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INCIDENTE SU CORSO COTUGNO, POLEMICHE SOCIAL. BERARDI: “PRONTI SEMPRE A COLPEVOLIZZARE IL COMANDO”

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Ore 20.30: una ragazza attraversa la strada su Corso Cotugno. Deve raggiungere la fermata degli autobus, c’è un contatto con uno specchietto di una Fiat Panda. Cade a terra e comincia a perdere sangue dal labbro.


La dinamica è in fase di ricostruzione da parte degli agenti della Polizia Municipale. L’uomo alla guida della vettura non si è accorto della presenza della ragazza. Anche la scarsa illuminazione in quel tratto di strada può aver influito.

L’incidente, le urla della ragazza in un attimo fanno sì che la gente arrivi di corsa in quella parte di città. C’è chi chiama il 118, chi il Comando della Polizia Municipale per denunciare un assembramento. Ai tempi del Covid-19 passa tutto in secondo piano. Se i soccorsi tardano ad arrivare, con l’ambulanza impegnata in altri fronti, gli agenti prontamente si fiondano sul luogo dell’incidente e lì scoprono che in realtà l’assembramento è conseguente al contatto avvenuto tra la ragazza e la vettura.

La ragazza sta bene: è spaventatissima, arriva una sedia per lei, perde sangue. Attende ansiosa i soccorsi e i propri genitori. Quando l’ambulanza arriva viene condotta al Pronto Soccorso di Corato, mentre l’uomo si reca al Comando per la ricostruzione dei fatti. Per la ragazza, cinque giorni di prognosi.

Sui social, a tarda serata, compaiono post di chi condanna l’atteggiamento degli agenti i quali avrebbero mandato via o allontanato i soccorsi, fatto smentito categoricamente dal Comando della Polizia Municipale: “Non si perde occasione per puntare il dito contro il nostro operato. Siamo stanchi di tutto questo onestamente. Nessuno dei miei agenti si sarebbe mai perso di allontanare i soccorsi: è successo semplicemente che l’ambulanza tardava ad arrivare e la ragazza era in un buono stato di salute. Hanno fatto quanto di loro competenza in quel caso: chiamare il 118, ricostruire i fatti”, spiega il comandante Salvatore Berardi.

“Persone a noi note, neanche questa volta, hanno avuto la lucidità di non diffamarci. Piuttosto che alimentare falsi polemiche sarebbe opportuno, la prossima volta, recarsi direttamente nei luoghi preposti e sporgere denuncia”, conclude amareggiato il comandante.

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