"Il Comitato per il No" mette in campo i sentimenti a difesa della Costituzione

L’incontro organizzato dal Comitato per in NO di Ruvo di Puglia e che si è svolto presso la sala conferenze dell’ex Convento dei Domenicani, ha visto la partecipazione del prof. Nicola Grasso docente di Diritto Costituzionale presso l’Università del Salento nonché autore di numerose pubblicazioni inerenti il diritto pubblico.

La serata, moderata dall’avv. Antonio Stragapede, è iniziata con la proiezione del “discorso di Piero Calamandrei agli studenti di Milano del 1957”; le parole di Calamandrei hanno emozionato il pubblico in sala che per ben due volte ha sottolineato con applausi spontanei i passaggi più significativi del discorso; successivamente ha preso la parola il delegato del Comitato del NO, Vito di Vittorio, che, dopo aver salutato i presenti, ha esposto quelli che lui ritiene essere i rischi del combinato disposto tra legge elettorale e Riforma Costituzionale, evidenziando che, “numeri alla mano” c’è il rischio che il partito che vincerà le elezioni oltre ad avere il controllo della Camera possa determinare l’elezione del Presidente della Repubblica e conseguentemente degli organi di Controllo, come la Corte Costituzionale e il CSM, con conseguenti rischi di deriva autoritaria;

Successivamente è intervenuto il dott. Luca Ieva che ha voluto rappresentare la voce dei giovani che sempre più spesso si sentono esclusi dai processi decisionali ed evidenziano che le politiche di questi ultimi anni sempre di più tendono a restringere gli spazi di partecipazione democratica; Il dott. Ieva ha manifestato la sua ferma opposizione alla riforma costituzionale non solo per ragioni di merito ma anche per ragioni di metodo chiedendosi retoricamente se il bicameralismo paritario fosse effettivamente il problema più importante che la politica dovesse affrontare in questo periodo.

A questo punto è intervenuto il prof. Grasso con una corposa relazione densa di sollecitazioni, ricca di contenuti e precisi riferimenti costituzionali e legislativi. La relazione del prof. Grasso, ripetutamente interrotta da applausi spontanei della sala, ha disvelato come le vere ragioni della riforma costituzionale siano ben altre rispetto a quelle che, apparentemente, vengono indicate all’opinione pubblica. Per tale ragione la riforma è subdola e pericolosa perché dietro l’apparente motivazione indicata nel quesito (riduzione del numero dei parlamentari e dei costi della politica) nasconde il suo vero intento di stravolgere il delicato sistema di pesi e contrappesi delineato nella Carta del ‘48 sbilanciando il potere nelle mani dell’esecutivo a scapito del Parlamento, con la conseguenza che l’unica Camera che potrà esprimere la fiducia all’esecutivo sarà di fatto controllata e diretta dall’Esecutivo che potrà inoltre dettare la sua agenda, con grave vulnus per la sovranità popolare. Il prof. Grasso ha evidenziato la pericolosità di una tale riforma costituzionale che si inserisce in un contesto di “riforme” di stampo liberista che da anni stanno riducendo i diritti dei cittadini in campo sociale ed economico. Al termine della relazione i presenti hanno tributato un caloroso applauso al prof. Nicola Grasso.

Successivamente è intervenuto il dott. Raffaele Pellegrini il quale, con precisi e puntuali riferimenti storici, ha sottolineato come a volte la Storia si ripeta e anche questa volta, come in passato, ci sia il rischio che il popolo sia chiamato ad esprimersi attraverso un plebiscito pro o contro il potente di turno piuttosto che sul merito delle questioni che gli vengono sottoposte. Il dott. Pellegrini ha poi presentato un breve video sulla nota vicenda della Banca Etruria e dei presunti legami con la massoneria.

E’ poi intervenuto l’avv. Vito Ippedico il quale ha dichiarato la sua ferma opposizione a questa riforma che è poi l’opposizione di chi si riconosce nei valori della “destra sociale”, evidenziando il degrado anche morale al quale si è giunti in questa campagna elettorale attraverso promesse clientelari che il Governo ha fatto a destra e a manca, nonché la pericolosità di questa riforma confusa e mal scritta.

Infine il moderatore della serata avv. Antonio Stragapede ha tratto le conclusioni della serata ringraziando tutti i partecipanti ed in particolar modo il prof. Grasso per la qualità e la accuratezza delle relazioni proposte. Richiamandosi a quanto sostenuto dal prof. Grasso ha evidenziato inoltre il contrasto evidente ed insanabile tra la Costituzione, che si fonda su un idea di Stato che attua un controllo sociale dell’economia, e i Trattati Europei -che si fondano invece sull’ idea liberista che Stati sovrani non possano avere alcuna ingerenza sul Mercato-, sostenendo che proprio questo contrasto costituisce la ragione principale per la quale le Costituzioni socialiste e antifasciste del dopoguerra sono oggi sotto attacco. Votare NO il 04 dicembre avrebbe quindi una portata storica poiché significherebbe invertire una direzione di marcia che da oltre un quarto di secolo va verso la limitazione dei diritti e sarebbe il primo passo verso una progressiva riappropriazione della sovranità nazionale.

L’incontro è terminato alle ore 21.00 circa dopo due ore di intenso dibattito e con la sala ancora gremita di pubblico.

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