COUNTDOWN OTTOMBRINI: DIMISSIONI SEMPRE PIU' VICINE

La politica sgomita con le altre vicende di questa città e c’è da scommettere che, nelle prossime ore, occuperà in pianta stabile, i piani alti della nostra home page.
In una città paralizzata, tra bancarelle, lavori a cielo aperto, divieti di sosta, con tante famiglie ancora costrette a cercare alloggi da parenti o amici causa alluvione, a Palazzo Avitaja si continua a sperare di ritrovare il bandolo di una matassa sempre più complicata da sbrogliare.
La situazione è clamorosamente precipitata in casa Ottombrini. Tutto nasce mesi fa, quando il partito di maggioranza dell’amministrazione attuale ha avviato un confronto politico e programmatico doveroso. Il PD si è chiesto quali fossero gli obiettivi da perseguire per avviarsi alla conclusione del mandato e da questo interrogativo ne è nato un frazionamento difficile, adesso, da gestire.
Sicuramente all’orizzonte  vi sono suggestioni elettorali che non consentono una visione lucida. La decisione di Ottombrini di dare la sua disponibilità a un suo eventuale secondo mandato è stato l’inizio di una situazione adesso ingestibile.
Poi sul banco degli imputati è salita la macchina amministrativa che non consentiva agli assessori di avere una certa autonomia e di prendere delle decisioni importanti in un momento storico nel quale le tasche del nostro comune erano sempre più bucate.
L’addio di De Palo è stato l’inizio della fine per questa maggioranza, anche se per scrivere il finale di questa amministrazione dovranno passare almeno venti giorni dal momento in cui il sindaco prenderà la decisione di dimettersi per valutare se ci sono i presupposti per surrogare i consiglieri dimissionari e dar vita a una nuova e ultima “era” del suo mandato.
Ottombrini cosa paga allo stato attuale? Il fatto di non aver ritirato ufficialmente le deleghe agli assessori come detto in consiglio comunale, di non aver seguito l’indirizzo politico dato dal proprio partito. C’è stato un atto di responsabilità da parte della maggioranza, quale l’approvazione del bilancio preventivo, a cui non è stato dato seguito con il reset assessoriale richiesto.
E visto che “vuoi sempre averla vinta tu, andiamo a casa”! Devono averla pensato così i quattro consiglieri che, con le loro lettere protocollate di dimissioni,  di fatto hanno aperto ufficialmente la crisi.
Ma l’amministrazione Ottombrini resta ancora in vita.
Innanzitutto perché ci sono ancora i numeri per tenere la flebo attaccata: in lista il PD aveva presentato sedici iscritti, due hanno ricevuto deleghe assessoriali, otto sono entrati in consiglio comunale, ne restano sei riserve.
Ottombrini pare abbia deciso di dare le dimissioni da primo cittadino lunedì mattina per valutare se esistono ancora i numeri per continuare a restare in carica. Da quel momento avrà venti giorni per fare la sua verifica ed eventualmente ritirare le dimissioni.
La verifica passerà innanzitutto dalla possibilità di surrogare i quattro consiglieri dimissionari: i sostituti legittimi sono Testini, Gattullo, Ferrieri e Carlucci. Ve ne sarebbero solo altri due a disposizione.
Ottombrini li incontrerà e a quel punto valuterà il da farsi. Nel frattempo se dovessero giungere ulteriori dimissioni dei consiglieri del PD, fino a un massimo di due, il sindaco resterebbe “in vita”, superato il limite non ci sarebbe più nulla da fare.
Ma al di là dei numeri, serve una riflessione profonda perché per alcuni dei problemi della nostra città elencati al rigo numero tre, occorrono certezze, immediate.

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