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GLI OPERATORI DEL SETTORE TURISTICO-ALBERGHIERO SCRIVONO AL SINDACO: “SIAMO INVISIBILI, CHIEDIAMO INTERVENTI URGENTI”

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Si definiscono “invisibili”, ignorati dai contributi economici. Momento di grande difficoltà per gli operatori del settore turistico-alberghiero.

A farsi portavoce di tale richiesta, il consigliere Damiano Binetti: “Stavolta, non come Consigliere comunale di Palazzo Avitaja dove, come ben sa, il confronto (spesso anche acceso) non è mai mancato durante questo mandato rappresentativo. Stavolta, però, sento di farmi portavoce fuori dalle camere istituzionali e dalla retorica impostata per rappresentarLe quella che, per me, è una problematica particolarmente sentita, quasi asfissiante: la drammatica crisi che il comparto turistico-alberghiero, soprattutto locale, sta attraversando”.

Un settore travolto da questa drammatica pandemia, messo dapprima all’angolo – per fronteggiare problemi ben più seri e contingenti che tutti noi conosciamo – e oggi finito inspiegabilmente nel dimenticatoio: “Rammento a tutti, – si legge nella lettera – a me per primo, che turismo e ristorazione non sono soltanto svago e divertimento. È anzitutto lavoro per molti di noi, padri o madri di famiglia,  giovani che cercano di non pensare sul menage familiare per mantenersi agli studi sempre più onerosi”.

Binetti si fa portavoce di una categoria e scrive a nome di oltre trenta firmatari della missiva: “Le ho sottoposto la questione informalmente più volte, innumerevoli, ma da parte Sua non ho ricevuto alcun cenno, alcuna azione pubblica di concreto aiuto. Eppure l’Amministrazione da Lei guidata sin da subito ha ristorato numerosi settori economici e classi sociali attanagliate dalla crisi: buoni spesa per famiglie in difficoltà, buoni parcheggio per fidelizzare i consumatori delle attività commerciali, sussidi per gli operatori della cultura, per le attività commerciali che hanno subito un calo del fatturato, per i liberi professionisti, per gli operatori dello sport nonché acquisto forniture di materiale eco-compostabile per pubblici esercizi, riduzione della TARI sia per le famiglie in difficoltà che hanno usufruito dei buoni spesa sia per le attività commerciali che, causa COVID, sono rimaste chiuse”.

“Mi preme esprimerLe – conclude la lettera – il cocente rammarico per l’inspiegabile mancanza di dialogo e di confronto più volte sollecitato all’assessora Montaruli e all’assessora Di Bisceglie. Invano ho offerto spunti di riflessione circa l’esigenza di emanare un bando pubblico con il primario intento di fronteggiare, almeno in parte, l’emergenza economica, vissuta da tanti operatori stagionali del settore turistico-alberghiero. Questi cittadini vivono in situazione di estrema precarietà, confinati nella propria abitazione senza Cassa integrazione ovvero con sussidi NASPI di poche centinaia di euro, gravati dal pagamento di mutui, canoni di locazione e bollette delle utenze domestiche. Mi spiace constatare tale impassibile inerzia dal momento che non si intravede nessun concreto e idoneo proponimento da parte dell’Amministrazione da Lei guidata”.

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