Vino, arte e amore: "Vino su tela – L'arte enoica di Arianna Greco" di Agnese Correra

Tempo fa ho intervistato la pittrice Arianna Greco e la regista Agnese Correra in occasione della prima del docufilm “Vino su Tela – L’Arte Enoica di Arianna Greco”, omaggio di un’artista a un’altra artista che ha creato una nuova tecnica pittorica, un nuovo modo di creare arte: l’arte enoica, appunto, l’arte di dipingere con il vino.

Domenica 29 maggio 2016, esattamente un mese dopo la prima, ho avuto l’onore di incontrarle in occasione della proiezione del film nella Sala Conferenze della Pinacoteca di Arte Contemporanea a Ruvo di Puglia

E’ stato un evento che ha impreziosito ulteriormente le “Cantine Aperte” della Cantina Cooperativa della Riforma Fondiaria “Grifo”, una delle protagoniste del film, insieme alle aziende vinicole Conti Zecca di Leverano e al Consorzio Produttori Vini di Manduria.

La proiezione – dibattito è stata presentata e moderata da Paolo M. Pinto, direttore della testata giornalistica Ruvesi.it e Ruvesi.it News e titolare dell’agenzia di comunicazione Double P Communication.

“Vino su Tela – L’Arte Enoica di Arianna Greco”, che è stato accolto con ovazioni a Praga il 13 maggio nell’ambito di CHUT ITALIE – THE TASTE OF ITALY, organizzato dal KLUB MLEJN, è un piccolo gioiello che ha entusiasmato intenditori del vino e del cinema, perché la bellezza dell’opera di Agnese Correra è  data non solo dall’aver narrato la storia artistica e personale di Arianna Greco con profonda leggerezza e raffinatezza ma anche dalle lente carrellate nelle cantine visitate che sottolineano la sacralità dei luoghi dove l’uva diventa vino grazie all’operosità dell’uomo, dai dettagli (le mani di Arianna che dipingono, il pennello immerso nel vino, le mani che stappano le bottiglie), dalla splendida fotografia che esalta i colori ocra, verde e azzurro dei paesaggi pugliesi, dal Salento alla Murgia  e poi tutta la gamma dei colori racchiusi nel “rosso”, il colore del vino e della passione che la pittrice Arianna manifesta in tutte le sue creazioni, il cui soggetto privilegiato è la donna.

Perché la donna dà la vita, sanguina quando partorisce, è passionale quando ama, come lei, Arianna, che ama il rosso (lo intuisco nei colori che indossa nel documentario e nella sfumatura della sua chioma bruna) e ritrova questo colore negli antociani contenuti nell’uva e che determinano il colore del nettare di Bacco.

Un’immagine del film che mi colpisce è il tavolo accanto alla famosa tela dedicata alla Puglia.

Esso mi ricorda – e non esagero! – una natura morta di Caravaggio con i calici che contengono i tre vini scelti dall’artista per realizzarla: NERO DI TROIA GRIFO;  ELEGIA, Primitivo di Manduria del Consorzio Produttori Vini di Manduria e il CANTALUPI SALICE SALENTINO RISERVA, il Negroamaro dei Conti Zecca di Leverano.

E poi l’opera, un trittico, perché tre è il numero perfetto, il numero dei vini adoperati. Sullo sfondo di un drappeggio sensuale, una donna versa sulle spalle di un uomo il vino e l’uomo replica su di lei lo stesso gesto: ma è la donna che prende l’iniziativa, perché la donna è il centro di tutto, il motore della vita.

Nel docufilm, Arianna spiega la tecnica della riduzione per ottenere tante sfumature di colori dai vini  e quando questi sono trasferiti sulla tela, man mano che trascorre il tempo, assumono toni diversi.  Per la famosa tela il Nero di Troia diventa grigio, il Primitivo digrada nel violaceo e il Negroamaro assume una sfumatura marroncina. Magie della natura, della chimica naturale a cui si aggiunge un segreto, che Arianna custodisce gelosamente e che le consente di essere l’unica a dipingere con il vino, per preservare in eterno le sue opere.

All’evento hanno partecipato anche Fulvio Filo Schiavoni del Consorzio Produttori Vino di Manduria, Riccardo Ravasio, direttore generale della Cantina Riforma Fondiaria Grifo, Salvatore Turturo, vice presidente della Cantina Grifo, che, con i Conti Zecca di Leverano , sono stati attori protagonisti nell’esaltare l’unicità dei vini e la bellezza e ricchezza della Puglia.

In un settore che sta attraversando una forte crisi, la produzione vinicola resiste ma è necessario rafforzarla, è stato sottolineato. La Cantina Grifo, come tutte le altre realtà vinicole, sta salendo la china tanto che il Nero di Troia Grifo, come dichiarato orgogliosamente da Sebastiano Marinelli, presidente della Cantina Grifo, è al primo posto  per vendite nella grande distribuzione.

Ma anche l’arte può essere messaggera della eccellenza di un territorio, in questo caso del vino. E Agnese Correra e Arianna Greco lo fanno benissimo. Concluderei con questa citazione di Joy Sterling dedicata a entrambe “Artisti e poeti continuano a trovare il senso della vita in un bicchiere di vino.” Nel bicchiere della vita.

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