I DIARI DELLO SPORT: UN SORRISO ATTESO OLTRE SETTE ANNI

La Ruvo della palla a spicchi è tornata a vincere su un palcoscenico nazionale.

L’83 a 82 ottenuto su una giovane, talentuosa e mai doma Scauri ci ha permesso di abbandonarci a un sorriso atteso oltre sette anni. Un sospiro di sollievo ancora più profondo se si analizza l’andamento della gara.

Nella vittoria della Talos Basket Ruvo, infatti, c’è tutto ciò a cui siamo stati abituati nella lunga storia cestistica della squadra Ruvese. Tutto il meglio e tutto il peggio. L’orgoglio e i fantasmi, la qualità e le disattenzioni.

Il meglio è da ritrovare soprattutto in un primo tempo solido in entrambe le metà campo, con un attacco efficiente e una difesa concentrata. Il peggio, ovviamente,  è da ricercare nella seconda metà di gara, giocata per diversi minuti con un attacco stagnante, una difesa non sempre impeccabile e con troppi cali di tensione.

Non è un caso che l’uomo copertina, insieme a un incendiario Vanni Laquintana, sia Niccolò “Diabolik” Bertocco, il più continuo e concentrato per tutti i 40′: autentica ancora in difesa e sempre molto bravo a giocare nello spartito in attacco. Sono stati loro a prendersi il palcoscenico, ma è stato capitan Ochoa l’uomo in grado di eseguire le due giocate di energia decisive, quelle che ci hanno fatto capire che la gara non era persa: un tuffo sulla linea laterale e una difesa sul possesso successivo, a 30 secondi dalla fine. Due lampi che ci hanno aiutato a comprendere fin dove si spingono le qualità di un giocatore che i tifosi già adorano e che i compagni seguono ciecamente.

Qualche dubbio, però, lo ha generato l’impatto degli uomini in uscita alla panchina, Ippedico e Di Salvia a parte: anche su questo si dovrà gioco-forza lavorare. Questa è una squadra che ha bisogno del contributo di tutti i suoi interpreti per poter esplorare tutto il proprio potenziale.

Il percorso è tracciato e questa squadra sta mostrando di sapere come percorrerlo ma, ovviamente, il lavoro da fare è tanto.

Una vittoria, però, era tutto ciò di cui questa città e la sua squadra avevano bisogno: un successo era necessario per scordare le difficoltà logistiche che costringono la squadra ad allenarsi a Terlizzi e a disputare le gare casalinghe a Molfetta, per mettere da parte la pessima prova di Roma, per cominciare a comprendere che Ruvo a questa categoria appartiene di diritto e sarà così ancora per molti anni a venire.

La strada è lunga e impervia, ma è quella giusta: quello di sabato 5 ottobre 2019 è il primo sorriso di una serie che tutta Ruvo si auspica possa essere lunga e piena di soddisfazioni.

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