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Mostra sulla Shoah alla Pinacoteca. Vito Carlo Mancino: «In Italia si tende al dimentichismo!»

Da oggi fino a sabato 28 gennaio, la Pinacoteca Comunale di Arte Contemporanea di Ruvo di Puglia ospita la mostra “1938-1948 Dalle leggi razziali a Israele: il viaggio della speranza e il ruolo dell’Italia”, proposta dall’Assessorato alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del Comune di Ruvo di Puglia e organizzata dalla Cooperativa Sociale “Il Nuovo Fantarca onlus” di Bari, in collaborazione con la casa editrice Proedi di Milano e curata da Andrea Jarach.

E’ una mostra didattica, destinata a bambini e adulti, che apre la finestra su una delle pagine più buie della storia e, al contempo, rivela gli scenari politici, economici e culturali che portarono alla Shoah. La Conferenza di Evian nel 1938, voluta dal Presidente americano Roosevelt per stabilire le quote di immigrati di religione ebraica da accogliere (ma senza che lui stesso decidesse di innalzarle) è emblematica del fatto che le persecuzioni, le leggi discriminatorie nei confronti del popolo eletto non erano tra le priorità nelle agende politiche nazionali. Una conseguenza ci fu: gli Stati europei chiusero le frontiere ai rifugiati perseguitati. Sinistra somiglianza con gli eventi attuali?

Ecco perché è importante leggere quello che è scritto sui venticinque pannelli, tre dei quali dedicati alla Puglia, che narrano la storia degli ebrei di San Nicandro Garganico, della partenza delle navi della speranza dai porti pugliesi e dell’amore tra Zvi Miller e Giulia My a Santa Maria al Bagno.

I pannelli partono dalla storia dell’ebraismo, dalle sue tradizioni, passando per la storia degli Ebrei in Italia dalla diaspora fino alla promulgazione, nel 1938, delle leggi per la difesa della razza, la persecuzione degli ebrei in Italia con l’occupazione tedesca nel 1943 e la collaborazione fascista.

Si parla della nascita del sionismo in Europa, delle tappe della seconda guerra mondiale e della risoluzione ONU 181/47, con l’approvazione del piano per la separazione della Palestina e, quindi, della nascita dello Stato di Israele.

Nella Sala Conferenze sono proiettati, poi, documentari dedicati alla Shoah.

Lo storico Vito Carlo Mancino accompagna i visitatori in questo percorso. Con i bambini è molto delicato ma, al contempo, vuole spiegare ogni singolo evento,  ai bambini l’importanza dei gesti e delle parole. Perché dalle parole segnanti, spesso, inizia tutto, si innesca il processo che porta alla eliminazione. All’inizio, infatti, c’è un pannello che narra di un preside americano, sopravvissuto alla Shoah, che esorta i professori a insegnare ai loro allievi a essere soprattutto umani, a rispettare l’uomo, perché i campi di sterminio furono pianificati da ingegneri, i neonati uccisi da infermiere provette, dell’infernale macchina fecero parte persone che avevano studiato.

«In Italia si tende al negazionismo, al revisionismo e al dimentichismo» rivela Mancino «e bisogna cercare di insegnare ai piccoli, con tutte le cautele, cosa è successo». Perché ricordare porta, o dovrebbe portare, a non reiterare e a non svuotare di significato il Giorno della Memoria, relegandolo solo a un mero momento commemorativo perché le immagini del documentario “Austerlitz”, di Sergei Loznitsa, rivelano come luoghi di riflessione quali dovrebbero essere i campi di concentramento e di sterminio sono stati trasformati in tristi “Disneyland” da turisti indifferenti, assorti a immortalarsi in selfie davanti alla scritta “Arbeit macht frei”.

Fino al 28 gennaio è possibile prenotare le visite guidate al numero 080/3611513 o a biblioteca@comune.ruvodipuglia.ba.it.

Venerdì 27, “Giornata della Memoria delle persecuzioni e delle vittime della Shoah”, istituita con la legge n.211 del 20 luglio 2000, alle ore 18.00,  Vito Carlo Mancino proporrà una visita guidata a tutti gli interessati, per cui è consigliabile la prenotazione.

La mostra, ad accesso gratuito, è visitabile dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 18.00 alle 20.00.

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