Tari, L’Abbate del M5S ai ruvesi: «Inondate il Comune di richieste di rimborso!»

Ha avuto inizio alle 11.35, con più di un’ora di ritardo, ieri mattina, l’incontro tra l’onorevole Giuseppe L’Abbate, portavoce alla Camera del Movimento 5 Stelle, e i cittadini ruvesi – quei pochi che si sono avvicinati – a proposito del rimborso di quanto pagato a causa dell’errato computo della quota variabile TARI sulle pertinenze domestiche. Un errore “piuttosto caro” se si considera che risale al 2014, anno di istituzione del tributo.

Eppure, alle 10.00, i grillini rubastini avevano già predisposto banchetto, gazebo e bandiere del Movimento, l’onorevole L’Abbate era presente, ma…poche persone sembravano interessate ad ascoltare.

«Non siate timidi. – invitava Gerardo Lovero, attivista di Ruvo Attiva Movimento 5 Stelle – Avvicinatevi! Vi spiegheremo come chiedere il rimborso. Vi consegneremo, gratuitamente, i moduli su cui fare la richiesta. Non siate timidi!».

«E’ assurdo. – mi confida un’ attivista – Eppure nelle altre città, come Polignano, per esempio, le piazze erano gremite. Solo qui…».
Avrà inciso anche il lungo ponte festivo? «Non significa nulla – ribadisce un altro, scuotendo la testa – Attendiamo un po’…».

Sono un po’ delusi gli attivisti pentastellati ruvesi per l’atteggiamento tiepido dei loro concittadini: in fondo è stato uno di loro, lo stesso Lovero, a diffondere, tra i ruvesi, la notizia ufficiale dell’errore sulla TARI, attraverso un video – divenuto virale in poco tempo – all’indomani della pubblicazione della circolare interpretativa n. 1/DF prot. n. 41836  del 20 novembre 2017, con cui il  Ministero dell’Economia e delle Finanze fa chiarimenti sull’applicazione della TARI in relazione al calcolo della parte variabile. Una circolare scaturita dalla risposta del sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta all’interrogazione in Commissione n. 5-10764 dell’onorevole L’Abbate.

Ha inizio l’incontro. Lovero ripercorre sinteticamente le tappe della vicenda e auspica che siano fatti, quanto prima, i dovuti rimborsi a chi ha pagato più di quanto doveva e non ammette la risposta che nelle casse comunali non ci siano somme sufficienti a farlo perché come sono state approvate le variazioni al bilancio per le attività culturali, tra cui Luci e Suoni d’Artista, e per la messa in sicurezza di Palazzo Avitaja, così devono essere approvate variazioni al bilancio per investimenti strutturali di lunga durata (variazioni approvate, per la verità, nel corso del Consiglio Comunale del 31 ottobre).
Inoltre, è importante che sia attivata quanto prima la tariffazione puntuale, che deve essere correlata all’effettivo volume di frazione secca urbana conferita.

Prende poi la parola L’Abbate. E’ un fiume in piena: spiega nel dettaglio come procedere alla richiesta di rimborso, non lesinando toni da comizio elettorale.

«Se siete proprietari di pertinenze quali box, garage, mansarde, cantine, la quota variabile va pagata una sola volta. In molti comuni, ogni volta su ogni pertinenza è stata pagata la quota variabile». E questo non doveva avvenire.
«Ora, per l’abitazione principale si deve pagare una quota fissa e una quota variabile: la quota fissa è commisurata ai metri quadrati, la quota variabile è calcolata in base al numero dei componenti del nucleo familiare. Fin qui tutto corretto».

Poi aggiunge: «Prendete le bollette, guardate se è stata applicata la quota variabile alle pertinenze, prendete cedolini di pagamento, compilate il modulo che abbiamo preparato inserendo i vostri dati e indicando il totale della somma pagata indebitamente. Allegando documenti e cedolini, recatevi all’Ufficio Tributo del vostro Comune e consegnate tutto. Senza spendere nulla: è gratuito. A questo punto, dal momento della vostra richiesta, si aprono tre possibilità.

L’Amministrazione accoglie la richiesta di rimborso – come logica vorrebbe – e spiega come sarà attuato.

L’Amministrazione respinge la richiesta e in tal caso avete 60 giorni di tempo per ricorrere alla Commissione Tributaria Provinciale.

L’Amministrazione non risponde entro 90 giorni dalla proposizione della richiesta: questo vale come diniego entro cinque anni dalla scadenza del termine potete ricorrere alla Commissione Tributaria Provinciale.

Una cosa è sicura: vincerete il ricorso in Commissione in virtù della Circolare diramata dal MEF. I sindaci che amministrano quel 10% dei Comuni interessati dall’errore e che dicono di stare cauti si stanno arrampicando sugli specchi. Non ci sono quelli che hanno pagato di più e quelli che hanno pagato di meno, ma ci sono quelli che hanno pagato il giusto e quelli che hanno pagato di più. Tra l’altro non possono aumentare le tariffe agli altri contribuenti perché nella risposta che ho ricevuto venerdì scorso dal Ministero è vietato recuperare da altre persone.

Inoltre, ogni anno il Comune deve accantonare lo 0,5% della TARI per far fronte a situazioni di emergenza: in quattro anni sono arrivati al 2%, per cui con questo 2% effettuassero i rimborsi!».

Poi invita a non fermarsi alle risposte oscure, temporeggiatrici dei Comuni ma invita a inondare gli stessi di richieste.

«Rivolgetevi ai nostri banchetti per spiegazioni e supporti nella compilazione del modello, oppure recatevi dal commercialista o ai CAF e qui invito a fare attenzione perché se i CAF dicono che non è vero che avete diritto al rimborso, cambiatelo, perché non sta curando i vostri interessi, ma fa politica».

Poi invita a fare una riflessione sulla gestione rifiuti, sulla necessità di applicare la tariffazione puntuale, obiettivo che, per la verità, anche l’Amministrazione Chieco ha intenzione di raggiungere.

«Purtroppo spesso le amministrazioni fanno capitolati d’appalto a favore delle aziende”. L’Abbate si rivolge anche a chi non è ruvese perché quel 10% dei Comuni coinvolti nell’affaire TARI è solo una stima del Sole 24 ore. Tra l’altro è importante che anche la veste grafica delle bollette sia chiara, limpida e uniforme per tutti.
Anche l’Anci, che contesta la circolare del Mef, è messa sotto accusa dall’onorevole pentastellato. Col 6 per mille dell’IMU dei Comuni pugliesi, l’Anci Puglia vive e finanzia la Fondazione IFEL che ha il compito di controllare e monitorare l’attività fiscale degli enti locali e dar loro assistenza. E non l’ha fatto. E c’è un servizio a pagamento dell’Anci, ANCI RISPONDE, fornita da una partecipata dell’Anci, ANCITEL, che ha consigliato ai Comuni di pagare la quota variabile sulle pertinenze. Non dovete aspettare, avete diritto al rimborso. L’Amministrazione sia vicina a voi altrimenti ci sarebbe lo scollamento tra istituzioni e cittadini».

L’invito è quello di prendere i moduli, di chiedere informazioni ai banchetti che ogni domenica saranno predisposti dai pentastellati rubastini. Alcuni tra i presenti si precipitano a chiedere i moduli, altri sono distribuiti tra il pubblico.

«Facciamo in modo di essere cittadini partecipi, di comprendere gli atti che sono prodotti dai nostri amministratori. Siate presenti e partecipi» conclude, alla fine, Lovero.

Intanto della questione TARI si occupa anche l’opposizione che ha protocollato un ordine del giorno relativo al rimborso automatico e d’ufficio dei maggiori importi TARI. Mentre da Palazzo Avitaja è stato dichiarato, con una nota, che tutto «è oggetto di accurato approfondimento e valutazione, sia a livello nazionale che da parte dell’Amministrazione del nostro Comune».

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