Area comunale recintata e detriti all’ingresso di Ruvo: interrogazione dei consiglieri
Una situazione di degrado e di possibile criticità igienico-sanitaria viene segnalata da cinque consiglieri comunali di Ruvo di Puglia, che hanno presentato una formale interrogazione all’Amministrazione comunale chiedendo una risposta scritta e la discussione della vicenda in Consiglio comunale.
A sottoscrivere l’atto sono Vito Cantatore, Luciano Lorusso, Pietro Paparella, Mariatiziana Rutigliani e Simona Summo, che pongono l’attenzione su un’area di proprietà comunale che, secondo quanto riportato nell’interrogazione, sarebbe interdetta da mesi all’uso pubblico.
L’area risulterebbe delimitata da una recinzione in plastica e interessata dalla presenza di cumuli di detriti di asfalto, materiali edili, piattaforme lignee, legname e bidoni di plastica.
Secondo i consiglieri, la situazione sarebbe stata segnalata più volte da alcuni cittadini sia all’Area 8 sia agli amministratori, senza che, a loro dire, siano seguiti interventi risolutivi o controlli adeguati.
Particolarmente significativo, nella loro denuncia, è il fatto che l’area si trovi in prossimità di uno degli accessi alla città, lungo una direttrice percorsa da chi arriva da Bisceglie, Molfetta e Corato. I consiglieri parlano di una condizione di degrado che inciderebbe anche sull’immagine dell’ingresso a Ruvo.
L’interrogazione collega la presenza dei materiali all’intervento di “riqualificazione del carattere paesaggistico ecologico dello storico viale di accesso al centro abitato – denominato ‘Corso Antonio Jatta’”.
Se, come ipotizzato dai consiglieri, lo stoccaggio dei materiali fosse effettivamente riconducibile a questi lavori, viene ricordato che l’intervento risulta avviato, con la ripresa verbalizzata, il 25 novembre 2024.
Nel documento viene inoltre evidenziato che, al momento della presentazione dell’interrogazione, i lavori risultano ancora in corso. I consiglieri richiamano anche alcuni passaggi amministrativi recenti: il 22 maggio 2026 sarebbe stata approvata la seconda perizia di variante, mentre il 12 giugno 2026 risulterebbe liquidato il sesto certificato di pagamento.
Tra gli elementi evidenziati nell’interrogazione c’è anche una panchina recentemente installata, che i consiglieri ritengono verosimilmente riconducibile all’intervento di riqualificazione.
La panchina, viene denunciato, si troverebbe però all’interno dell’area recintata e sarebbe addirittura sormontata da rifiuti.
Un particolare che, secondo i firmatari, rende ancora più urgente chiarire le modalità con cui viene gestita e controllata l’area interessata dai lavori.
I consiglieri pongono quindi una serie di interrogativi all’Amministrazione, chiamando in causa anche le modalità di controllo sull’esecuzione dell’opera.
Nel documento viene ricordato che l’intervento presenta un quadro economico complessivo di 1.430.000 euro, dei quali 130.000 euro a carico del bilancio comunale.
Da qui la domanda contenuta nell’interrogazione: è questo, si chiedono i consiglieri, il modo in cui viene controllata l’esecuzione delle opere pubbliche?
La richiesta finale riguarda soprattutto i tempi di permanenza dei materiali nell’area comunale e l’eventuale adozione di provvedimenti per ripristinare condizioni di decoro e sicurezza.
“Quanto altro tempo i detriti devono ancora permanere nell’area comunale?”, è la domanda con cui i consiglieri chiudono la loro interrogazione.
Ora la palla passa all’Amministrazione comunale, alla quale viene chiesto di fornire risposta scritta e di affrontare la questione anche in sede di Consiglio comunale.