Dalle Ande alla Russia, un canto all’amore del Signore. Sabato 14 ottobre, quarto appuntamento con “Canterò per sempre l’amore del Signore”

La delicatezza di un'”Ave Maria” ortodossa e la meravigliosa dolcezza di Bach e Gounod, di Anerio e degli altri compositori in “Il cielo in terra”; i timbri caldi del cajon e dei flauti con la vivacità dell’andino charango, le voci polifoniche che si fondono armoniosamente nella Misa Criolla e in Navidad Nuestra, con un intermezzo che rende omaggio, con l’ancestrale zampogna, ai canti dell’Italia centro meridionale.

Ecco cosa è stata la terza serata di “Canterò per sempre l’amore del Signore”, la rassegna corale polifonica dedicata al compianto Maestro Michele Cantatore, giunta all’ottava edizione.

Voci, suoni, timbri, melodie diverse e differenti diventano un unico ed eterno inno al Signore. La rassegna ideata e organizzata dalla Corale Polifonica “Michele Cantatore” e affidata alla direzione artistica del suo direttore, il Maestro Angelo Anselmi, conferma, con i concerti del 12 ottobre, nella Chiesa di Santa Lucia, a Ruvo di Puglia, la tendenza ad ampliare i propri confini (come non ricordare, due anni fa, l’incanto del Coro Sinodale del Patriarcato di Mosca, diretto dal M°Puzakov?).

Il concerto si apre con l’Ensemble Gaudeus, diretto dalla Maestra Ksusha Karelina. Il programma dell’Ensemble, Il cielo in terra, riflette le identità nazionali del gruppo: Italia, Russia, Ucraina e Bielorussia. Dopo “Il Padre Nostro” di Kedrov e il “Christus factus est” di Anerio, le sole voci femminili, tra cui quella della Maestra Karelina, soprano, cantano a cappella un'”Ave Maria” secondo i canoni della religione cristiano-ortodossa. “Panis Angelicus” (Casciolini); “Dostoino Est” (Dinev); “Ego sum panis vivus” (Dipiazza); “Milost mira” (Azovskih); “Trisaghion” (Hindriks); “Madonna de claritate” (Zardini); “Bogorogitze” (Rachmaninov) l'”Ave Maria” (Bach- Gounod) sono le composizioni che celebrano anche l’armonia nell’Universo, la presenza di Dio ovunque, nella Natura e nell’Uomo, Bene e Amore che anima il mondo, nonostante tutto.

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In seguito, la gioiosità della Misa Criolla, composta da Ariel Ramirez nel 1963 e consegnata dallo stesso autore, nel 1967, nelle mani di Papa Paolo VI, trasferisce nella chiesa i ritmi della musica latino americana. Ramirez raccontò che l’ispirazione della Misa criolla sorse durante un viaggio per mare da Buenos Aires verso l’Europa, con l’intento di dare un messaggio universale sulla musica del suo Paese. Quando ritornò in patria, nel 1954, voleva rendere omaggio a tutti coloro che aveva incontrato nei suoi viaggi con una composizione. L’incontro con gli argentini Padre Mayol e Padre Antonio Osvaldo Catena lo indussero a comporre una messa dai timbri e dai ritmi della musica della sua terra. E nacque la Misa Criolla.

Il Coro dell’Abbazia di Pescasseroli “Decima Sinfonia”, diretto dalla Maestra Anna Tranquilla Neri, e l’Ensemble “Latino America”, diretto dal Maestro Emanuele Nico Berardi, con il tenore Federico Buttazzo, hanno reso omaggio alla Messa del Maestro Ramirez, una “messa delle periferie”, popolare, semplice ma, al contempo sofisticata, che lega Verità religiose a tradizioni popolari. La Misa Criolla o Messa Creola ha questo nome perché il Kyrie ha i ritmi della vidala e della baguala, della tradizione creola argentina. Il Gloria ha i toni gioiosi del carnavalito, sottolineato dal charango, piccola chitarra andina che, originariamente, era creata dalla corazza di un armadillo. La chacarera trunca dà ritmo al Credo, mentre il boliviano Carnaval de Cochabamba anima il Sanctus. Le atmosfere della sconfinata Pampa argentina permeano l’Agnus Dei.

L’intermezzo tra la Missa Criolla e Navidad Nuestra, altra composizione, permeata di leggenda, del Maestro Ramirez in collaborazione con Felix Luna, è affidato all’Ensemble “Latino America” del Maestro polistrumentista Emanuele Nico Berardi. Una dolcissima Ninna nanna, cantata dalla Maestra Neri, soprano, è accompagnata dalla zampogna del Maestro, che rende omaggio alle musiche dell’Italia centromeridionale.

Navidad Nuestra è avvolta in un magica leggenda. Pare sia nata in una notte. Sei quadri, dall’Annunciazione alla Fuga in Egitto, nelle parole di Luna e nelle melodie di Ramirez, disegnati dalle voci della Corale “Decima Sinfonia” e dagli strumenti dell’Ensemble “Latino America”.

Un bis conclude la terza serata di “Canterò per sempre l’amore del Signore”, che proseguirà sabato 14 ottobre, alle 20.30, in Cattedrale, con il Concerto “Insieme per la Pace. Coralità sacra e profana”, a cura del Coro Polifonico di Ruda. Il concerto può essere ammirato in diretta streaming su ruvesi.it.

La rassegna polifonica dedicata al Maestro Cantatore è patrocinata da Regione Puglia, Comune di Ruvo di Puglia, Confcommercio, Pro Loco Puglia. Media partner è Ruvesi.it.

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