Attualità

Coraggio, strategie puntuali e rete per la rinascita del centro antico di Ruvo di Puglia

«L’urbanistica ha fallito. Bisogna ricominciare daccapo».

L’espressione provocatoria del Professore e architetto Franco Purini può essere considerata la chiave di lettura del convegno “Come riorganizzare e rivitalizzare il Centro Antico”, organizzato dall’Associazione Culturale e Sociale “Ruvo 2.0” e moderato dal giornalista Luigi Elicio.

All’incontro, svoltosi ieri nella Sala Conferenze di Palazzo Caputi, sono intervenuti l’ingegner Salvatore Barile, Presidente dell’Associazione “Ruvo 2.0”, l’architetto Tommaso M. Massarelli, professore presso la Seconda Università di Napoli, il dottor Francesco Scaringella, vice sindaco di Corato.

Il sindaco Pasquale Chieco è stato costretto a lasciare il convegno, iniziato molto più tardi dell’ora convenuta, per impegni improcrastinabili; assenti, per gli stessi motivi i sindaci di Conversano, di Locorotondo e Castellana Grotte, i cui saluti sono stati portati da Domenico Lanzillotta, consigliere comunale di Castellana Grotte e coordinatore regionale del Movimento IDeA.

L’incontro è stato un momento che ha dato nuovi spunti di riflessione e azione per il rilancio del centro antico di Ruvo di Puglia, che deve recuperare la bellezza e la vitalità di un tempo non attraverso una mera pianificazione urbanistica ma attraverso i progetti, secondo quello che è il  pensiero di Renzo Piano, citato da Barile, per il quale «le città non hanno bisogno di piani urbanistici ma di progetti».

Progetti che devono coinvolgere la cittadinanza, devono prevedere il contributo di tutte le forze politiche anche se, nella nutrita platea formata da cittadini, operatori commerciali, professionisti, erano presenti i soli consiglieri di opposizione, particolarmente sensibili al rilancio del centro antico soprattutto sotto l’aspetto economico e produttivo.

L’assenza dei consiglieri di maggioranza ha amareggiato un po’ Barile, convinto della preziosità dei contributi di ogni persona, di ogni forza politica per un bene comune. In fondo solo attraverso la consapevolezza del passato si possono gettare le basi di un futuro luminoso per la città.

«La città futura è basata sul modello della città storica, composta di stratificazioni di interessi, di attività, di servizi, di incentivi che danno un’idea di protezione, di appartenenza alla collettività, di senso di comunità. Vediamo il recupero del tessuto urbano al fine di rivitalizzare le attività socio economiche, diventando centro di attrazione di un turismo di cultura e non solo di consumismo».

L’obiettivo è quello di non trasformare il centro antico in una “Disneyland”, perché – e questo è un obiettivo comune a tutte le forze politiche e sociali di Ruvo di Puglia – la propria storia, la propria identità non deve essere snaturata.

«Ruvo di Puglia ha bisogno di progettare la riqualificazione del suo centro antico» afferma Massarelli, allievo dell’architetto Mauro Civita che si occupò dei restauri della Cattedrale di Ruvo di Puglia.
«Quello che è indispensabile adottare sono le strategie di intervento puntuali. Se si adottano strategie coordinate tra loro e sensibili alle peculiarità del “centro antico” e del “centro storico”, l’urbanistica non fallisce».

Infatti, “centro antico” e “centro storico” individuano due realtà differenti. Il centro antico è il nucleo “entro le mura”, il punto, in genere, dal quale si sviluppa la comunità. Il centro storico, che risale al Settecento, Ottocento e Novecento, può trovarsi in qualsiasi zona della città che abbia una narrazione artistica e storica densa di significato.

Sul binomio “città antica-città futura”, poi, Massarelli ritiene che la conservazione degli edifici nel centro antico, da ridestinare a usi pubblici, non contrasti affatto con l’impiego delle più moderne tecnologie.

«Bisogna comprendere come la riqualificazione e la rivitalizzazione del centro antico, supportate dalla fruizione di parcheggi, dalla predisposizione di zona a traffico limitato, siano garantite dall’applicazione di regolamenti che non prescindano dalla conoscenza del territorio, delle sue peculiarità».

Interviene Francesco Scaringella che parla del “caso coratino”, del caso di una città che non ha la grande bellezza artistica, architettonica di Ruvo di Puglia e Trani ma sta ridando slancio al centro antico attraverso una politica di riqualificazione che punta sulle antiche tradizioni, come il “Carnevale Coratino”, e tendenze artistiche, come i murales.

A Corato si incentiva l’apertura, il trasferimento e l’ampliamento di attività commerciali tipiche (botteghe artigiane, negozi di generi alimentari, punti vendita di aziende del luogo) nel cuore della città e, prossimamente, sarà emesso un bando con cui si assicureranno, agli operatori commerciali interessati, contributi per il versamento di Tari, Tosap e ICP nel triennio 2017-2019.

L’intervento di Domenico Lanzillotta punta sulla necessità che l’azione del pubblico, tesa alla rivitalizzazione del centro antico e storico di una città, sia aiutata dallo spirito di iniziativa, dalla volontà dei privati di investire: deve esserci una proficua sinergia tra le parti.

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E’ invitato a dare un contributo Domenico Damascelli, consigliere regionale di Forza Italia, Componente della V^ Commissione (Ambiente – Assetto ed utilizzazione del territorio) e Vicepresidente Commissione IV (Sviluppo economico). Per Damascelli, continuare a investire fondi pubblici solo per rendere attrattivi i “contenitori” culturali senza trasformare questo, tuttavia, in opportunità di rilancio e di sviluppo del territorio, è perfettamente inutile!

«Abbiamo la “Rete delle Cattedrali Romaniche” che non è adeguatamente valorizzata e questo è un peccato. Abbiamo delle risorse artistiche, paesaggistiche , urbanistiche che non trovano ancora la massima espressione». Quindi si deve indirizzare la propria azione verso una “riqualificazione produttiva” che crei sinergie tra operatori culturali, politici ed economici.

Intervengono al dibattito cittadini, tra cui l’ex assessore alla cultura Antonio Minafra, che punta sulla necessità di riqualificare mantenendo intatto il senso di identità tra centro e periferia di una città, e l’architetto Nico Balducci dell’ “Associazione Europea Architetti” per il quale si deve rafforzare la sensibilità civica a rispettare il centro storico, deturpato, talvolta, da rifiuti e incuria.

Massarelli, in conclusione, dichiara che per riqualificare e rivitalizzare il centro storico «si devono mettere a sistema strategie tese a ridestinare edifici vetusti a usi pubblici, a centri di aggregazione collettiva che attirino investimenti privati».

A supporto del suo pensiero mostra l’esempio del centro storico di Bitonto, con la riqualificazione della zona Cattedrale, delle piazze antiche, ritornate a nuova vita, e del Teatro “Tommaso Traetta”, già “Umberto I”, la cui ristrutturazione ha innescato un processo di ri-generazione sociale ed economica.

Per ottenere questo anche a Ruvo di Puglia basta «avere un po’ più di coraggio», come ha chiosato l’ingegnere Barile.

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