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Danni da gelate, possibili soluzioni. De Carlo: «L’agricoltura al centro dell’economia»

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Possono contare sulla vicinanza e sull’aiuto supportato da razionalità e non da promesse velleitarie del terlizzese Marcello Gemmato, deputato di  “Fratelli d’Italia” e segretario della XII Commissione Sanità e Affari Sociali della Camera dei Deputati, e di Luca De Carlo, deputato di “Fratelli d’Italia” e segretario della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, gli olivicoltori e agricoltori ruvesi e non solo che venerdì scorso erano presenti al convegno “La gelata – problemi e prospettive del settore olivicolo locale”, organizzato dalla Sezione Locale di “Fratelli d’Italia” presso l’Hotel Pineta a Ruvo di Puglia.

 La gelata di febbraio-marzo 2018 e le possibili soluzioni dirette a limitare i danni derivanti dal fenomeno che ha interessato i territori di Bari, Bat e Foggia  sono state il focus dell’incontro a cui hanno partecipato i due deputati; Francesco Scarongella, presidente della sezione ruvese di “Fratelli d’Italia”; Mario Pansini, componente del direttivo di partito e agente del GAL Murgia Più; Giampiero Berardi, rappresentante degli agricoltori e presidente dell’Elaiopolio Cooperativo della Riforma Fondiaria di Ruvo di Puglia “Il Rosone”.

Il convegno è stato introdotto dalla proiezione di “Figli di Madre Terra”, cortometraggio sulla Xylella nel Salentino,  scritto,  interpretato da Francesco Martinelli e diretto da Michele Pinto.

Se, apparentemente, il tema del corto si discosta da quello della serata, sostanzialmente  aggiunge tensione e drammaticità – sia pure con un alone di speranza – all’atmosfera vissuta in sala.

Perché i danni provocati dalla Xylella e dalla gelata di fine inverno hanno trasformato il 2018 nell’annus horribilis per l’olivicoltura pugliese: secondo Coldiretti Puglia la stima  è pari a 1 miliardo e 600mila euro  dal momento che «al crollo produttivo in termini di olive e olio va sommata la perdita del patrimonio strutturale degli ulivi».

E latore della rabbia, dell’impotenza e preoccupazione degli olivicoltori è stato proprio Berardi che ha fornito la misura del danno subito parlando di una flessione verso il basso che conduce a una produzione di appena 1000 quintali nel 2018, quando nel 2017 essa è stata pari a 40mila quintali.

E il dramma è vissuto con maggiore intensità da chi vive di olivicoltura. Per quanto riguarda la “situazione ruvese”, gli olivicoltori hanno trovato supporto nel sindaco Pasquale Chieco, che ha la delega all’agricoltura, il quale incontrò, a maggio, una loro delegazione.

Dal convegno emerge anche la necessità di riformare il Decreto 102/2004. Intanto, attingendo dal bilancio autonomo della Regione Puglia, 1 milione di euro è stato destinato alle imprese olivicole che hanno subito danni da gelate: somma non considerata sufficiente nella globalità ma utile a trovare i primi ristori.

Dopo un breve intervento di Pansini a rivolgersi al GAL per la partecipazione ai bandi, è il momento di De Carlo il quale sottolinea come tutti gli agricoltori, da Nord a Sud, vogliano solo una cosa: essere messi concretamente nelle condizioni di lavorare e non di vivere di assistenzialismo.  Per quanto riguarda le iniziative, improntate a realismo, e tese a dare ristoro agli olivicoltori danneggiati De Carlo spiega che si può agire su diversi fronti.

«Si può agire sulla legge di bilancio: per quanto concerne i contratti di distretto si possono prevedere  risorse per compensare il danno che avete avuto.

Intanto si dovrà ragionare con l’ISMEA (Istituto per il Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) per vedere se siete assicurabili.

Se si dovesse riscontrare che il clima sta cambiando in peggio, sarà necessario riformulare la legge sulle emergenze dal momento che l’agricoltura è strettamente legata a esso. Ma bisognerà farlo prima che l’intero settore agricolo sia devastato. Non bisogna dimenticare che l’agricoltura è il settore primario e deve recuperare centralità, una rilevanza che le è stata sottratta dall’industria, anche quella meramente sovvenzionata».

Saranno presentati emendamenti alla legge di bilancio per destinare risorse alle emergenze; poi, saranno sollecitati in Commissione i parlamentari europei e il Ministro  Gian Marco Centinaio (MIPAAF) affnché si preveda lo scorporo dei contributi PAC. Sarà chiesta anche una moratoria sui mutui.

De Carlo poi è molto critico sulla  previsione, nella bozza di manovra economica, della concessione gratuita ventennale di terreni agricoli demaniali a chi fa il terzo figlio, con la possibilità di avere un mutuo fino a 200.000 euro a “tasso zero”, acquistando la prima casa nelle vicinanze dei terreni. E si chiede se non sia opportuno concedere mutui  alle stesse condizioni a chi voglia investire nell’agricoltura per costruire il proprio futuro, ispirandosi anche al modello del Piano Nazionale di Impresa “Industria 4.0”. È importante anche svincolare l’erogazione dei contributi PAC all’acquisto di determinati beni che spesso non sono effettivamente utili all’attività produttiva. Al contrario, essi devono essere concessi sulla base di un piano valido, innovativo e coerente.

De Carlo apre una breve parentesi sul caso “Xylella”: dalle audizioni svolte in Commissione, ci si è resi conto che è stata sciagurata la scelta di sospendere il “Piano Silletti” che prevedeva  erpicatura, aratura, eliminazione delle sterpaglie; tagli degli alberi infetti; uso contenuto di agrofarmaci al fine di arginare la propagazione del fenomeno.

Il convegno si conclude con la rassicurazione, da parte di Gemmato e De Carlo,  della vicinanza agli agricoltori con proposte concrete tese a difendere i loro diritti.

(Foto © Ruvesi.it)

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