Ruvo Racconta. Rosita: “Acqua e sete” di musica

Ad aprire queste puntate di Ruvo Racconta, una piccola rubrica dedicata al panorama culturale del nostro paese, è Rosita Brucoli, giovanissima musicista e cantautrice ruvese. Con la sua voce, la sua determinazione e la sua dolcezza, Rosita sta scalando con grinta ogni scenario musicale. Stretta al suo talento, lo scorso 25 luglio ha vinto al Giffoni Music Concept Award 2021, ricevendo anche l’omonima borsa di studio dalla Pino Daniele Trust Onlus.

Schierata dalla parte della cultura e radicata alla sua terra, Rosita è l’esempio di donna con le idee ben chiare  sin da bambina.
Delicata e tenace, porta avanti la sua passione e il suo lavoro, senza fermarsi un attimo. Oggi ha parlato così ai nostri microfoni.

Quando hai deciso di dedicarti alla musica? 

Non ho mai propriamente deciso di dedicarmi all musica. È come se facesse parte di me in maniera così forte, che non ho mai pensato di fare altro

La musica per te è solo passione o anche lavoro? Cos’è per te la musica?

Innanzitutto, è stata una costante nella mia vita. C’era dappertutto: in macchina di mia madre, in casa, a lavoro dei miei. Loro non sono musicisti, ma hanno sempre ascoltato tanta musica e l’hanno espressa in serate karaoke o attraverso il ballo, quindi per me era la normalità esprimermi quando c’era musica.

Sicuramente c’è sempre stata tanta passione, un fuoco sacro per me. Con gli anni e con il fatto che fin da piccola ho iniziato a studiare canto, il pensiero che potesse diventare un lavoro si è sempre più concretizzato.
Un’esperienza che sicuramente mi ha cambiato la vita e ha rappresentato una svolta per me è stata la selezione al Reset Festival di Torino, che mi ha permesso di lavorare personalmente con Niccolò Fabi.

Quali sono stati i tuoi primi passi?

Ho iniziato a scrivere parole in rima ad 11 anni, lo considero un primo passo sul fronte della scrittura che portavo segretamente avanti.
In quanto all’esibizione e all’esposizione al pubblico, ho mosso i primi passi a 12 anni quando sono entrata a far parte della Rubis Canto, un coro del nostro paese, diretto dal maestro Nicola Bucci.
È stato lì che ho visto le prime reazioni del pubblico, ed è stato un utilissimo banco di prova.

Qual è il tuo genere musicale preferito? È lo stesso della tua musica?

Non ho un solo genere preferito. Direi tutto quello che mi manda un messaggio chiaro e viscerale, quindi tutto quello che testualmente mi provoca brividi: sul podio cantautorato e rap. Però sono altrettanto appassionata delle melodie e delle metriche, quindi ascolto anche tanto pop internazionale .

Quali artisti ti hanno ispirata?

Gli stessi dei miei ascolti. Sicuramente Lucio Battisti mi ha ispirato tantissimo, ma anche performer e interpreti come Mina e Celentano mi hanno dato tantissimo. Poi ho scoperto gli anni 90’ e quindi Jeff Buckley, Tori Amos, Alanis Morrissette, Bjork, in Italia Elisa, Meg dei 99’ posse, Carmen Consoli.

Dischi che mi hanno stravolto più di tutti: “Il padrone della Festa” di Fabi, Gazzè e Silvestri, per me uno dei più bei dischi del cantautorato  italiano moderno. Ma anche “Quattro” di Bianco, un cantautore torinese. L’ultimo disco di MarracashPersona”, che credo di aver ascoltato fino alla nausea e tutta la discografia di Caparezza, che reputo uno dei più grandi artisti italiani esistenti.
Sono anche tanto appassionata del Pop internazionale e di artisti come: Lady Gaga, Billie Eilish, St. Vincent, Stromae :mi piace come sound , musica , grafiche , personaggio , outfit  siano la stessa cosa, curati magistralmente, affinché l’artista sia unico nel suo genere, è una cosa che in Italia dobbiamo imparare a fare.

Stai partecipando ad eventi?

Ho molti concerti in programma a settembre, dopo due anni di pandemia si sta ripartendo alla grandissima anche grazie alle entità, ai festival che non hanno mollato  la presa neanche un attimo.

Pensi che il tuo paese offra possibilità di lancio nel mondo dell’arte e della musica?

Penso che ci siano delle realtà musicali interessanti, anche spostandosi un po’ in città (Bari).
Ruvo è un paese di provincia, che è già avanti rispetto a tanti altri comuni che mi è capitato di visitare. Però la musica è un lavoro in cui necessiti spazi, confronto, scambio anche con persone del settore che hanno un background molto diverso rispetto al tuo.

Sicuramente l’aspetto positivo della provincia è che sforna proposte musicali molto spesso originali, proprio perché nascono lontano dalla frenesia della città e, si spera, libere da ogni logica di mercato esistente.

Cosa vorresti che si migliorasse?

Sinceramente sono molto orgogliosa di alcune realtà nate da poco a sostegno dei giovani musicisti che , prima di esser musicisti, sono persone con il proprio vissuto e la propria identità. Mi vengono in mente il Forum Giovani, che è sempre attivo e attento alle proposte musicali locali, ma anche il Murgia Queer, che è una comunità nata da pochissimo con l’obiettivo di esprimere la propria sessualità liberamente lontano da ogni pregiudizio e provincialismo a cui a volte purtroppo siamo ancora esposti.
Da poco è terminato “ISS Fest”, un festival di musica indipendente e che mi ha fatto sentire come non mai la nostalgia di casa.

Cosa diresti ai ragazzi che vogliono approcciarsi al mondo musicale ma hanno timore?

L’insicurezza a volte serve a fare sempre meglio, a non sentirsi mai arrivati.
Ma il timore di esprimersi  e di sentirsi liberi di essere se stessi non deve esistere.
Sento di dire a tutti ragazzi che se si crede in qualcosa (che non sia solo la musica, ma anche la politica, progetti di vario genere), bisogna lottare per portare avanti in tutto e per tutto la propria idea, proposta, persona, storia, credenza.

Un paese libero è un paese che non “lascia correre” e che prende una posizione.

Auguro a tutti i ragazzi di avere sempre il coraggio di scegliere con la propria testa. 

Hai nuovi progetti in porto?

Ho molte cose in cantiere, sicuramente non resterò ferma dopo l’uscita di “Acqua e Sete”, il mio ultimo singolo.

E con le ultime parole di Rosita – “Qualcosa succederà!” – chiudiamo questo primo appuntamento con la cultura, pronti a raccontare la prossima eccellenza ruvese.

Articolo di Ruvesi.it

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