Home Cultura Confabulare 2019: l’ITET Tannoia ottiene una vittoria che profuma di libri

Confabulare 2019: l’ITET Tannoia ottiene una vittoria che profuma di libri

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Una festa. Confabulare è sempre una festa. Dei libri, del tempo dedicato a leggerli, degli studenti, degli insegnanti, di una comunità che per mesi si incontra e compete per “un pugno di libri”. Anche l’edizione 2019 non ha deluso le alte aspettative della vigilia: 41 le classi coinvolte in gare avvincenti. Bellissima la manifestazione finale che si è svolta lo scorso 11 maggio presso il Liceo Scientifico Tedone, alla presenza dell’autore di uno dei libri in gara: Luigi Ballerini, con il suo “Ogni attimo è nostro”. E’ stato proprio Ballerini ad incontrare tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado che hanno partecipato alla competizione e a consegnare il premio alla classe vincitrice. Con ben 49 punti, sono stati i ragazzi della 1A dell’indirizzo turistico dell’ITET Tannoia di Ruvo a sbaragliare tutti gli avversari. “Per vincere Confabulare, ha sottolineato la conduttrice Marianna di Muro, non basta leggere i libri in gara. Bisogna essere una squadra, affiatata, competitiva, compatta. Voi, ha detto, rivolgendosi alla classe vincitrice, siete stati tutto questo e avete condotto la gara con fair play e preparazione. Avete meritato questa vittoria!” Palpabile l’emozione degli studenti e della docente che li ha guidati in questa avventura, la professoressa Giustina de Bartolo. I giovani superlettori si sono anche esibiti in una originale performance rap e in un video hanno ripercorso i momenti salienti dell’esperienza. Tante le domande rivolte a Ballerini da una platea attenta e partecipe. Grande curiosità ha suscitato il titolo del romanzo. Lo scrittore ha precisato che il titolo non è quasi mai deciso dall’autore ma ha anche ammesso di aver condiviso la scelta dell’editore. “Io avevo scelto di intitolare il romanzo “Ventiquattro”, come i capitoli attraverso i quali si dipana la storia di Giacomo. Ma in “Ogni attimo è nostro” si coglie meglio l’efficace messaggio sotteso alla narrazione: se ogni attimo è mio, posso bruciarmi, consumarmi. Se si passa dall’io al noi, ci si salva”. “E’ incredibile, ha continuato Ballerini, che noi scriviamo storie ma, una volta terminate, quelle storie camminano sulle loro gambe, che sono quelle dei lettori”. Ma come si fa, hanno chiesto in molti, ad imparare a scrivere? “Per imparare a scrivere, ha spiegato lo scrittore, bisogna leggere, e tanto. Ma per imparare a scrivere bisogna anche scrivere. Io sono un medico e mi sono accostato alla scrittura letteraria tardi. Non è mai troppo tardi. Adesso, qui ed ora, accade la vita”. E ancora: “Cercate di liberarvi dall’ottica funzionalistica. E’ terribile pensare di fare una cosa solo perché se ne intravede subito l’utilità. Imparate a fare anche cose “inutili”! Quando facevo il medico mi sono iscritto ad un corso di pasticceria. I miei colleghi si chiedevano e mi chiedevano come mai perdessi tempo in qualcosa di non attinente al mio percorso di studi. A distanza di anni, grazie a quell’esperienza, ho scritto un libro, “La signorina Euforbia, maestra pasticcera”, con il quale ho vinto il premio Andersen 2014! Una conoscenza inutile è valsa una carriera, mi ha aperto un’altra strada, un’altra prospettiva!”. Un monito davvero urgente per gli studenti, catturati dalle parole di Ballerini, che si è congratulato con tutti i partecipanti e in particolare con la classe vincitrice, che ha dedicato la vittoria ad una docente del Tannoia prematuramente scomparsa lo scorso anno, a soli 41 anni. “Vogliamo ricordare, in questo giorno di festa per la nostra comunità, una grande insegnante, che ha lasciato un segno indelebile in tutti noi con la sua testimonianza e il suo lavoro. Si tratta della professoressa Silvia Pellegrino, docente e fine poetessa, di cui, hanno detto gli studenti, visibilmente commossi, vogliamo leggere alcune parole, che sembrano essere state scritte per questa occasione: Non c’è tempo per fare ogni cosa, dovremmo imparare a scegliere quelle per cui valga la pena, quelle che ci edificano senza farci perdere parti importanti della nostra identità. E per farlo, è necessario che riusciamo a sviluppare una metodica operativa: la curiosità di imparare e di esplorare con gli occhi della meraviglia tutto quello che è accanto a noi. (…) Impariamo. Forse riusciremo ad essere felici.

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