Cultura

La Madonna del Carmine e le Anime del Purgatorio

Novembre è tradizionalmente il tempo particolare legato alla commemorazione dei defunti anche se sappiamo bene che ogni giorno è tempo di gratitudine per coloro che Dio ci ha posto accanto e che ora vivono in Lui.

Attraverso la Liturgia, in maniera particolare la Celebrazione Eucaristica, si fa memoria viva di chi ci ha preceduto: “Ricordati, Signore, dei tuoi fedeli, che ci hanno preceduto con il segno della fede e dormono il sonno della pace. Dona loro, Signore, e a tutti quelli che riposano in Cristo, la beatitudine, la luce e la pace” recita il Canone romano. La nostra preghiera si intesse di speranza che i nostri cari siano con Lui in paradiso, nell’attesa di ritrovarci insieme in quel mistero di amore che non comprendiamo, ma che sappiamo essere vero perché è una promessa che Gesù Risorto ha fatto: Tutti risusciteremo e tutti rimarremo per sempre con Gesù, con Lui.

Sant’Agostino sottolinea la grande importanza delle preghiere per i defunti dicendo: “Una lacrima per i defunti evapora, un fiore sulla tomba appassisce, una preghiera, invece, arriva fino al cuore dell’Altissimo”. Questa intima relazione con il Signore trova così espressione in diversi modi anche attraverso l’arte che con segni e rappresentazioni plastiche porta alla meditazione dei misteri della fede e della vita eterna e invita il fedele a elevare il suo animo verso il cielo e vivere nell’ amore e nella carità concreta il quotidiano. Per tale scopo venne commissionato il gruppo plastico, in cartapesta leccese e di fine XIX secolo, delle Anime del Purgatorio condotte in Paradiso dagli angeli che sono nuovamente visibili, dopo anni di dimenticanza, ed esposte in questo mese nell’ antica Chiesa del Carmine. I più anziani ricordano che esse poste in fondo alla Chiesa nella sera del 31 ottobre venivano poste accanto alla Madonna del Carmine perché chiunque entrasse in chiesa nei giorni seguenti potesse elevare preghiere e atti di carità per i propri cari defunti e per i confratelli e consorelle dell’Arciconfraternita in un segno di amore, solidarietà e gratitudine che vince la morte e l’oblio e canta la vittoria della Risurrezione di Cristo. Poste accanto alla Madonna avevano anche compito di ricordare e rappresentare plasticamente per chiunque le guardasse il ” privilegio sabatino” ovvero la Madonna avrebbe protetto tutti i suoi devoti in vita che avessero portato con fede e perseveranza il santo abitino, forte rimando alla candida veste battesimale, e le avrebbe preservate dal Purgatorio accompagnandole da Cristo lei stessa il primo sabato dopo la loro morte. Le immagini delle sante anime molto espressive nei volti e cariche di pathos e speranza nei movimenti, sono ritratte in preghiera, con le mani che tendono verso l’alto in atto di richiesta e tese a ricevere l’abbraccio di Cristo, alcune con lo scapolare e la corona del Rosario in una preghiera che si fa dialogo d’ amore e ponte di salvezza. ” La gloria del Carmelo” così era definita la sacra rappresentazione che ogni anno nel mese dei defunti veniva ricreata sull’ altare della Vergine del Carmelo, segno di fede, amore, ricordo vivo, riconoscenza e di speranza nella Madre di Dio che si prende cura dei suoi figli nel cammino della vita e nel cammino verso l’incontro con l’Eterna Trinità.

Nella Chiesa del Carmine queste immagini semplici poste all’ entrata, non facevano che ricordare a tutti coloro che attraversavano il grande portale, di pregare per i propri defunti e pregare anche per coloro non più ricordati. Molti anziani a tal proposito ricordano che durante i periodi di guerra spesso le mamme si recavano nella Chiesa del Carmine per chiedere al ” Calvario” e alla Madre sua, protezione per i propri figli chiamati al fronte e innanzi alle Anime del Purgatorio altre madri piangevano come a luogo-sacrario dove rivedere i figli che non avrebbero più rivisto sperando almeno nella loro gioia in Paradiso. Segni dunque che ricordano la fede e la devozione dei nostri padri, espressione semplice e forte allo stesso tempo di un legame coi cari che in Cristo Risorto non ha fine. Oltre al valore artistico e storico si cela così anche un profondo e alto valore religioso e affettivo in tali rappresentazioni sacre, che l’Arciconfraternita custodisce, riscopre e vuole conservare attraverso un attento restauro e tramandare come bene prezioso alla collettività.

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