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Il tempo di “non scuola”: la Caritas di Ruvo con i minori nel tempo del lockdown

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Le disposizioni emanate l’8 marzo dal governo causa Covid-19 , stabilirono per le scuole di ogni ordine e grado, la sospensione delle attività didattiche in presenza, durata poi fino alla fine dell’anno scolastico. La continuità nelle attività fu assicurata con l’introduzione della didattica a distanza (Dad).
In quella circostanza, anche il Settore Minori della Caritas cittadina di Ruvo di Puglia, dovette sospendere il sostegno allo studio in presenza, per i minori presi in carico.
Da subito e in sinergia con le indicazioni della Diocesi, del suo direttore don Cesare Pisani e del suo vice, Edgardo Bisceglia, si continuò con il sostegno “a distanza” mediante l’utilizzo degli smartphone.
A tutte le famiglie fu assicurato il supporto economico per l’acquisto di ricariche utili al collegamento alla rete mobile.
Dopo le prime due settimane, quando si intuì che la chiusura si sarebbe proseguita ad oltranza, per cinque delle sei famiglie, si rese necessario installare il collegamento alla rete internet/wifi.
Dare a tutti la possibilità di collegarsi, significava ridurre le diseguaglianze (digital divide) e tutelare il diritto allo studio…
La Diocesi si è fatta carico del pagamento dell’allacciamento alla rete e poi delle bollette per tutto il tempo della Dad e del sostegno a distanza.
Alcune famiglie ruvesi e gli aderenti dell’associazione Il Biancospino e gli amici di Adriano. hanno contribuito a sostenere la Dad e il sostegno a distanza con le donazioni.
Questo intervento, unito all’assegnazione dei dispositivi digitali forniti dalle Scuole, ha permesso a tutti i minori di accedere alle piattaforme digitali e mettersi in collegamento con i docenti e con ciascuna volontaria per l’esecuzione quotidiana dei compiti.
Infatti con le operatrici, Rossella Bernocco e la dott. ssa Anna Boccaccio, le volontarie Carla De Sario, Maria Ida De Palo e la referente del Settore, Gina Ciliberti, è stata pianificata un’organizzazione che ha permesso di continuare a sostenere nell’apprendimento i sette minori fino alla fine dell’anno scolastico.
Si è anche cercato di “accogliere” il loro disagio emotivo e quello delle rispettive famiglie, consapevoli che l’inedita e complessa modalità di “fare scuola”, rischiava di destabilizzare minori e adulti.
Difatti, all’iniziale fase di euforia dei bambini e degli adolescenti ha fatto seguito quella del disagio.
Rabbia, paura, tristezza, noia, ansia, ma anche nostalgia degli amici di scuola e di quelli di gioco, sono state le emozioni emerse durante i collegamenti del sabato pomeriggio. Vedere un film, consumare la merenda insieme, chiacchierare semplicemente e scambiarci abbracci pur se divisi dallo schermo dei dispositivi digitali, è servito a sentirsi meno soli…
Siamo dovute entrare nelle case dei ragazzi ma l’abbiamo fatto “in punta di piedi” e con gradualità.
Tenendo conto della situazione di ogni famiglia, abbiamo chiesto ai genitori la loro collaborazione e
li abbiamo sostenuti quando è stato necessario.
Fondamentale è stata anche la sinergia con tutti i docenti dei ragazzi; con loro si sono concordate e condivise tutte le strategie utili ad aiutare i bambini e gli adolescenti seguiti per ridurre al minimo disagi e disparità.
Una notizia durante il Covid ha fatto esultare di gioia volontari, ragazzi e genitori: la Diocesi ha assegnato una sede per la Caritas e destinato alcuni spazi solo per i minori!
Il Covid ha catapultato famiglie, scuole, centri socio- educativi, associazioni culturali, parrocchie, in una realtà “altra”…
Noi con le famiglie e i ragazzi, quella realtà abbiamo cercato di attraversarla…
Non è stato semplice ma ce l’abbiamo fatta…
“… La resilienza che abbiamo saputo e provato a mettere in gioco durante questi mesi, ci ha fornito competenze che ci aiuteranno anche fuori dall’emergenza”.


Le operatrici e le volontarie
Settore Minori Caritas Ruvo di Puglia

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