Cultura

Il pittore-poeta Michele Chieco e i ragazzi della 5^ G del “Tedone”

Michele Chieco aveva 7 anni quando a Milano, nel 1929,  si affermò il chiarismo, la corrente pittorica  così chiamata più tardi dal poeta Guido Piovene, ispirata al rigore classico dell’arte antica nella rappresentazione di volti e paesaggi, luminosi e delicati,  e pervasi, tuttavia, da un intimo lirismo.

E chiaristi sono i “Paesaggi urbani di Michele Chieco” in esposizione sino al 30 settembre nella Pinacoteca Comunale di Arte Contemporanea a Ruvo di Puglia.

A campiture piene, i toni più delicati del bianco, dell’azzurro e del verde restituiscono la quiete mattutina e meridiana di scorci antichi pugliesi; fanno intuire interni familiari dietro le persiane verdi e le tendine a filet.

La mostra è stata allestita, sotto la supervisione della Pro Loco di Ruvo di Puglia e col patrocinio dell’Assessorato alla Cultura, dagli studenti della  5^ G del Liceo Scientifico “Orazio Tedone”, nell’ambito del progetto di alternanza Scuola-Lavoro.

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Guidati dal tutor interno della Pro Loco, l’architetto e dottore di ricerca Mario Di Puppo, e dalle tutor scolastiche, le professoresse  Giovanna Losacco e Francesca Sparapano, i giovani hanno curato l’antologica creando un percorso narrativo che parte dalla sala dedicata a Chieco con le sue opere più rappresentative della sua estetica e giunge a quelle tele che, grazie al progetto, sono uscite dai depositi della Pinacoteca in cui sono conservate. Ai ragazzi è dovuta anche la composizione di una brochure-catalogo in lingua italiana e straniera.

La mostra è stata inaugurata martedì scorso, alla presenza dell’assessora Monica Filograno, con la performance artistica “Viaggiare in sogno” a cura di  Federica Paparella, Leonardo Tumolo, Stefano De Astis e Mariateresa Ursi ed è proseguita con la narrazione della vita di Chieco, nato in un borgo di mare -Santo Spirito – ma dalle radici “di terra” dei genitori originari di Ruvo di Puglia (il ritratto della madre è conservato nella Sala che porta il suo nome).

Allievo di Mario e Guido Prayer, tanto schivo quanto appassionato marito capace di grandi rinunce per stare vicino alla sua compagna in un delicatissimo momento, Chieco ha trasferito nelle sue tele, a olio e in masonite (nome commerciale di materiale per costruzioni, formato da un impasto di fibre in legno e collanti, laminato in fogli), l’incomunicabilità tra chi vive insieme (Desinare, 1965); ha omaggiato Giorgio De Chirico ritraendo due cavalli bianchi; ha restituito la Ruvo che fu imprigionando monumenti e costruzioni che il tempo  e l’uomo hanno cancellato (come uno scorcio del mercato del pesce nella veduta dall’ex biblioteca in via Ostieri). E’ stato il pittore-poeta del quotidiano che rivela, tuttavia, altri mondi.

L’antologica “Paesaggi urbani di Michele Chieco” è, quindi, l’occasione straordinaria per ammirare una parte delle opere donate ai ruvesi sia dallo stesso pittore nel 1989 (45 tele e 10 grafiche) sia dai parenti alla sua morte, avvenuta nel 1996.

La mostra, a ingresso gratuito, è visitabile in Pinacoteca Comunale (via Madonna delle Grazie 2), sino a domenica 30 settembre ogni giorno secondo i seguenti orari: lunedì  dalle 18.00 alle 20.00; dal martedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 18.00 alle 20.00; sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 18.00 alle 20.00.

Gli studenti  della 5^ G che hanno curato la mostra sono Damiano Avella, Francesco Avella, Caterina Cagnetta, Gabriella Carmen Caldarola, Barbara Catalano, Stefano De Astis, Serena De Lucia, Silvia Fabiano, Maria Lucia Fioretti, Aldo Giuga, Teresa Lonardelli, Michelangelo Panunzio, Federica Paparella, Lorenzo Sorice, Tumolo Leonardo e Mariateresa Ursi.

(Foto, © Ruvesi.it)

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