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DON SALVATORE SUMMO: “FESTA PATRONALE SENZA BOTTI. ANCHE LE “QUARANTANE” NON SARANNO PIU’ SPARATE”

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“Luci sì, botti no”, nell’incipit del comunicato stampa diramato da Palazzo di città nella giornata del 1 febbraio è racchiusa l’immagine che qualcosa cambi anche in vista delle tradizioni pagane legate alla Settimana Santa di Ruvo di Puglia.


Giochi di luci sì, ma botti no, per salvaguardare anziani, animali e via discorrendo. Il tema legato al “no agli spari” prosegue nel solco di un cambiamento intrapreso da mesi.

Se le feste sacre restano senza diana mattutina, di comune accordo con i parroci e i presidenti delle varie associazioni organizzatrici, in molti si sono chiesti cosa accadrà in occasione dello scoppio del fantoccio della “quarantana”. Giochi di luci potrebbero sostituire i botti, con il fantoccio bruciato, ma non scoppiato. Rito della “Quarantana” salvaguardato e non impedito, come trapela da Palazzo di Città.

Ad anticipare quello che potrebbe essere ufficializzato nei prossimi giorni è stato don Salvatore Summo. Dal pulpito della Cattedrale, nel corso dell’omelia della Santa Messa celebrata alle 6.30, ha sottolineato come quella odierna sia la prima festa patronale senza diana mattutina, dopo le continue lamentale ricevute dai cittadini derivanti dai rumori provocati dai botti. E poi ha aggiunto: “Stessa cosa accadrà alla “Quarantana”. Non verrà più sparata, anche perchè era veramente brutto farlo a una donnina“.

Si attende di conoscere la decisione definitiva presa dal sindaco Pasquale Chieco.

 

 

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