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«Una vera ingiustizia sociale»

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Due insegnanti educatrici sottratte alla Scuola Bovio per essere utilizzate negli Uffici Distrettuali ASL Bari di Ruvo e Corato
È appena cominciato il nuovo anno scolastico, ma la “Buona Scuola” no.
Gli elementi migliorativi da apportare all’organizzazione didattica ed educativa purtroppo sono una vana chimera a spese delle fasce di alunni che necessitano di un’attenzione particolare ed un supporto specialistico sin dal primo giorno si scuola, vittime inconsapevoli di scelte mosse da burocrati e non da operatori competenti nel campo educativo e sociale.
Si è perpetrato, infatti, in questi ultimi giorni, un vero e proprio “scippo” da parte della Azienda Sanitaria Locale di Bari nei riguardi della Scuola Primaria “Giovanni Bovio” di Ruvo di Puglia, per il cambio di sede e di utilizzazione imposto a due dipendenti dell’Azienda, le insegnanti educatrici Maria Lucrezia Berardi e Maria Paparella operanti presso la suddetta scuola sin dal 1979 nel campo della disabilità e dello svantaggio socio-economico-linguistico, assegnate ora agli uffici distrettuali di Ruvo e Corato.
La comunicazione è stata formalizzata, tramite lettera raccomandata da parte del Direttore del Distretto Sociosanitario n.2 Giuseppina Rutigliano, al Dirigente Scolastico Giuseppe Quatela, il quale si è visto, repentinamente e senza preavviso, negare le due valide figure specialistiche già preventivamente considerate nel Piano di Inclusione 2015/2016 – come previsto dalla Direttiva Ministeriale del 27.12.2012 e dalla C.M. n.8 del 06.03.2013 – e condiviso sia dalla stessa A.S.L. Ba, sia dai Servizi Sociali del Comune di Ruvo.
Le reali motivazioni di tale decisione sfuggono ai molti addetti ai lavori, come dichiarato formalmente per iscritto dallo stesso Dirigente Scolastico Quatela, in risposta alla scelta operata.
« Come primo rappresentante dell’intera comunità scolastica, composta da docenti, alunni e genitori, dichiaro che non si condivide e non si comprende la scelta di utilizzare diversamente e di svilire il ruolo educativo – didattico svolto dalle insegnanti educatrici e il conseguente impoverimento delle risorse assegnate alla nostra scuola relegando due figure che operano nel sociale, peraltro dotate di spiccata sensibilità, nel ruolo di assistenti amministrativi (peraltro mai sottoscritto e voluto dalle due figure) per mere esigenze di organico e senza tenere in alcun modo conto dei bisogni reali della comunità.»
La comunità scolastica del 1^ Circolo “Bovio”, all’unanimità, ha già attivato, con il coordinamento dei Collaboratori del Dirigente, Rachele Mastrorilli, Antonella Lobascio e dalla Funzione Strumentale per i Rapporti con gli Enti Esterni Mimmo Paparella, una raccolta firme ed una successiva serie di azioni ed iniziative da intraprendere al fine di esprimere il dissenso e il disagio arrecato, già espressamente palesato dal Preside alle figure istituzionali competenti, al quale si aggiunge la sua specifica richiesta: « L’immediato reintegro delle due insegnanti educatrici presso la scuola “G. Bovio”, data, peraltro, la loro specifica formazione (Specializzazione Polivalente D.D.L 970/75) da cui, è il caso di ribadirlo, deriva la loro efficienza lavorativa. È auspicabile un ravvedimento urgente per porre fine a quella che, a giudizio di molti, è una vera ingiustizia sociale ma che spero si riveli solo una scelta affrettata, compiuta senza valutare le gravi conseguenze per l’utenza pubblica, con particolari riferimento a fragili soggetti in crescita.»


5 COMMENTI

  1. Vergognoso. La ratio pare la stessa alla base della riforma renziana: insomma, non c’è. Se il Dirigente Scolastico e le famiglie non demordono, si può sperare in un aggiustamento.

  2. Dov’è finita la giustizia?Scelta inaccettabile e fuori da ogni possibile idea di equità,trasparenza, imparzialità, rispetto e tutela, non solo del lavoro di due insegnanti educatrici ma anche di alunni ai quali viene sotratto un prezioso servizio. Da non sottovalutare è inoltre la competenze che queste insegnati-educatrici hanno maturato in più di quarant’anni di servizio e che ora dovranno cestinare ricoprendo un profilo del tutto diverso. Le famiglie non devono arrendersi continuando a rivendicare i loro diritti. Basta con i soprusi!

  3. Una vita dedicata ai bambini e alla scuola interrotta per questioni meramente burocratiche. Trattamenti diversi in distinti distretti ma nell’ambito della stessa ASL.
    Il Dirigente, però, è uno solo!
    Non vi sembra assurdo e paradossale?
    Eppure è la realtà.

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