Attualità

“La Donna si racconta – 3^ edizione”, la grande resilienza delle donne tarantine

Decise, combattive, qualcuna ironica nell’affrontare con leggerezza, che non è superficialità, i delicati temi dell’ambiente e della salute.

Sono le ospiti della terza edizione de “La Donna si racconta”, evento organizzato dall’Associazione “Apuliae Terrae” col patrocinio del Comune di Ruvo di Puglia, in collaborazione con l’Associazione “A.P.O. – Prevenzione con il sorriso” e Legambiente.

Ieri mattina, in Piazza Dante, l’aria era satura del coraggio, dell’amore, della resilienza delle donne. Storie drammatiche, storie di impegno civile, storie di speranza sono state narrate e sono racconti che lasciano un segno e invitano a recuperare l’etica della rivendicazione dei propri diritti fondamentali. Perché assistere passivamente alla lenta e graduale distruzione degli stessi è una colpa. E la tutela dell’ambiente e della salute si può ascrivere, senza dubbio, alla tutela dei diritti umani. Perché ambiente e salute sono strettamente legati alla Vita.

Le ospiti de “La Donna si racconta” 2017 hanno posto in essere azioni incisive, dettate dall’intelligenza del cuore, hanno posto in essere «buone pratiche di impegno civile», come ha sottolineato l’assessora alla Cultura Monica Filograno la quale ha introdotto l’incontro moderato dalla professoressa Claudia Rutigliano. « “La Donna si racconta” è un evento che si inserisce perfettamente a marzo, mese dedicato all’impegno, ai diritti umani, che riguardano tutti, uomini e donne».

L’architetto Loredana Modugno, presidentessa del Circolo Legambiente di Bitonto, ha illustrato tutte le recenti attività dell’Associazione, da anni in prima linea nella tutela dell’ambiente.  “Scatta e mappa” è un progetto che interessa l’intera Città Metropolitana: i cittadini sono coinvolti direttamente nel monitoraggio dell’ambiente. Infatti, attraverso una foto scattata col proprio smartphone, essi contribuiscono a georeferenziare quelle aree rurali, tratti della via Francigena, aree deputate a ospitare i vari percorsi del gusto e tutte le attività di promozione e sviluppo territoriale deturpati dai rifiuti abbandonati. Territori che sono depredati della loro bellezza anche dall’ecomafia. Legambiente, inoltre, sensibile ai disagi dei pendolari che viaggiano sulla tratta ferroviara Bari-Barletta, sta raccogliendo testimonianze di disagio da consegnare ai vertici di Ferrotramviaria SpA. Infatti, molti pendolari assistono alla decurtazione dei propri stipendi a causa dei ritardi accumulati nel raggiungere i posti di lavoro. Questo crea, naturalmente, disagi economici, psicologici e va a detrimento della mobilità sostenibile in quanto si è costretti a utilizzare l’auto, andando a incrementare, così, l’inquinamento.

La dottoressa Maria Teresa Balducci, membro dell’Associazione “A.P.O. – Prevenzione con il sorriso”, ha sottolineato la relazione tra eccessiva e scadente alimentazione, obesità e formazione di neoplasie. Una delle mission dell’Associazione è  fare informazione e formazione nelle scuole sui corretti regimi alimentari, attraverso attività ludiche, in perfetta aderenza al messaggio della “prevenzione con il sorriso”.

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L’amianto, spiega Balducci, è causa diretta del cancro, ma altri fattori ambientali influenzano la qualità di vita delle persone. In Puglia, tutte le fasce d’età sono interessate dall’eccesso di peso, ma emerge anche un dato preoccupante. Esiste un rapporto direttamente proporzionale tra riduzione dei tempi di allattamento materno e aumento dell’obesità: un neonato allattato naturalmente per breve tempo avrà una maggiore probabilità di sviluppare forme di  sovrappeso. A questo fenomeno rischiano di essere soggetti soprattutto i neonati di Taranto. Le madri della “Città dei due Mari” rinunciano ad allattare i piccoli per paura di trasferire loro gli inquinanti respirati, l’aria contaminata dall’ILVA.

Conferma queste parole la ricercatrice Candida Fasano, del Gruppo “TarantoRicercaFuturo”, fondato col dottor Cristiano Simone che si batte per l’istituzione di un Polo Oncologico IRCCS al “Moscati” e di un reparto di Oncoematologia Pediatrica. Intanto, per questo progetto sono state raccolte 22.000 firme consegnate al Governatore Michele Emiliano, che ha la delega alla Sanità, il quale ha promesso che il Polo sarà previsto nel piano di riordino ospedaliero. E’ una promessa sul cui mantenimento il Gruppo vigilerà. Ma perché non esiste un Polo Oncologico? Perché nella città che l’immaginario collettivo, purtroppo, identifica solo con la “mostruosa” ILVA, i piccoli che si ammalano devono recarsi in altre regioni d’Italia? Perché nei Wind Days, nome romantico che a Taranto evoca malattia, i ragazzini non possono giocare in strada su disposizione del sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, un pediatra, costretto a emanare tali ordinanze? Sul sito Centro Salute Ambiente Puglia si legge: «In occasione dei Wind Days a Taranto il vento  proviene dal settore NORD – OVEST. In queste condizioni il vento soffiando dall’area industriale disperde in alcuni quartieri della città (Tamburi e Paolo VI) inquinanti di origine industriale, in particolare PM10  e il benzo (a)pirene». Veleni.

Al finanziamento del Polo Oncologico a Taranto sono destinate le somme raccolte dalla vendita delle magliette “IE JESCHE PACCE PE TE!”, espressione tarantina che significa “Io sono pazzo di te!” che gli “Amici del Mini Bar” di Taranto dedicarono alla “Iena” Nadia Toffa in occasione di un suo servizio al Quartiere Tamburi.

E’ la volta di Antonella Pecoraro, presidentessa dell’Associazione “Sofia vive”. Sofia era la figlia di Antonella: è morta a soli quattro anni e mezzo per un cancro. Sofia, con la sua gioia di vivere, che acquistava on line bulbi di fiori per il giardino che avrebbe creato dopo la sua guarigione, un giardino da creare a Lizzano, la sua cittadina, è una dei piccoli tarantini costretti a recarsi altrove per sottoporsi alle terapie antitumorali.  Antonella non ha pensato che mancava un ospedale fino a quando non è stata colpita direttamente. Allora si è ripromessa che, comunque fosse andata, avrebbe lottato perché si realizzasse una un Polo Oncologico a Taranto.  E combatterà, per i piccoli con cui, ora, trascorre il tempo, per i bambini nei quali rivede Sofia che rivivrà nei fiori e nel Parco Giochi di Lizzano, creato da una raccolta fondi promossa dai lizzanesi, comunità piccola e vicina a Sofia fin dall’inizio. «Vivete intensamente ogni momento, bello e brutto. Vivete e amate le persone che vi sono accanto. Non date niente per scontato!» è l’invito di Antonella.

Tormentata storia con epilogo differente è quella vissuta da Maria Delia Picuno la quale, nel suo “Diario dei giorni sospesi” scrive della malattia del figlio, ammalato di cancro al polpaccio. Le neoplasie agli apparati locomotori sono imputabili alla dispersione delle particelle inquinanti derivanti dai metalli pesanti. A Taranto, esse sono imputabili all’ILVA. Lei ha scritto per sé stessa e per il figlio, per lenire il dolore e cercare conforto ma poi ha voluto raccogliere le sue riflessioni per metterle a disposizione di altri, dando loro sollievo e anche speranza.

Margherita Granaldi, fluida volontaria freelance – non ama appartenere a gruppi – con un parka verde militare, adornato da coloratissimi fiori all’uncinetto, racconta di aver preso sottobraccio il “Cavaliere Nero”, il cancro. Lei, con il codice “048”, codice di esenzione dei malati di cancro, solare, non credente religiosa ma «credente nell’altro da me», rappresenta “Punto di inizio. Vivere oltre il tumore Onlus”. Con i soldi ricavati dalle varie campagne di beneficenza, l’associazione finanzia corsi di hobbistica, di maquillage per donne che si sottopongono a terapie di chemio, affinché riacquistino il senso della Bellezza della Vita e della speranza.

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«Un  messaggio deve essere chiaro» aggiunge Candida Fasano «Taranto non è città vittima, chiusa in sé stessa. Le spiagge della provincia di Taranto sono splendide, c’è un Parco Naturale “Terra delle Gravine” meraviglioso. Taranto è anche vita».

La parola finale spetta alla presidentessa di “Apuliae Terrae”, Laura Pellicani che invita il consigliere delegato alle politiche ambientali, Antonio Mazzone, ad attuare a Ruvo di Puglia la legge entrata in vigore il 16 febbraio 2013, che obbliga i Comuni sopra i 15mila abitanti a piantare un albero per ogni bambino registrato all’anagrafe o adottato.

E’ una legge che mira a implementare gli spazi verdi urbani e che esiste da più di venti anni. Infatti,  l’obbligo di piantare un albero per ogni neonato era stato introdotto, in Italia, con la legge Cossiga-Andreotti n.113 del 29 gennaio 1992.

Per ratificare la promessa, in conclusione, dell’evento è stata piantumata, a cura della Flor Barile, una roverella, la quercia diffusa sulle Murge, simbolo della forza, del coraggio, dell’amore per la vita di tutte le donne.

 

 

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