Home Attualità "Pugliesi nel mondo": dopo la Gran Bretagna, anche la Germania mangia murgiano

"Pugliesi nel mondo": dopo la Gran Bretagna, anche la Germania mangia murgiano

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Una delegazione del GAL Murgia Più porta gli imprenditori ad imparare a fare export direttamente nei mercati teutonici
Dopo Peterborough, la Murgia va a Berlino, con le sue eccellenze enogastronomiche. Dall’11 al 13 giugno, la capitale della Germania accoglie il meglio del territorio, grazie al progetto di cooperazione “Pugliesi nel Mondo” e al “Laboratorio di Innovazione: Ortofrutta e le eccellenze alimentari della Puglia rurale”, promosso sul territorio tedesco dalla Camera di Commercio italiana per la Germania, dal’Associazione di pugliesi nel mondo “Apulier in Berlin” e dai 19 Gruppi di Azione Locale (Gal) della Regione Puglia.
Tra i GAL presenti a Berlino e tra quelli che maggiormente hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa tramite la costruzione di solidi ponti con le associazioni pugliesi di Berlino, anche il GAL Murgia Più, che ha portato con sé una rappresentanza delle aziende dei comuni di Canosa di Puglia, Gravina in Puglia, Minervino Murge, Poggiorsini, Ruvo di Puglia e Spinazzola. Funghi cardoncelli e altre tipicità sott’olio, tartufi, prodotti da forno artigianali, pasta prodotta con le farine dei suoi ampi granai, legumi, mandorle ed erbe murgiane essiccate e pronte all’infusione.
In programma, oltre ad un workshop sull’importazione dei prodotti agroalimentari in Germania dedicato ai produttori, show cooking, momenti di degustazione dei prodotti pugliesi e l’incontro con blogger, giornalisti, buyers, distributori e dettaglianti.
Cuore dell’iniziativa, la vendita dei prodotti pugliesi presso il mercato coperto “Markthalle” in Marheinekeplatz 15 (Berlin-Kreuzberg).
L’iniziativa, realizzata in stretto contatto con le associazioni locali di Pugliesi nel mondo, è la terza tappa del laboratorio itinerante “Pugliesi nel mondo”, dedicato a rafforzare i rapporti con il mercato estero delle piccole imprese, che rappresentano non solo il gusto, ma la cultura, la tradizione e l’innovazione nella tradizione dei territori rurali coinvolti.


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