Cultura

FRANCO DI PALO SULLA QUARANTANA: “SCIATTERIA DI CHI ORGANIZZA, MA GUAI A CONDANNARE CREDENZE CHE APPARTENGONO ALLA NOSTRA STORIA”

Nota dello storico e cultore Franco Di Palo sulla questione “Quarantana”, dopo le polemiche relative allo scoppio avvenuto in Piazza Matteotti.
La processione di Gesù risorto, come tutte le processioni di Ruvo e oltre, gli incontri di Gesù risorto con la Madre di cui non vi è traccia nei Vangeli, ma che sono diffusissimi e partecipati, non sono liturgia, ma paraliturgie che appartengono alla sfera delle tradizioni popolari religiose, con accenti anche assai differenti da luogo a luogo. Così come la “Quarantana”, rito in antico diffusissimo non solo in Italia ma nei paesi del Mediterraneo è anche in Russia. Sopravvive in alcuni contesti. In Emilia Romagna (ad esempio Forlimpopoli, Cotignola) vi è ancora, come anche in Sicilia, il “segavecchia” di mezza quaresima, anch’essa azione rituale religiosa nel senso di credenza precristiana, rito agrario primaverile, poi confluito, nelle forme tipiche di sincretismo, nei riti di passaggio, come quelli pasquali, a loro volta sin troppo chiaramente innestati su riti di primavera e rinascita. Per dirla con Paolo Toschi: non si festeggia più la rinascita della natura e delle messi che portano la vita, ma quella dell’ uomo rigenerato dal peccato con il sacrificio dell’Uomo-Dio.
Il fantoccio della Quaresima, in sostanza, rappresenta la terra (terra è femmina=fecondità) che con la sua morte si rigenera, porta nuovi frutti, risorge dopo i geli e la ” morte” della natura ( mancanza di cibo) dopo l’ inverno. Molti ricordano i piatti di grano fatti germinare al buio e posti vicino ai ‘sepolcri’ (in realtà Eucaristia) il giovedì santo, detti, guarda caso, Giardini di Adone, altro sincretismo pagano- cristiano (sepolcro=morte, grano germogliato=vita). Gesù nel suo insegnamento: “se il chicco di grano caduto sulla terra non muore, rimane solo, se invece muore produce molto frutto”.
L’uomo cristiano dopo la Quaresima=purificazione e la morte dell’Uomo-Dio è rigenerato dal peccato, rinasce a nuova vita. Si scorgono le similitudini?
L’ esposizione al vento del fantoccio (non impiccagione… è una libera ed errata interpretazione favorita dalla sciatteria di chi sta organizzando questi eventi senza comprenderne il senso), esprime gli stessi valori simbolici secondo tradizioni greco-romane (e noi ruvesi da lì veniamo) che il cristianesimo ha assorbito e purificato: ha effetto apotropaico e bene augurante, di allontanamento del male e propiziazione del bene. Come gli “oscilla” del culto agreste a Dioniso.
Forse questo potrebbero dirE gli sparuti “numi tutelari”. Gesù risorto in questa economia di sentimenti popolari e paraliturgie, sedimentati in secoli di tradizione, c’entra eccome: con il suo gesto vittorioso, Colui che ha vinto la morte, pone fine al peccato…alla carestia e inaugura la nuova vita dell’uomo riscattato dal peccato. Ma, ripeto, questa non è liturgia.
Lo schifo cui abbiamo assistito quest’anno, non il solo in verità, frutto di ignoranza e sciatteria, con l’esecuzione talebana in piazza non può legittimare la condanna di credenze che sono pur superate ma appartengono alla nostra storia collettiva. Comunque la si pensi.

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