ILVA: BENE 2,6 MLD ANNUNCIATI DA RENZI PER BONIFICA AMBIENTALE; BASTA POLEMICHE SULLA PELLE DI CITTADINI E TESSUTO ECONOMICO

“Bene l’annuncio del Presidente del Consiglio Renzi circa il miliardo di euro che la famiglia Riva dovrà pagare come compensazione per l’Ilva di Taranto. Unitamente ai circa 1,6 miliardi, di cui 1,3 risorse nazionali, si può parlare di un atto concreto volto alla bonifica ambientale di un territorio gravemente ferito, sulle cui sorti si è giocato per troppo tempo, senza assumersi la responsabilità di quanto avvenuto negli ultimi decenni. Da anni stiamo ripetutamente chiedendo che venga verificato immediatamente l’effettivo stato di salute della catena alimentare di quell’area, individuando e rimuovendo gli eventuali problemi laddove venissero riscontrati. E’ un dovere naturale ed un impegno politico consequenziale al progetto di difesa del territorio che è espressione e culla della varietà e qualità dei prodotti agroalimentari. Dovrà essere, però, garantita la massima chiarezza rispetto all’entità reale del problema, al fine di non generare allarmismi nei consumatori e danni irreversibili agli allevatori ed evitando che le criticità ambientali di un’area sostanzialmente circoscritta possano ledere l’immagine complessiva della produzione agroalimentare dell’intera provincia”. E’ il commento del Presidente della Coldiretti Taranto, Alfonso Cavallo, alle precisazione del Premier Renzi a seguito delle polemiche montate negli ultimi giorni sull’emendamento con 50 milioni in più, ritirato dal pugliese presidente della Commissione Bilancio che l’ha ritenuto inammissibile e non certo dal Governo.

“Sono sconfortanti i risultati del rapporto Centro Salute e Ambiente della Regione Puglia – continua imperterrito il Direttore della Coldiretti di Taranto, Aldo De Sario – che segnala un +4% di mortalità a causa dell’esposizione alle polveri industriali, un +5% di mortalità per tumore polmonare e un +10% per infarto del miocardio, oltre all’eccesso ritenuto ‘importante’ di patologie respiratorie tra i bambini di Taranto tra 0 e 14 anni su un territorio ferito da una vertenza ambientale senza precedenti. Sul fronte produttivo gravano le stesse preoccupazioni. Forse per qualcuno l’agricoltura, la pesca, il turismo e l’agroalimentare di qualità non sono più componenti fondamentali ed essenziali per lo sviluppo della provincia Jonica. Coldiretti non accetta che si perseveri con strategie che non tengano in dovuto conto esigenze e bisogni delle comunità interessate e si costituirà parte civile in tutti i procedimenti tesi ad accertare responsabilità in ciò che è accaduto, per tutelare le imprese agricole che, oltre ad essere coinvolte loro malgrado nella difficile vertenza ambientale che ha ferito duramente il territorio della provincia di Taranto, registrano pesanti perdite in termine di immagine e di reddito”.

L’agricoltura jonica, con una superficie totale di 31.657 ettari, riesce a raggiungere mediamente una Produzione Lorda Vendibile di 470 milioni di euro e rappresenta una realtà economica importante per l’intera regione. In pochi anni l’agricoltura jonica, che raggiunge punte di eccellenza nei comparti dell’uva da tavola e da vino, orticolo, agrumicolo e del lattiero-caseario, si è vista riconoscere l’alta qualità dei propri prodotti, legata a storia e tradizioni, ottenendo 6 DOC ‘Aleatico’, ‘Primitivo di Manduria’, ‘Lizzano’, ‘Martina Franca’, ‘Locorotondo’, ‘Colline Joniche Tarantine’ e due IGT ‘Tarantino’ e ‘Valle d’Itria’ per i vini, 1 DOP ‘Terre Tarentine’ per l’olio, 1 IGP per le ‘Clementine del Golfo di Taranto’ e rientrando a pieno titolo, con le sue produzioni, nella lista dei 231 prodotti agroalimentari pugliesi riconosciuti ‘tradizionali’ dal Mipaf.

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