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LO SFOGO DI “CON.TE.STO” : “NON DOVREBBE MAI MANCARE IL RISPETTO DELLE DISABILITÀ”

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Amaro racconto e sfogo dell’associazione “Con.Te.Sto” relativo a un episodio accaduto al mercato settimanale.

Accadeva a Ruvo di Puglia, nel mercato settimanale siamo senza parole e ci auguriamo che anche a Ruvo di Puglia siano avviati percorsi di formazione ed educazione alla disabilità come accade nelle città limitrofe come #TraniAutismFriendly
Andrea (nome di fantasia) è un ragazzino con disturbo dello spettro autistico. Andrea come tutti i sabati ama andare al mercato con la sua mamma, perché quella passeggiata per lui è rigenerante, vitale in questo periodo di pandemia. Gli piace guardare le bancarelle, osservare gli oggetti, comprare piccole cose.
due sabati fa, Andrea si ferma con la mamma alla solita bancarella e mentre la mamma parla con il commerciante, lui dice una parolaccia. la mamma immediatamente si scusa chiede ad Andrea di scusarsi a sua volta, e spiega al commerciante che l’autismo può portare a ripetere parole o frasi ascoltate in altri ambiti in maniera del tutto decontestualizzata, e che quindi non era intenzione del ragazzino offendere
L’episodio sembrava essersi chiuso li…
…Sabato scorso ,Andrea ritorna al mercato con la sua mamma come da abitudine. Mentre passeggiano vengono additati dallo stesso commerciante che ad alta voce richiama il ragazzino offendendolo in pubblico utilizzando la stessa parola , che Andrea aveva pronunciato la settimana precedente. dicendo : hey xxx , sei ti quel xxx, che dice agli altri xxx, e lo ha detto a me ?
la mamma prontamente si avvicina al commerciante, chiedendogli di abbassare la voce e spiegazione sul suo atteggiamento. Ma il signore non pago ha cominciato ad offendere anche la mamma, dando dei maleducati a tutti i componenti della famigli, perché a suo dire se un ragazzo utilizza delle parole non consone non è colpa della diagnosi ma della cattiva educazione della famiglia, perché se fosse stato suo figlio lo avrebbe rimesso a posto con due ceffoni, gonfiandogli il muso
In questo periodo di pandemia, molto ci è stato tolto nelle relazioni umane. Una cosa però che non dovrebbe mai mancare e l’educazione civica, il rispetto delle diversità e l’empatia verso le disabilità.
Succede purtroppo di dover assistere a scene che ti lasciano l’amaro in bocca e ti lucidano gli occhi.
Succede che un uomo, un commerciante grande e grosso, se la prenda con un bambino autistico, colpevole di avergli rivolto una parola offensiva, probabilmente dimenticando o non sapendo (il commerciante) che per quel bimbo quella parola non vuol dire assolutamente nulla, perché molti nostri codici sociali e verbali, per chi soffre di autismo semplicemente non esistono. Ed anche se fosse, in ogni caso, prendersela con un bambino non è esattamente il massimo.
Siamo senza parole

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