Home Cultura CENTENARIO DEGLI OTTO SANTI, APPUNTAMENTO STORICO PER LA NOSTRA CITTA’

CENTENARIO DEGLI OTTO SANTI, APPUNTAMENTO STORICO PER LA NOSTRA CITTA’

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Il Centenario relativo la realizzazione del gruppo statuario e la istituzione del Corteo Processionale de “La Deposizione” (con esattezza, il “Trasporto di Cristo al Sepolcro” e più comunemente conosciuto con l’appellativo di “Otto Santi”) cade in coincidenza della prossima ricorrenza religiosa della Pasqua 2020 nel giorno del giovedì Santo, dedicato storicamente per la Città di Ruvo di Puglia a tale ricorrenza religiosa e alla sua rappresentazione civile.
Dinnanzi a un evento di tale importanza e rilevanza la città deve attivarsi all’unisono accanto alla Confraternita Opera Pia San Rocco per garantire a Ruvo di Puglia di celebrare al meglio uno dei momenti più attesi e suggestivi dell’anno rubastino.
La notte più lunga per i ruvesi, un rito che si ripete da cento anni a questa parte. Fatto di silenzio, fiaccole, riflessioni. Un rito interiore e individuale che diviene collettivo anche grazie alla rete che attorno ai Riti della Settimana Santa si è creta.
«[…] U paèise le crestione stonne tutte descetote/ pe pegghiò parte a chèssa nettote/ vè la precessiaune pe strode striètte notta sande è chièsse e benediètte».
Un piccolo quadro vernacolare dipinto ne “La nuotte de l-Utte Sande” di Pietro Stragapede, in cui è restituita l’atmosfera della notte rubastina, tra mercoledì e giovedì Santo. Perché è la notte degli “Otto Santi”, la notte in cui in una gremita Piazza Matteotti, nel silenzio, partendo dalla piccola chiesetta di San Rocco, procede lentamente e solennemente un gruppo statuario di commovente bellezza e potenza, pur nella povertà del materiale – la cartapesta – con cui è realizzato.
Da un verbale esistente nell’archivio storico della confraternita si evince che nel 1920, in seguito ad una nuova deliberazione dell’assemblea e sempre sotto la presidenza del Priore Testini, si decise di completare l’opera aumentando il numero di personaggi e sostituire i manichini con statue interamente realizzate in cartapesta.
Raffaele Caretta creò l’opera ispirandosi al famoso dipinto del pittore italo-svizzero Antonio Ciseri, conferendo loro drammatica plasticità tale da toccare corde emotive.
Inizialmente la processione si svolgeva la sera del Giovedì Santo. I racconti dell’epoca ricordano il grande impatto emotivo che l’imponente gruppo statuario suscitò la prima volta che varcò il portale della piccola chiesetta di San Rocco: era il 19 aprile 1920.
L’intento del Priore, quello di “fare impressione” sulla cittadinanza, era stato pienamente raggiunto.
La Confraternita Opera Pia San Rocco è pronta che lo sia anche la città.

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