L’A.P.O. A SOSTEGNO DELL’AZIONE MISSIONARIA DI SUOR MARIA MAZZONE. GIOVEDI’ L’INCONTRO PUBBLICO

C’è una cosa che unisce i cuori più di qualsiasi collante scibile. Si chiama Solidarietà. La storia che vi proponiamo quest’oggi è quella di volontari straordinari, capaci di donarsi agli altri in maniera univoca. Da una parte i volontari dell’associazione di Prevenzione Oncologica Onlus di Ruvo di Puglia. Fabbri silenti ma costruttori di vita che attraverso la propria azione donano alla comunità momenti preziosi per la prevenzione umana. Con la loro silente presenza sono capaci, inoltre, di gettare semi d’amore. L’ultimo ha raggiunto l’Africa, la zona in cui da una vita opera SuorMaria Mazzone. Un’altra volontaria silenziosa, un vulcano di azioni per il prossimo donate dal suo sorriso, dalla sua forza. Una vita con la valigia e il pensiero rivolto agli altri. Ha ricevuto il seme ruvese dall’A.P.O. e con grande umiltà ha voluto darne conto.
Giovedì 27 ottobre alle ore 19.45, presso l’auditorium della Parrocchia della Santa Famiglia si incontreranno a Ruvo di Puglia.
“Sarà l’occasione per parlare della sua vita di missionaria (34 anni in Africa sono tanti…!), dei suoi progetti realizzati (tanti!!), grazie all’aiuto di Associazioni di Volontariato (come “Un Mondo di Bene 2”), compreso l’ultimo portato a termine grazie al contributo dell’Associazione di Prevenzione Oncologica (A.P.O. Ruvo di Puglia “Prevenzione con il sorriso”)”, scrive il prof. Onofrio Caputi Jambrenghi, presidente dell’associazione.
“Abbiamo bisogno di figure carismatiche come Suor Maria: ne abbiamo bisogno per ricaricarci perché Lei è un vulcano di energia positiva che serve in un mondo dominato dall’apatia, dalla paura del diverso, se non addirittura dalla cattiveria.
Penso che tutti i Ruvesi dovrebbero rendere omaggio a questa Donna che ha onorato (e continua a farlo..!) la Ruvesità delle sue origini, caratterizzata dai fatti concreti e non da chiacchiere vacanti. La sua umiltà, la sua lealtà l’ha spinta addirittura a rendere conto fino al centesimo a noi del contributo ricevuto: non ce n’era bisogno, cara Maria….”, conclude.

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