LE PAGELLE DI COSIMO SCHINAIA: “SALVATE IL SOLDATO PASQUALE RYAN CHIECO. OPPOSIZIONE? VOTO 7”

E’ stato uno degli otto candidati alla carica di sindaco alle scorse amministrative, adesso torna sulla scena, pronto a costruire un progetto allargato di centro-destra, partendo dalle forze politiche presenti in consiglio comunale.

Nel frattempo propone alla collettività rubastina le sue riflessioni personali sulla situazione attuale politica.

Salvate il soldato Ryan! Potrebbe essere il titolo di un manifesto per la cittadinanza ruvese che in questi giorni apprende della traballante ora politica che sta attraversando il suo Sindaco Pasquale Chieco“.

La metafora è ben presto spiegata: “Il riferimento al soldato Ryan è quanto mai opportuno. Le nebbie dei nemici interni sono peggiori di quelle dell’opposizione (troppo presa a crogiolarsi su una ipotetica vetrina nazionale ma lontana da una idea condivisa di come amministrare Ruvo). A me non sta a cuore discettare se congiure di palazzo fanno il paio con gli interessi di qualcuno, bensì dopo circa un anno di amministrazione Chieco emergono alcuni dati oggettivi con relative qualifiche di cui il Sindaco dovrebbe tener conto.

Schinaia dà i voti: “La sinistra è come Saturno che mangiava i suoi figli. Storicamente è accaduto da Mussolini a Gramsci sino alla continua diaspora dal dopoguerra ai giorni nostri. Di ciò Pasquale Chieco doveva essere consapevole. La rivoluzione mangia sempre i suoi figli. E anche se la sua vuole essere dolce non è immune dal gattopardesco motto “tutto deve cambiare affinchè nulla cambi”. E Ninni Chieco ora scopre d’essere stato usato come il colore per i sepolcri imbiancati. Inesperienza o fervore inappropriato? Voto 5 per lo stupore che fa posto al tradimento. La sindacatura Chieco, pur dolce, non poteva essere in questo anno diversa dato il baratro economico del Comune ma anche il nulla culturale e politico di una classe dirigente che manca e che nelle altre gestioni di destra o sinistra ha dimostrato solo la capacità di uccidere le speranze di una crescita da paese a città per Ruvo, impedendo modernizzazione e crescita civile dalla cultura all’urbanistica. Dovuta era la scelta assessorile esterna non chè di qualità, dovuta e attesa era la scelta di investimento in campo giovanile e culturale pur se retrò rispetto alle scelte odierne che affrontano la modernità (i tempi di Nicolini e della conquista dello spazio giovanile sono risultati vecchi anche se vicini al maestro Minervini tanto caro a Ninni). Naturale è la differenza d’approccio culturale tra il Sindaco e il suo partito (basti pensare che risulta l’unico a non amare quel cesso di PUG votato dalla sinistra piddina e dalla destra di Matteo Paparella nella vecchia amministrazione, patto scellerato come per le cooperative e conseguente buio economico del Comune). Voto 8 per la coerenza e il coraggio dimostrato verso il proprio elettorato“.

Le scelte di cambiamento – prosegue – con la maggioranza che si è ritrovata sono state non coraggiose nei confronti della cittadinanza e le sue aspirazioni. Chieco si è chiuso nella torre di sinistra arroccato contro una destra che non stima ma non ha considerato che i suoi 7.000 voti erano minoranza rispetto al corpo elettorale e cittadino e che ha vinto perché il suo sfidante era stato sconfitto dalla propria arroganza e dal non capire le istanze nuove della società in termini nazionalpopolari già prima di arrivare al ballottaggio. Se avesse pensato a ciò avrebbe potuto aprirsi a nuove forze e stimoli che lo avrebbero raccordato con il paese, nominando per esempio una cabina di regia o di indirizzo di persone valide, capaci di sognare come lui anche se da lui diverse per cultura ma pronte con lui a cambiare questo paese. Quindi ha pensato troppo ad una squadra ideologica convinto che anche l’opposizione si sarebbe distratta a perdere il senno con la maga Circe piuttosto che a dialogare con proposte di condivisione e di peso dato che lui, e solo lui, poteva essere il sindaco di tutti. Un errore dalla gravità politica imperdonabile se si considera che Ruvo ha bisogno di politiche forti, al limite scioccanti, ma non di autocompiacimento. Questo già lo fa l’apparato curiale. Voto 4 per la incapacità di andare oltre gli steccati e “sentire”la pancia del paese”.

Poi si lascia andare a delle riflessioni sulla leadership politica del primo cittadino: “La leadership in politica esiste se c’è carisma ed il carisma non è dato dai numeri. La sua maggioranza certa sui valori del passato non sa e non capisce le suggestioni di Chieco e da subito lo ha fatto percepire come un alieno, bravo perchè amico di Emiliano, utile per prendere finanziamenti regionali ma lontano dal piccolo mondo antico del paesetto. Lo si è fatto percepire scostante (e meno male che capisce il dialetto!). Si sta continuamente perpretando l’idea che Ninni sia lontano, intrattabile, avulso dai reali litigiosi invidiosi problemi di Ruvo. Quindi il carisma è stato minato. Non è la Destra che uccide Chieco, è la parte conservatrice della sua maggioranza e del paese che non lo vuole. E d’altronde il non aver sfidato la inconcludente opposizione convinto di fare a meno anche di quella ha fatto il resto. Voto 4 sulla capacità di gestire la propria leadership“.

Che fare?  “La Leniniana domanda ora incombe. Non è solo un problema di poltrone. E’ un problema culturale di chi non si vuole mettere in gioco, di chi pensa che i suoi 400 voti di preferenza siano il succo della democrazia che è potere personale e che sfugge ad una gestione che al limite può salvare il decoro del paese ma affossa il conservatorismo del partito. Oggi a sinistra Chieco è più odiato di Renzi perché comunque faccia, anche sbagliando non corrisponde al Sindaco che la sinistra è abituata ad avere: un portinaio del Comune più che un manager, un contadino magari ignorante che bada a soddisfare la pancia sociale e  nel quale tutti si riconoscono a costo zero. Uno che abbraccia tutti ma non ha carisma. Davanti ad una situazione così percepita ci sono strade obbligate, perché la politica è una scienza esatta. E tra le tante il Sindaco Chieco dovrà fare una scelta: A)Raccordare i dissidenti, capire, ingoiare rospi e tirare avanti sotto la minaccia di essere sfiduciato ogni qual volta occorrerà (in questo la sinistra non molto dissimile dai democristiani di infausta tradizione); ma questo è un modo di fare che potrebbe essere intollerabile allo stile Chieco, anche perché continuare a governare da anatra zoppa e senza entusiasmo non è facile e per il paese è inutile. Scelta facile ma suicida! B)Cambiare strategia politica dato che tornare indietro non si può quando è appurato che in famiglia si sta tra fratelli serpenti. Andare con coraggio in aula e presentarsi con un programma di continuità di stile, merito e scelte e chiedere i voti al consiglio nel nome della sindacatura Chieco, coinvolgendo anche le forze di opposizione senza offrire poltrone ma solo comunione di intenti e di realizzazioni per il bene civico secondo un elenco di priorità. Scelta difficile e coraggiosa ma dignitosa! C)Anticipare ogni speculazione sapendo che il Sindaco attuale può essere tradito ma che senza di lui la sinistra a Ruvo non ha né futuro né presente. E quindi con questa forza emotiva convocare una conferenza cittadina, elencare ciò che si è fatto senza retorica, cogliere il momento per un appello unitario a chi vuole bene Ruvo, indire una manifestazione popolare di sostegno al Sindaco oltre gli steccati di schieramento e come Sindaco di tutti andare in consiglio comunale a farsi una maggioranza nuova. Scelta coraggiosa, identitaria e rivoluzionaria per il paese. Il popolo ama chi non ha remore, non stima i congiurati, stima chi ha il coraggio di non tradire, ma per farlo Ninni deve tornare tra la gente, cambiare squadra, aprire a chi può garantire ascolto sociale per lui e la comunità ruvese. L’esempio è il mio amico giudice Magrone che a Modugno, fatto fuori dal suo partito, il PD, ha fatto la terza scelta e poi andando alle elezioni ha preso la maggioranza bulgara contro PD e Forza Italia uniti. E il suo paese lo ama“.

E l’opposizione? “Ha la grande chance di crescere, di non aspettare rivincite suicide e stupide pensando che le elezioni si sono perse perché il fronte era diviso. E il momento che torni, se mai l’ha fatto a studiare, proponendo analisi, progetti e soluzioni, magari applicando più coerenza sulle incompatibilità morali al suo interno; e se è in gamba diventare e produrre classe dirigente per il futuro. Attendere la vendetta macerando Chieco non porterà voti aggiuntivi, lavorando per il paese forse salverà oggi Chieco ma conquisterà palazzo Avitaja domani, in nome del vero cambiamento che oggi non è più tra Destra e Sinistra (molto simili spesso tra loro anche perché oggi sono solo figure retoriche della politica) ma tra conservatori e libertari. Voto 7 di speranza per una politica di coraggio”.

Pasquale Chieco – sottolinea Schinaia – merita rispetto e considerazione per la sua storia personale e per il sacrificio e la costanza che mette nell’impegno di Sindaco. Non l’ho votato ma non si può non considerarlo una risorsa unica per Ruvo; per la dignità intellettuale, l’analisi politica, la pur ingenua capacità d’approccio, la forte tiratura morale. E’ una persona che ha forte empatia ma che per esprimersi ha bisogno di una squadra che creda in lui. Occorre che ora il paese si stringa attorno a lui. Verrà il momento del giudizio politico ma merita d’essere condannato per i limiti oggettivi di una politica che non è futurista e non perché quattro bari se lo sono giocati a dadi. Voto 8 perché ogni leader ha diritto a una seconda chance”.

Occorre pensare al bene della città, conclude Schinaia: “Considerazione personale da nazionalpopolare. C’è una cosa che appare chiara in ogni uscita pubblica del Sindaco in questo anno di governo e che è terribile: si è detto sempre Sindaco di tutti, non ha mai vantato competenze che non ha e ha sempre chiesto conforto a cittadini, associazioni, partiti affinchè portassero alla sua attenzione non beghe o problemi ma sane proposte su cui avrebbe dato il massimo dell’attenzione. Ebbene credo che abbia messo il Re a nudo: dal Pug ad ogni più piccolo problema nessuno si è fatto carico di nulla se non di un interesse personale dall’edilizia alla mondezza, e quindi da questo nulla che rischia di diventare cifra di un degrado, ora abitativo, poi commerciale, poi culturale, emerge il desiderio di vederlo inutile e nemico perché  diverso. Chi vuole la solita vita cittadina con banche ricche di risparmi, una vita legata solo al mondo contadino, vita sociale pari a zero intervallata solo dai riti religiosi, con una gioventù senza futuro avrà di che godere. Non ho votato Chieco e chi mi conosce sa la mia storia, ma dispiace che quanto detto dal sottoscritto in campagna elettorale si stia puntualmente avverando. Ma ora bisogna pensare al bene del paese, c’è un tempo per investire, un tempo per gestire, un tempo per raccogliere; non è tempo di elezioni! Salvate il soldato Ryan“!

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