Cultura

La Cantina Grifo protagonista del documentario “Vino su Tela – l’Arte Enoica di Arianna Greco” della regista Agnese Correra

Vino, arte e amore. I tre protagonisti assoluti del documentario “Vino su Tela – l’Arte Enoica di Arianna Greco”, scritto, montato e diretto dalla regista Agnese Correra, rimasta affascinata dalla storia e dalla tecnica pittorica di Arianna Greco, artista che dipinge con il vino, i cui colori e profumi danno vita a opere multisensoriali.

“Vino su Tela – l’Arte Enoica di Arianna Greco” è la storia di un viaggio che svela una Puglia affascinante, ricca, selvaggia.  E’ la storia di un percorso che parte dal Salento, terra di origine delle due artiste, per arrivare in Daunia, alla ricerca di tre vini coi quali Arianna realizzerà un quadro emblema della Puglia.13055548_1691385721110921_5850738216291183069_n

Il  soggetto del quadro sarà top secret fino alla prima  del film che si svolgerà venerdì 29 aprile 2016 nella Sala Conferenze della BCC di Leverano, che ha supportato il film insieme al Gal Terra d’Arneo. L’evento sarà presentato da  Francesco Zecca, attore e regista cinematografico e teatrale.

Coprotagoniste  nonché sostenitrici della pellicola sono tre importantissime aziende vinicole pugliesi: la CONTI ZECCA di Leverano, il CONSORZIO PRODUTTORI VINI Manduria e la CRIFO di Ruvo di Puglia.

Incontriamo Agnese Correra e Arianna Greco per avere un saggio di quello  che  vedremo nel documentario.

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La regista Agnese Correra (“Zucchero e Farina”, corto finalista al Film Festival Internazionale SA.FI.TER, trasmesso su Cooming Soon e Sky; responsabile di produzione per il corto “Ultimo Beso a Roma” di Carla Vadell Arnanz ; regia per i prodotti audiovisivi della scuola di danza francese Les Baladines, a Parigi

Agnese è una giovanissima e talentuosa regista che, entusiasta, ci narra del suo incontro con la pittrice Arianna e con tutti i protagonisti del documentario, tra cui il dott. Riccardo Ravasio, direttore della Cantina Crifo di Ruvo di Puglia e il signor Salvatore Turturo.

Agnese, ci racconti come è nato questo documentario.

Il documentario nasce dalla volontà di omaggiare una mia compaesana – siamo entrambe di Porto Cesareo – nonché singolare artista, Arianna Greco che ha trasformato un’eccellenza pugliese come il vino in uno strumento di creazione e di arte.

Ricordo quando nel 2014, durante Eataly a Roma, vidi Arianna creare meravigliose figure con pennello e vino. Intuii che era nata una nuova forma espressiva d’arte, innovativa e densa di potenzialità. E questo modo di dare un’ inedita vocazione al vino con i suoi splendidi colori, i suoi profumi non poteva non essere immortalato in un film.

Il lavoro di preparazione è stato complesso: abbiamo percorso insieme centinaia di chilometri per raggiungere le cantine che rappresentassero i tre vitigni simbolo della Puglia.  Il risultato è sorprendente e sono molto contenta che tre aziende come Conti Zecca di Leverano, Consorzio Produttori Vini di Manduria e Crifo di Ruvo di Puglia abbiano scelto di essere coprotagoniste del mio film – documentario.

Arianna, lei ha inventato la tecnica enoica, la tecnica del vino che si plasma, diventa arte. Perché? 

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Arianna Greco, artista enoica con una delle sue opere

Tutto nasce da una storia d’amore. Da un lato quello che io nutrivo e nutro per l’arte, dall’altro quello del mio ex compagno nei confronti del vino. Questo suo interesse mi coinvolgeva quotidianamente, con partecipazioni a degustazioni, incontri e viaggi con produttori, fiere enoiche tanto che, per amor suo,  ho deciso di esplorare l’oggetto del suo amore. E così, essendo io estranea a quel mondo, ho cercato di farlo mio, facendo tesoro di ciò che più si confaceva alla mia vena artistica mai celata: il colore. Da questo momento nasce la sperimentazione, continua e fortunata.

 Nasce l’Arte Enoica, per gioco…per amore. E quel colore ora plasma soggetti su tela. Da un amore finito è rimasta una grande tecnica. E proprio questo mi affascina: l’idea di rendere immortale ciò che potrebbe avere vita breve.

In fondo se si stappa una bottiglia e si beve quel vino, il tempo “di godimento” è limitato ed è per poca gente. Se il vino di quella stessa bottiglia, invece, si usasse per un’opera d’arte, il tempo a esso dedicato sarebbe ben più lungo e potrebbero goderne in tanti.

Non può rivelarci il soggetto del quadro, che sarà dedicato alla Puglia,  ma può dirmi i nomi dei  tre vini delle rispettive cantine ?

Certo, per il Nero di Troia ho scelto NERO DI TROIA CRIFO;  per il Primitivo di Manduria ELEGIA del Consorzio Produttori Vini di Manduria e per il Negroamaro il CANTALUPI SALICE SALENTINO RISERVA dei Conti Zecca.

Descrivetemi la  “Puglia dei vini” che avete incontrato nel corso di questo viaggio, che si è rivelato una bella esperienza umana e professionale.

Agnese: E’ vero. “Vino su Tela – l’Arte Enoica di Arianna Greco  non solo è stato un viaggio reale che abbiamo compiuto con Arianna per cercare i “suoi” vini, ma soprattutto è stato un viaggio interiore e ricco di umanità..

Grazie a questo film ho potuto viaggiare nella Puglia dei vini, visitando posti inediti. Abbiamo girato nel Pulo di Altamura, a Porto Selvaggio su una scogliera a strapiombo sul mare e persino sull’Isola dei Conigli di Porto Cesareo.

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La troupe di “Vino su tela – L’Arte Enoica di Arianna Greco”

Poi ho potuto conoscere personalmente i titolari e i fondatori di tre cantine importantissime della Puglia, di cui conoscevo la loro fama ed esistenza. Però confesso che entrare con la camera negli uffici, nelle cantine,  esplorare il lato umano e professionale dei protagonisti, narrare le loro storie uniche e così importanti per il territorio pugliese è stato il momento di accrescimento umano e professionale più bello e importante. 

Arianna : La Puglia è una regione a vocazione vitivinicola accentuata. Tre aree…tre vitigni principali…e proprio tre è il numero perfetto. Abbiamo voluto giocare un po’ su questo, percorrendola in lungo e in largo e  con un occhio particolare all’ambiente: infatti abbiamo usato un’auto ibrida. Dalle zone del Negroamaro a quelle del Primitivo, passando per Altamura, dove tutto ha avuto inizio per arrivare nelle zone del Nero di Troia. E’ stato un viaggio adrenalinico, emozionante e affascinante nel momento in cui si entrava nelle tre realtà che ci hanno accolto , aprendoci le loro porte e raccontandoci la loro storia. Dagli elegantissimi Conti Zecca di Leverano al mitico Conte Filo Schiavone di Manduria fino all’intraprendente direttore Riccardo Ravasio per Crifo. Tre realtà diverse, opposte e per taluni aspetti emblematiche del territorio.

Per “emozionarvi” quanto me…..dovete solo aspettare la proiezione!”

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