fuori dai tanti anni di volontariato al fianco e a sostegno degli animali.

Vi parlo di questo – ha aggiunto – perché ho notato che a causa del lockdown c’è stato un incremento dei casi di violenza, non solo contro donne e bambini ma anche sugli animali che, purtroppo, sono stati seviziati. La violenza che sta esplodendo va contenuta e indirizzata. Richiedo che ci sia un intervento dell’amministrazione in maniera preventiva. Ecco perché nella mia tessera del puzzle ho scritto cruelty-free, cioè liberi dalla violenza. Ruvo non è una città violenta, sia ben chiaro, però vi è la preoccupazione che ci possa essere una deriva in questo senso. Per questo è importante che l’amministrazione intervenga quanto prima. 

L’unico futuro possibile è verde. Ho fatto questa scelta di Europa Verde perché, prima ancora che essere di destra o di sinistra, la mia preoccupazione è quella di avere aria da respirare, acqua da bere e per coltivare il cibi per tutti. Se poi questo modello di vita dovesse essere esportato a livello planetario avremo fatto bingo.
Ci tengo a fare due esempi rapidissimi così da capire come il raccordo di alcune esigenze ci porta a uno sviluppo sostenibile ed etico. Per chi è fuori da certi schemi, tipi di volontariato, ovviamente non si può sapere quanto sia importante e che gioia sia stata sapere che l’Europa abbia finalmente detto addio alle gabbie per l’allevamento intensivo delle scrofe. Dire ‘no’ alle gabbie significa avere a cura la vita degli animali e avvicinarsi a un allevamento estensivo, quello delle nostre zone rurali e delle nostre masserie. Inquinando meno l’ambiente riusciamo a mettere insieme diverse esigenze come il benessere degli animali, quello economico e quello umano.
Altro esempio è la bioedilizia. Nel territorio agricolo e rurale ci sono dei volumi che vanno ripristinati. Se questa possibilità riusciamo come amministrazione a implementarla e a dare maggiori opportunità alle aziende agricole e alle masserie che già esistono e a quelle nuove, attraverso l’utilizzo di materiali compatibili con l’ambiente, come pietre, legno, terra cruda, metteremo nelle condizioni di dare vita a nuovi posti di lavoro”.

Risorse e possibilità che, a detta della candidata, consentiranno ai giovani di restare a Ruvo e di investire sempre più in queste nuove forme che il nostro territorio ci offre.

La terza a intervenire è stata Eleonora Monaco, portavoce di Europa Verde Ruvo di Puglia e candidata al consiglio comunale. Intenso e coriaceo il discorso fatto dalla ruvese, da sempre attiva politicamente nella comunità ruvese.

IL DISCORSO DI ELEONORA MONACO, CANDIDATA AL CONSIGLIO COMUNALE

Oggi – ha confessato – ho vissuto una delle più belle giornate di campagna elettorale. Mi sono sentita far parte di una famiglia assolutamente vivace. Nella presentazione della città e dello scenario elettorale ho dovuto spiegare a Eleonora Evi come mai fossimo qui e come mai lo scenario in cui si collocasse la nostra partita politica non ci vedesse come a Roma o Milano con il resto del centrosinistra e come mai ci fosse un centrosinistra così frammentato a Ruvo.
Noi siamo qui non per difficoltà a confrontarci sui temi, ma perché siamo portatori di un metodo diverso che si veste di due parole, ovvero partecipazione e trasparenza. Siamo qui per rappresentare cosa non è stato fatto e cosa è stato fatto male, in un contesto in cui tutto poteva essere gestito e pianificato, per rispondere alle esigenze di questa comunità. Siamo qui perché da subito abbiamo detto che non si governa in una torre d’avorio. Siamo qui perché noi sappiamo che è difficile governare. E’ faticoso e noi per cinque anni, quasi tutti, siamo stati lì al nostro posto per garantire tutto l’aiuto necessario, ognuno nel suo ruolo.
Siamo qui perché sappiamo come risanare le casse del comune e sappiamo che non basta applicare delle sentenze, che sicuramente hanno portato ossigeno. Un buona amministrazione governa la spesa attraverso la pianificazione, la riduzione della stessa e il miglioramento dei servizi, questo nn c’è stato. Siamo qui perché sarebbe bastato poco per rendere i nostri parchi vivibili, vissuti e non con grandi investimenti o finanziamenti.
Abbiamo chiesto un regolamento del verde e dei beni condivisi. Si tratta di attività amministrative di bassissimo impegno che avrebbero consentito di far partecipare la cittadinanza alla cura di questi luoghi. Tutto ciò non è stato fatto inspiegabilmente. Siamo qui per rendere le nostre scuole più degne. Sarebbe bastato un reale interessamento.
Siamo qui perché abbiamo chiesto certezze sui tempi da dare alla città. Lo abbiamo chiesto per la pubblica illuminazione, per una conduzione a colabrodo delle manutenzioni, per le opere pubbliche e per una visione strategica su ogni opera. Invece, abbiamo avuto una finta partecipazione, di facciata.
Siamo qui perché noi, già a marzo, abbiamo chiesto che quel bilancio, pronto a febbraio, non potesse essere approvato così e che noi non potessimo chiudere gli occhi su quello che stava accadendo nel paese e nella città intera. Abbiamo chiesto di provvedere a degli accantonamenti, perché noi abbiamo una visione per far sì che le nostre attività potessero liberamente fruire dello spazio pubblico, prima ancora che fosse regolamentato da qualche altro. Sempre durante il periodo del lock-down abbiamo chiesto alle istituzioni di occupare le strade per far sì che non fossero lasciate in balia della delinquenza. Abbiamo chiesto maggiore coinvolgimento e persuasione al rispetto delle regole. Invece, abbiamo ottenuto solo delle foto e dei selfie davanti alle scuole. Non è bastato
“.

Chiaro e plateale il destinatario del discorso di Eleonora Monaco: “Doveva alzarsi da quella scrivania e scendere nelle strade. Siamo qui perché conosciamo la vivacità culturale della città, invece si è creato un sistema di attrazioni neutre rispetto al contesto. Si è trascurata la valorizzazione della cultura storica e tradizionale propria di questo posto e che la identifica in maniera univoca. Ne fa un soggetto inimitabile, un prodotto turistico. Siamo qui per l’agricoltura. Bene il bio-distretto, ma lo si è applicato? Cosa funziona? E la valorizzazione delle produzioni locali? Siamo qui perché non ci hai ascoltato, come non hai ascoltato questa città. Se fossi venuto da Marte ci avresti messo meno a capire questa città, quanto sia mite e dignitosa. Abbiamo chiesto di poter aiutare un sindaco in vistosa difficoltà, ma lui ha avuto paura che gli togliessimo il potere, lo ha ammesso recentemente. La nostra era responsabilità e il nostro è servizio. Noi siamo cresciuti con queste due parole: la politica è responsabilità e servizio. Se ci avessi ascoltato non ti troveresti ora a dover proporre un secondo mandato più vicino alla gente. Non ti troveresti ora a fare l’ospite vip di banchetti pubblici e privati, pur di far vedere che sei capace di stare in mezzo alla gente“.

In conclusione del discorso, la portavoce di Europa Verde ha raccontato un aneddoto riguardante un giovane candidato nella lista dei verdi: “La politica è quella vertigine di non riuscire a risolvere i problemi delle persone che ti stanno affianco. E’ quell’opportunità che noi non abbiamo mai perso e mai la perderemo. Quella vertigine è quello che fa la politica per renderci uomini migliori“.

Presente sul palco anche Cesare Troia, assessore al Comune di Andria ed ex vicario del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, il quale ha espresso la sua vicinanza al progetto del candidato Biagio Mastrorilli e di Europa Verde. Un progetto che parte dall’agricoltura e dalla sostenibilità.

Una entusiasmante onda verde che si è avvertita dalle parole di Eleonora Evi, politica italiana, europarlamentare e co-portavoce nazionale di Europa Verde la quale ha presentato il progetto dei verdi. “Quando i giochi si fanno duri, i verdi cominciano a giocare!”, ha esclamato a gran voce l’europarlamentare che ha elencato le difficoltà che sta vivendo il nostro pianeta e le soluzioni, che partano dalla natura, da sfruttare nel più breve tempo possibile.

Oggi – ha dichiarato Eleonora Evi – ho visto degli eroi moderni. Ho visitato un’apicoltrice. Questi sono eroi moderni che stanno cercando di portare avanti un modo diverso di curare il territorio. Questo mette al centro anche nuove opportunità di lavoro. Sono lavori verdi. E’ ciò che ci serve oggi. Fino a oggi ci hanno raccontato una grande bugia, ovvero che ambiente e salute non potevano essere tutelati allo stesso tempo del lavoro. Questa è una menzogna e oggi abbiamo la testimonianza. Con il rinnovabile creiamo milioni di posti di lavoro, così come con l’economia circolare si creano milioni di posti di lavoro, e con l’agricoltura biologica. Questa è la strada da perseguire. Non possiamo fare altrimenti“.

A concludere l’incontro è stato il candidato sindaco Biagio Mastrorilli che, con grande intensità, ha parlato della storia della sua coalizione e del gruppo di amici che ha sostenuto la sua candidatura.

Il 42% degli aventi diritti al voto – ha aggiunto – non si è recato alle urne per il ballottaggio delle scorse amministrative. La gente si allontana perché sente il palazzo lontano, come un qualcosa di alieno, diverso, nemico. Il palazzo viene percepito come luogo nel quale una piccola oligarchia domina un’intera collettività. Non è questo il nostro senso di politica, di democrazia.

Noi siamo il vero centrosinistra. Non siamo il centrosinistra dei dinieghi, dei divieti, dei no. Siamo il centrosinistra del possibile, dell’azione, che va verso lo sviluppo sostenibile. Il centrosinistra che va verso il progresso sociale. Non abbiamo paraocchi, veti precostituiti per cui un imprenditore per alcuni di questi radical chic è un ‘prenditore’. Come se non si conoscessero le imprese. Come in ogni contesto c’è chi è bravo, chi meno e chi è cattivo. Questo nessuno lo mette in dubbio. Avere dei preconcetti contro un imprenditore in un periodo di crisi nera come questo è una follia”.

Tre i problemi che Mastrorilli ha definito “le favole di Chieco”: cooperative, bilancio e mobilità sostenibile.

Come si fa – ha declinato il candidato sindaco – a sostenere che si è risolto il problema del bilancio. Tutti sanno che il problema non è stato risolto dall’amministrazione ma dal magistrato che ha chiamato le parti in causa, ha suggerito la transazione con i termini con cui poterla fare e ha obbligato le parti a eseguire quella parte di sentenza.
Anche il problema del risanamento del bilancio non è stato risolto dall’amministrazione. Si raccontano solo menzogne. Per quanto riguarda la mobilità sostenibile, invece, provate a fare un giro in bivi per l’Estramurale Pertini e Scarlatti, lasciando stare il tratto asfaltato dall’Enel o quello per l’inaugurazione del Teatro Comunale. Riuscite ad andare in bici? Bisognava risolvere il problema del trasporto urbano, far mettere delle rastrelliere, creare delle piste ciclabili, fare un piano serio e partecipato“.

In conclusione, Mastrorilli si è impegnato su tre temi che attuerà nei primi cento giorni di amministrazione: partecipazione, macchina amministrativa e sportello giovani.

 

Articolo di Ruvesi.it

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